La finale dei Mondiali FIFA 2026 al New York New Jersey Stadium non ha solo incoronato la Spagna campione del mondo per la seconda volta al termine di una lunghissima sfida contro l’Argentina. Ha anche segnato una svolta storica per la cultura calcistica globale: il primo, vero Half Time Show ufficiale della storia della Coppa del Mondo.
Se la partita ha richiesto un grande sforzo agonistico in campo, lo spettacolo di intrattenimento non è stato da meno, esplodendo in un tripudio di suoni, colori e puro stile statunitense. La FIFA ha abbracciato in pieno il modello Super Bowl, portando la musica internazionale al centro esatto dell’evento sportivo più seguito al mondo. Ma come si è svolto esattamente questo show epocale, e come ha reagito il pubblico, soprattutto sul web? Ripercorriamo tutto quello che è successo in questa memorabile notte di sport e musica.
Il pre-partita: il discorso di Tom Cruise e l’orgoglio italiano con Laura Pausini
Molto prima che le squadre scendessero in campo, l’atmosfera allo stadio era già quella dei grandi concerti grazie a un pre-show iniziato novanta minuti prima del fischio d’inizio. Ad accendere l’entusiasmo della folla è intervenuto l’attore Tom Cruise, che ha tenuto un appassionato discorso dal palco ricordando come il calcio abbia il potere di trasformare gli estranei in amici e sottolineando come questo torneo sia stato in grado di unire il mondo intero.
Subito dopo, la solennità del momento è stata affidata alla voce di Jennifer Hudson, celebre artista e conduttrice statunitense entrata nella ristretta cerchia dei talenti EGOT grazie alla vittoria in carriera di Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award. La sua interpretazione dell’inno statunitense ha fatto vibrare l’intera arena prima di lasciare spazio alla musica pop.
Il cuore pulsante della cerimonia di chiusura ha visto protagonista un trio d’eccezione formato da Robbie Williams, la carismatica ex voce delle Pussycat Dolls, Nicole Scherzinger, e l’orgoglio italiano Laura Pausini. Il trio ha interpretato l’inno ufficiale del torneo, “Desire”, scritto dallo stesso Williams. La cantante romagnola, che poco prima aveva dichiarato il suo amore per entrambe le finaliste definendo Spagna e Argentina come la sua famiglia, è stata la vera colonna portante della performance. Ha infatti riadattato il brano cantandolo in spagnolo, fungendo da perfetto ponte linguistico ed emotivo per il caldissimo pubblico latino presente allo stadio. Insieme a loro, prima della partita, si sono esibiti anche il rapper Post Malone e lo streamer IShowSpeed, che hanno completato un riscaldamento indimenticabile.
Il cast dell’intervallo: la cronistoria di uno show entrato nella storia
Curato dal frontman dei Coldplay, Chris Martin, in collaborazione con Global Citizen per sostenere l’istruzione e lo sport infantile nel mondo, lo show dell’intervallo è stato una scommessa mastodontica. Pur di dare spazio all’Olimpo della musica mondiale, l’intervallo si è prolungato fino a raggiungere la durata record di 27 minuti tra il primo e il secondo tempo, un tempo di attesa mai visto prima in una partita di calcio.
L’onore di aprire lo spettacolo è toccato alla Regina del Pop, Madonna. L’artista ha fatto un ingresso trionfale sulle note della sua iconica “Music”, arrivando sul prato verde a bordo di un’auto scenica guidata da due autisti d’eccezione del calcio brasiliano: Ronaldo “Il Fenomeno” e Ronaldinho.
Subito dopo l’esibizione della diva, il palco si è trasformato per accogliere il maestro Gustavo Dudamel. Il celebre direttore d’orchestra ha guidato una performance travolgente di “Seven Nation Army”, celeberrimo brano dei The White Stripes diventato il coro trionfale per eccellenza proprio durante i Mondiali vinti dall’Italia nel 2006. Subito dopo i maxischermi hanno fatto impazzire il pubblico mandando in onda le immagini della celebre esultanza a remata della Norvegia, diventata uno dei gesti virali più amati di questo campionato. L’energia è rimasta altissima con l’ingresso in scena della superband sudcoreana dei BTS, che ha scatenato l’arena con i ritmi pop della hit mondiale “Dynamite”, confermando l’assoluto dominio globale del K-pop.
A cambiare radicalmente registro ci ha pensato Justin Bieber. Introdotto a sorpresa da Jason Sudeikis e Brendan Hunt nei panni dei protagonisti della serie cult Ted Lasso, l’artista canadese ha scelto la via del minimalismo. La sua intensa versione acustica di “Everything Hallelujah”, eseguita solo chitarra e voce, ha regalato un momento di malinconica e suggestiva intimità al centro dello stadio. Il ritmo è poi tornato a salire con l’incontenibile Shakira: la star colombiana, regina indiscussa dei Mondiali, ha unito le forze con il gigante nigeriano dell’Afrobeats Burna Boy per far ballare tutto il pubblico sulle note dell’inno ufficiale del torneo, “Dai Dai“.
