Discoteca Laziale x Sony Music Italia = Progressive Italiano

di Redazione
GettyImages Banco del mutuo soccorso

Quella del progressive italiano è una storia che risale ai gloriosi e turbolenti anni ’70. In quella decade nascono nel nostro Paese una serie di band attorno alle quali si creano appositi linguaggi e universi di riferimento: riviste specializzate, festival, etichette.

La storia della musica italiana non sarebbe affatto la stessa senza molte di quelle band. Lo sanno bene i tanti appassionati che ancora oggi sono in cerca di quel particolare brivido che solo il prog, e in particolare il progressive italiano, può dare.

È per questo che Discoteca Laziale e Sony Music Italia hanno deciso di lanciare la collezione esclusiva Progressive Italiano: il meglio del prog italiano anni ’70.

Ripercorriamo insieme le tappe principali di un genere che ha rivoluzionato il modo di concepire la musica.

Le origini del genere

Definire cos’è propriamente il progressive rock non è impresa facile: basti pensare all’uso che negli ultimi anni è stato fatto del termine, sfumando le sue particolarità fino a confonderlo con altri generi come il rock blues, il folk, l’hard rock.

Anche sulla data di nascita del prog non tutti i critici sono d’accordo. Forse, invece che arrovellarci su coordinate temporali, è più utile partire da quelle spaziali: il prog è un’esperienza innanzitutto inglese, che ha origine dal rock psichedelico britannico degli anni ’60. Certo, sono esistiti (ed esistono tuttora) gruppi prog in ogni dove, ma le sue radici restano in primo luogo europee, e in particolare inglesi.

Possiamo rintracciare i primi germi del prog in alcune forme musicali pop o legate in qualche modo alla psichedelia. Per fare qualche esempio, Sgt. Pepper’s e Abbey Road dei Beatles, o le primissime prove dei Pink Floyd e dei Caravan.

Nelle proposte di gruppi come i Nice, i Moody Blues e i Procol Harum la critica individua la fase embrionale del genere. È suonando le tastiere nei Nice che Keith Emerson imparerà a unire psichedelia e rivisitazioni classiche. Anche i Moody Blues, già nel loro esordio Days of Future Passed, esplorano il sinfonismo, utilizzando un’orchestra intera (ma senza rinunciare al mellotron). Tensione verso la complessità dimostrata in modo convincente dai Procol Harum, famigerato gruppo rimasto nella storia per hit come A Whiter Shade of Pale, che è riuscito però ad abbinare melodie pop a strutture che si avvicinano sempre di più a un progressive consapevole.

Ma il disco che segna virtualmente la data di nascita del progressive è senza dubbio In the Court of the Crimson King dei King Crimson. Nell’ambito del prog (e non solo) i King Crimson spiccano tra i gruppi più ambiziosi e sofisticati. Prerogative incarnate in modo evidente dal leader della band, il chitarrista Robert Fripp: un musicista che sul palco suona seduto è infatti l’opposto della classica immagine del musicista rock.

Il periodo che va dal ’69 al ’76 può essere considerato l’età dell’oro del progressive britannico e vede la nascita di band che hanno segnato il panorama musicale: a partire dai Genesis, il gruppo-simbolo del prog, dai raffinati Emerson Lake & Palmer e dai tecnicissimi Yes fino ad arrivare ai Jethro TullGentle Giant o i Traffic, per citare solo i più famosi.

I connotati del progressive

Cos’è che distingue il progressive dagli altri generi musicali? Proviamo a elencare alcuni degli aspetti cardine del prog:

  • innanzitutto il rifiuto della forma-canzone, ossia l’abbandono delle forme espressive tipiche del rock che vedevano nel ritornello il centro della composizione musicale;
  • l’utilizzo di strutture complesse sia dal punto di vista ritmico che da quello melodico, con l’esibizione di figure armoniche provenienti dalla musica classica o dal jazz;
  • il ricorso a strumentazioni più “dilatate”, grazie all’uso generoso di tastiere (il già citato mellotron e il famigerato organo Hammond) e a volte anche di intere orchestre;
  • una predilezione per i brani lunghi, sinfonici, e per gli arrangiamenti complessi e ridondanti;
  • una tendenza strumentale spesso e volentieri virtuosistica, con l’utilizzo di diversi cambi di tempo nello stesso brano.

Il progressive italiano: amore a prima vista

Più che in ogni altro luogo, il progressive ha trovato terreno fertile in Italia. Le cause di questo colpo di fulmine sono molteplici. Sicuramente l’importazione del progressive è stata agevolata dalla vivacità del periodo storico. Il ’68 e la contestazione avevano dato il via a una vera e propria rivoluzione culturale: la musica diveniva così un linguaggio alternativo, non più semplice oggetto di consumo ma strumento imprescindibile per lo sviluppo della coscienza, individuale e collettiva.

