10+ Vinili da avere in una super collezione

di Redazione
 
vinili da avere rari

Nel mondo degli appassionati e dei collezionisti, tra i vinili da avere assolutamente, si sente spesso parlare di vinili rari o addirittura introvabili. E ovviamente del loro costo, che a volte può arrivare a cifre incredibili. Ma quali sono gli album più quotati di sempre? E se ne avessimo qualcuno nella nostra collezione?

La classifica degli album più costosi

Ora che il vinile ha riconquistato gli ascoltatori di tutto il mondo ed è tornato di moda, può essere interessante domandarsi quali siano i vinili da avere, quelli più quotati, vuoi per la loro rarità, vuoi perché sono diventati l’oggetto del desiderio di tanti collezionisti.

Secondo la classifica stilata dall’esperto di vinili rari Phil Barton, sul primo posto non c’è da discutere: il vinile più costoso di sempre è White Album dei Beatles, per la modica cifra di 822.000 €. Un prezzo del genere non è dovuto solo al disco in sé, ma anche al fatto che la copia venduta all’asta apparteneva nientemeno che a Ringo Starr. Il quartetto di Liverpool decise infatti di tenere le prime quattro copie del White Album, che fu quindi messo in commercio a partire dalla quinta copia.

Al secondo posto abbiamo un 78 giri dei Quarrymen, una band che nel ’58 incise la sua prima canzone originale, In Spite of All the Danger, e la cover That’ll Be the Day: circa 112.500 €. Il brano originale fu scritto da un certo Paul McCartney, e la band avrebbe di lì a poco cambiato nome in… The Beatles. Che troviamo ancora al terzo posto con Love Me Do, valutato circa 90.000€.

Uno sguardo ai vinili più quotati al mondo ci dà una selezione degli album e dei singoli che hanno segnato la storia della musica. E dunque avremo mostri sacri come i Sex Pistols (God Save the Queen), Led Zeppelin (Led Zeppelin I), Queen (Bohemian Rhapsody/I’m in Love with My Car) e David Bowie (Space Oddity/Wild Eyed Boy from Freecloud), ma anche artisti più vicini ai nostri tempi come Madonna (Erotica) o gli U2 (Pride).

Jazz & Blues

Non solo rock e pop: tra i vinili da avere, ossia i vinili più rari, c’è un’ampia scelta di musica jazz e blues. Impossibile non citare Miles Davis e il suo Kind of Blue: l’album jazz più venduto di sempre e che è ormai una rarità nella sua versione originale.

Gli appassionati veri guardano con interesse al meno conosciuto Blue Note di Hank Mobley, pubblicato in scarsissime copie e battuto all’asta per più di 11.000 dollari. Cifra che è più o meno la stessa per Me and the Devil Blues di Robert Johnson, uno dei maestri indiscussi del blues.

I vinili italiani più ricercati

Tanta musica nostrana compare nelle liste dei desideri dei collezionisti. Colpisce che molti dei vinili più ricercati provengano dalla corrente del progressive italiano. Rispetto alla classifica degli album internazionali, qui i prezzi sono molto più accessibili: può essere un’ottima chance per scovare qualche perla da aggiungere alla nostra collezione.

Si tratta spesso di veri e propri gioielli, come nel caso del 45 giri di Franco Battiato Vento caldo/Marciapiede, che si aggira sui 1.000 €. Il valore di questo disco, di certo non il più famoso di Battiato, è dipeso dalle circostanze della sua pubblicazione: la Philips lo pubblicò nel ’71, quando l’artista ormai aveva cambiato casa discografica, con una tiratura molto ridotta.

Stesso discorso vale per altri grandi della musica italiana: Contrasto dei Pooh, un LP pubblicato nel ’68 (all’insaputa del gruppo!) in 1000 copie; Ingresso libero di Rino Gaetano, di cui furono stampate nel ’74 poche copie (e sembra che il mitico Rino abbia perfino voluto bruciare quelle invendute); Mina con voi, una raccolta promozionale pubblicata quando Mina era già entrata nell’etichetta PDU; il 45 giri Dolce giorno/Per una lira, due brani non molto fortunati di un debuttante Lucio Battisti, e Ma cosa che vuoi che sia una canzone, l’esordio di Vasco Rossi, uscito per una casa discografica poco nota, la Lotus. 

Ma non ci sono soltanto questi casi d’eccezione. Tra i vinili più ambiti troviamo anche classici come Anime salve di Fabrizio De André o Banco del Mutuo Soccorso con il loro album omonimo del ’72.

Vinili rari: cosa determina il prezzo

Come abbiamo visto, non bisogna limitarsi al numero di copie vendute o alla bellezza dell’album per capire quali sono i fattori che definiscono il prezzo di un vinile.

Per quanto possa sembrare paradossale, un ruolo decisivo è svolto dagli errori nelle stampe originali: copie subito rimosse dal mercato, ma acquistate magari da qualche collezionista che ci ha visto giusto. Oppure, come nei casi già analizzati, dischi che rappresentano un po’ le “false partenze” di artisti divenuti famosi in seguito.

Un altro elemento degno di nota è poi la provenienza: se un vinile è appartenuto a una celebrità, il suo valore è destinato a lievitare.

Vinili da avere: quali sono i must di ogni collezione

Al di là della rarità e del costo, il mondo dei vinili ha le sue stelle fisse: opere imprescindibili, dischi senza età che saranno ascoltati in ogni epoca e che non possono mancare nella nostra collezione.

In ogni lista si rischia spesso di dimenticare qualcosa, ma tra i capolavori di sempre c’è sicuramente In the Court of the Crimson King, lo stupefacente esordio dei King Crimson e una pietra miliare del prog rock.

Meritano sicuramente un posto di primo piano gruppi rivoluzionari come i Rolling Stones con Let It Bleed e i Pink Floyd con The Dark Side of the Moon, ma anche gli arrabbiati Clash di London Calling, il virtuoso Bob Dylan di Blonde on Blonde e lo struggente Jeff Buckley di Grace.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, eppure ci sono ancora due chicche di cui ogni vero appassionato non può fare a meno. Stiamo parlando dei due album-testamento migliori di sempre: Double Fantasy di John Lennon e Mtv Unplugged in New York dei Nirvana.

di Redazione