Il K-Pop e la cultura coreana in Italia

di Redazione
 
k pop bts

Dalla Corea con amore.

Sono ormai diversi anni che il K-Pop e la cultura coreana in Italia non sono più un fenomeno di nicchia ma una realtà consolidata. L’esplosione di questo fenomeno, in particolare tra il pubblico giovanile, è stata trasversale partendo dall’intrattenimento e coinvolgendo anche altri ambiti come la cucina e la cosmetica.

Le porte del successo della K-culture nel nostro paese e in tutta Europa sono state aperte soprattutto dalla musica pop suonata in Corea del Sud, quello che oggi è noto a tutti come K-Pop. Ma da dove nasce la tendenza della musica e della cultura coreana? E chi sono stati, e sono tutt’oggi, i principali artefici di questo successo? Andiamo a scoprirlo.

Dove nasce il K-Pop: tra origini antiche e moderne

Il pop coreano ha rapidamente conquistato i fan di tutto il mondo dopo i suoi primi successi.

Attorno alla storia di questo genere vengono fatte risalire due tipi di origini. Le prime testimonianze di musica coreane sono state ricondotte da molti al lontano 1880 quando il missionario americano Henry Appenzeller cantava ai suoi studenti le canzoni popolari della musica britannica e americana traducendole in coreano. Ma il K-Pop come lo conosciamo oggi inizia a formarsi dal 1992 quando il gruppo di Seul, Seo Taiji And Boys, inserisce nelle sue canzoni elementi rap, rock e techno propri della musica occidentale.

Le principali caratteristiche del pop coreano

È proprio la commistione tra i diversi generi ad aver contraddistinto la musica pop coreana. Sulla scia dei Seo Taiji and Boys il K-Pop ha preso sempre più piede tra le giovani generazioni grazie alla sua energia che viene trasmessa nelle canzoni e nei videoclip. L’aspetto estetico e lo stile nelle esibizioni rappresentano un elemento centrale di questo genere che punta molto sulle coreografie e le performance pirotecniche degli idol (così vengono chiamati i cantanti e performer coreani).

Il rapporto sempre più stretto che il pop coreano ha intrattenuto con lo star system occidentale è testimoniato anche dalle varie collaborazioni con le pop star mondiali. In questi anni i Coldplay si sono avvalsi del featuring dei BTS divenuti nel frattempo un fenomeno planetario, Lady Gaga ha pubblicato nel 2020 il singolo Sour Candy insieme alle Blackpink mentre Ed Sheeran ha duettato con Sunmi e Jessi per la sua Shivers.

L’esplosione del K-Pop: i BTS e non solo

L’ascesa della musica coreana parte dalla prima decade del 2000 grazie a gruppi come 2NE1, BIGBANG, Super Junior, Wonder Girls e Girls Generations. Un ruolo importante lo ha certamente giocato il web con la diffusione di video e canzoni tramite YouTube e le piattaforme di streaming che hanno permesso al genere di uscire dalla dimensione di fenomeno di nicchia. La prima vera scossa a livello mondiale la diede Psy, cantautore e rapper sudcoreano, nel 2012 con la sua Gangnam Style diventata ben presto un tormentone planetario: il video divenne per un periodo il più visto in assoluto su Youtube e il primo nella storia a superare i due miliardi di visualizzazioni. 

Ma questi sono stati solo i primi segni di un fenomeno che sarebbe diventato sempre più ampio.

Il K-Pop ha raggiunto livelli di celebrità mai avuti prima grazie ai BTS (conosciuti anche come Bangtan Boys), boyband sudcoreana formatasi nel 2013 a Seul, capaci di introdurre dal 2017 il genere nel mainstream americano. I BTS sono attualmente gli artisti più venduti in Corea del Sud con oltre 32,7 milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 2020, grazie alla loro hit mondiale Dynamite, sono stati i primi artisti coreani a piazzarsi in cima al primo posto della Billboard Hot 100. È grazie al settetto di Seul che la percezione del K-Pop ha avuto una svolta definitiva nel pubblico internazionale. I numeri della Korean popular music sono impressionanti: 89 milioni di appassionati provenienti da 113 paesi, 16 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e numerosi riconoscimenti musicali.

Il primo esponente di K-Pop in Italia è KBLUE, artista dalla sempre più crescente notorietà, che ha deciso di intraprendere questo percorso professionale spinto dall’amore per l’Asia e lo studio della lingua coreana. “Anche in Italia il K-Pop sta via via invadendo la scena musicale – ha affermato KBLUE – e I BTS hanno reso possibile questa impresa. Grazie a loro, anche nel nostro Paese, il K-Pop è diventato lo stile di tendenza tra i teenager».

La cultura coreana in Italia: dal cinema alle serie TV

Non solo musica, l’industria culturale della Corea del Sud ha conquistato a 360 gradi il pubblico italiano e internazionale. Specialmente negli ultimi anni, accanto ai successi musicali di gruppi come BTS e Blackpink, il panorama mediatico si è riempito delle serie TV di produzione coreana per le piattaforme streaming che hanno riscosso sempre maggiore successo.

Un esempio su tutti è la recente Squid Game, che ha registrato 111 milioni di visualizzazioni su Netflix dopo soli 28 giorni, un autentico record. Le produzioni coreane hanno riscosso un enorme successo anche sul grande schermo, culminato nel 2019 con il film Parasite pluripremiato agli Oscar.

In Italia sono sempre di più gli eventi dedicati alla K-Culture: uno dei primi ad ospitarla è stato ESTremamente Orientale, festival della cultura asiatica. A Napoli viene organizzato il Comicon, mostra del fumetto con un attento sguardo alle produzioni orientali dove la cultura coreana ha acquisito sempre maggiore rilevanza. Altro appuntamento importante per gli amanti del mondo coreano è stato Fumettopoli, successivamente ribattezzata iComix, dove venivano anche organizzati i primi contest italiani di danza.

La K-Culture ha assunto i contorni di un vero e proprio movimento in Italia: lo scorso ottobre molti giovani appassionati del K-Pop si sono radunati a Campo de’ Fiori, nel centro di Roma, per cantare e ballare le canzoni più popolari. Protagonista il Jimin Coffee, ispirato alla famosa bevanda coreana Dalgona caffè e nato da una diretta Instagram di due membri dei BTS, Jimin e Namjoon. L’amore e l’apprezzamento per la cultura coreana, come si può constatare, va ben oltre la musica.