Il progressive era inoltre considerato come il legittimo erede della psichedelia: se quest’ultima rendeva possibili i “viaggi” (aiutati dalle sostanze allucinogene), il prog si presentava come il suo alleato naturale, grazie a brani visionari e a un’iconografia immaginifica e romantica.

Dobbiamo infine ricordare che in Italia ha svolto un ruolo importante lo stesso retroterra culturale: era come se il melodramma e le composizioni barocche del passato tornassero a vivere dentro le melodie classicheggianti del prog, con le sue composizioni che si espandevano come sinfonie.

Tra il ’71 e il ’77 nasce una miriade di formazioni italiane che, elaborando la lezione britannica, danno luogo a soluzioni sempre più originali. Ma, anche dal punto di vista degli argomenti trattati nei testi, il progressive nostrano riesce via via a emanciparsi dai suoi modelli inglesi, virando sull’introspezione e su temi caldi come alienazione, solitudine, critica della famiglia e dello Stato. Il successo del prog nel nostro Paese è testimoniato dall’emergere di numerosi festival e dall’ampio riscontro del pubblico che vi partecipa.

I principali gruppi prog della scena italiana

Ripartire dai fondamentali del progressive italiano significa parlare innanzitutto dei suoi tre gruppi più importanti: Premiata Forneria MarconiBanco del Mutuo Soccorso e Le Orme.

La PFM è senza dubbio la band più famosa del progressive italiano. Influenzata dalle sonorità dei King Crimson e dei Jethro Tull, sin dal primo singolo La carrozza di Hans/Impressioni di settembre riesce a imporsi come esempio autorevole di italian-prog, mescolando le sonorità britanniche con armonie più mediterranee. L’album d’esordio, Storia di un minuto, apre la nuova musica al grande pubblico italiano. Il secondo album, Per un amico, attira l’attenzione di Greg Lake (voce e basso degli Emerson Lake & Palmer), che decide di portare la band nella sede della Manticore, a Londra.

La PFM ha così l’occasione di registrare il suo primo album internazionale, un’edizione in inglese di Per un amico intitolata Photos of Ghosts. Dopo un periodo di successo, che vede perfino un tour negli USA, inizia una fase discendente. Ma nel ’79 la PFM riesce a rilanciarsi con un lungo tour italiano insieme a Fabrizio De André.

Il Banco del Mutuo Soccorso è un gruppo forse meno spettacolare della Pfm, ma resta uno dei più rappresentativi del progressive italiano. Nato verso la fine del ’68, pubblica tra il ’72 e il ’73 una serie di capolavori (Banco del Mutuo SoccorsoDarwin! e Io sono nato libero) caratterizzati dall’unione di elementi presi dal progressive inglese e aspetti provenienti dal melodramma e dal barocco. La Manticore Records intercetta anche il Banco, che pubblica con l’etichetta due album in inglese, Banco e As in a Last Supper.

Partite alle fine dei ’60 come formazione beat-pop, Le Orme realizzano la propria svolta prog nel ’71 con Collage. L’origine pop rimane comunque presente, ma è compensata dall’uso massiccio di tastiere. Felona e Sorona è considerato il vertice artistico del gruppo, concept album che raggiunge i primi posti nelle classifiche italiane. Nello stesso anno ne viene pubblicata anche una versione inglese con la leggendaria etichetta Charisma.

Ma oltre a questi gruppi la scena italiana offre altre dimostrazioni della ricchezza e della versatilità del progressive italiano: le sperimentazioni degli Area e di Demetrio Stratos, il jazz rock esplorato dai Perigeo, le esperienze avanguardistiche del primo Franco Battiato, le prove visionarie de Il Rovescio della Medaglia e dei Napoli Centrale.

La collezione esclusiva Discoteca Laziale

Progressive Italiano è la proposta di Discoteca Laziale e Sony Music Italia per riscoprire le pietre miliari del prog anni ’70: una collana di vinili imperdibile per appassionati del genere e collezionisti, ma adatta anche a chi vuole scoprire per la prima volta il meglio della musica italiana.

Ecco quali saranno le prime due uscite:

  • Darwin! del Banco del Mutuo Soccorso, secondo Rolling Stone Italia tra i 100 dischi italiani più belli di sempre: in uscita il 16 luglio;
  • Per un amico della Premiata Forneria Marconi, l’album che è stato classificato tra i migliori del rock progressivo: in uscita il 6 agosto.
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