Dopo l’esplosione di energia latina, lo spettacolo si è avviato verso la conclusione con un momento commovente e carico di significato. Tutti gli artisti, sotto la direzione di Gustavo Dudamel, si sono uniti ai Muppets con la rana Kermit e Miss Piggy e alle voci bianche del PS22 Chorus di Staten Island per un tributo toccante alla memoria di Pelé, l’unico calciatore nella storia ad aver vinto tre edizioni della Coppa del Mondo, scomparso a fine 2022. I bambini del coro, ballando e cantando attorno a una suggestiva scenografia caratterizzata da un enorme mappamondo e dalla grande scritta LOVE, hanno intonato “We Love” (canzone indicata in alcune scalette anche con i titoli “Believe in Love” o “We Dance”), un emozionante brano inedito dei Coldplay che ha chiuso lo spettacolo con un universale messaggio di pace, commuovendo l’intero stadio.
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I momenti più chiacchierati tra gossip, sfilate di vip e critiche
Oltre alla musica, la serata è stata una vera e propria passerella hollywoodiana. Le tribune del MetLife Stadium hanno ospitato una parata di stelle da fare invidia alle note della notte degli Oscar. In tribuna si sono fatti notare la popstar britannica Dua Lipa al fianco del novello sposo, l’attore Callum Turner, con cui ha celebrato le nozze lo scorso 31 maggio. Poco distante sedevano icone del rock e del cinema come Mick Jagger, Matt Damon, Brad Pitt, Will Ferrell, Cillian Murphy, Daniel Craig, Jon Hamm, Matthew Broderick e Sarah Jessica Parker.
Il parterre sportivo era altrettanto incredibile: l’NBA avrebbe potuto organizzare un All-Star Game improvvisato grazie alla presenza di campioni del calibro di Stephen Curry, Victor Wembanyama, Shai Gilgeous-Alexander, Bronny James, Kevin Durant, Devin Booker, James Harden e Jaylen Brown. Per il tennis erano presenti Serena Williams e Carlos Alcaraz, mentre la NFL era rappresentata da stelle come Patrick Mahomes, Eli Manning e Saquon Barkley, affiancati dalle leggende dello sci Mikaela Shiffrin e Lindsey Vonn e dai miti del calcio Zinedine Zidane, Kakà, David Beckham e Didier Drogba.
Nell’era dei social network, tuttavia, ogni dettaglio viene ingigantito, e la serata non è stata esente da momenti curiosi o controversi che hanno dominato le discussioni sul web. Tra i contenuti più condivisi e diventati virali in pochissimi minuti spicca sicuramente il brevissimo video che ha catturato il momento romantico della serata, con l’attore Timothée Chalamet che, dopo aver consegnato il pallone ufficiale prima del match, è corso sugli spalti per baciare appassionatamente la fidanzata Kylie Jenner.
Non sono mancate, infine, le polemiche istituzionali e politiche. Durante la cerimonia di premiazione finale, l’ingresso in campo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato accolto da evidenti urla e fischi da parte di una fetta considerevole del pubblico sugli spalti. La situazione si è fatta ancora più imbarazzante al momento della consegna della coppa: dopo aver passato il trofeo al capitano della Spagna, il presidente non ha lasciato il palco come da protocollo, rimanendo di fatto al centro della scena e impallando per diversi secondi i festeggiamenti e le foto di rito dei campioni del mondo.
Super Bowl contro Tradizione calcistica: l’eterno dibattito
Il primo Half Time Show della storia del calcio ha inevitabilmente spaccato in due l’opinione pubblica. Da un lato ci sono i puristi della tradizione sportiva, soprattutto in Europa e in Sudamerica, che hanno criticato l’eccessiva americanizzazione dell’evento. Per molti tifosi, prolungare l’intervallo a 27 minuti per ospitare un mega-concerto ha snaturato i ritmi del calcio, creando una pausa troppo lunga che rischia di spezzare la concentrazione degli atleti e raffreddare la tensione agonistica della partita.
Dall’altro lato ci sono i sostenitori della nuova rotta intraprese dalla FIFA. Per gran parte del pubblico globale, specialmente tra le fasce più giovani, lo show è stato un trionfo di intrattenimento che ha arricchito l’esperienza dello stadio, trasformando una finale del Mondiale in un evento di cultura pop a trecentosessanta gradi.
La scommessa della FIFA era chiara: unire lo sport più amato del pianeta con la musica più ascoltata del mondo per creare uno spettacolo senza precedenti. Nel bene o nel male, se l’obiettivo era quello di far parlare il mondo di questo show è stato pienamente raggiunto. La musica si è presa anche il calcio, e il futuro dei grandi tornei internazionali potrebbe avere da oggi una nuova tradizione.

