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I migliori trombettisti jazz di tutti i tempi

di Redazione
 
storia jazz

Quali sono stati i migliori? Una domanda che, a qualsiasi ambito si riferisca, crea immediatamente numerose discussioni. Anche nella musica, stabilire chi sono stati i più grandi in un determinato campo non è semplice: subentrano aspetti storici, culturali, di invenzione o innovazione, di eredità lasciata, di virtuosismi, a cui fanno da contraltare poi i gusti personali, quelli sì decisamente insindacabili.

Nell’articolo di oggi cercheremo di stilare una lista di quelli che sono stati i migliori trombettisti jazz di tutti i tempi, premettendo da subito che non vogliamo definire una classifica: a voi la scelta. Noi ne abbiamo individuati quattro più altri due (scoprirete dopo cosa vogliamo dire): fateci sapere cosa ne pensate!

Dal Mississippi, un’eredità senza tempo

Cominciamo il nostro viaggio alla scoperta dei migliori trombettisti jazz di sempre partendo da dove è iniziato tutto: la foce del Mississippi. È proprio qui, nell’estremo Sud degli Stati Uniti d’America, che inizia l’avventura del jazz, che lo porterà a diventare simbolo dei ruggenti anni Venti, e a subire negli anni trasformazioni e cambiamenti che ne fanno un genere sempre vivo, in continua evoluzione (per una breve storia del jazz dalle origini ai giorni nostri, vi rimandiamo a un nostro precedente articolo).

Ma riprendiamo il discorso. Il jazz nasce a New Orleans, là dove il Mississippi, dove aver tagliato in due l’America per centinaia e centinaia di chilometri, conclude la sua corsa. E proprio nella città della Louisiana, il 4 agosto del 1901, nasce uno dei più grandi trombettisti di sempre: Louis Armstrong. Satchmo, questo il soprannome, ha probabilmente favorito più di molti altri artisti del suo tempo a diffondere il jazz in tutto il mondo, sia come trombettista, che anche, soprattutto verso la fine della carriera, come cantante. Spesso si ricordano di Armostrong le sue esibizioni, il suo “personaggio” esuberante, ma non dobbiamo mai scordare che stiamo parlando di uno straordinario talento, di un virtuosista della tromba, di un improvvisatore di grande livello, che ha portato questo strumento a ottenere il ruolo di strumento solista, e ha lasciato un’eredità a cui hanno attinto numerosi jazzisti dopo di lui. Dal 1990 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

La stessa cosa possiamo dire di Miles Davis. Nato nel 1926 anche lui lungo il corso del Mississippi, un po’più a nord, in Illinois, Miles Davis è stato probabilmente il jazzista più influente di sempre, grazie soprattutto alla sua capacità di innovare e rinnovarsi continuamente, in una continua ricerca melodica, e, più in generale, artistica. Dallo stile inconfondibile, soprattutto nel secondo dopoguerra Miles Davis non è mai stato fermo, non ha mai visto il successo ottenuto come un punto di arrivo, ma di partenza: dal bebop al cool jazz, dall’hard bop al modal jazz, dalle sperimentazioni più elettroniche a quelle più rock, il trombettista di Alton ha preso parte, spesso come principale promotore, a tutte le trasformazioni che il jazz ha subito dagli anni Cinquanta in poi. Anche lui, nel 2006, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

Dal bebop al cool jazz: due stili diversi, due interpreti unici

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei migliori trombettisti jazz di tutti i tempi con due artisti che hanno fatto anche loro la storia di questo genere, come interpreti di due stili diversi tra loro, ma entrambi fondamentali nell’evoluzione della musica jazz.

Come Satchmo, anche John Birks Gillespie, passato alla storia con il nomignolo “Dizzy”, nasce nel profondo Sud degli Stati Uniti, nella Carolina del Sud. Dizzy Gillespie è stato un musicista, formidabile sia alla tromba che al pianoforte, ma anche compositore e cantante. In poche parole, un vero e proprio artista a tutto tondo. La sua figura è legata alla nascita del bebop, sottogenere che dagli anni Quaranta inizia a imporsi sempre più. Il bebop era caratterizzato da tempi molto rapidi e elaborazioni armoniche innovative, che infuocavano le jam session nei locali notturni, soprattutto della New York del periodo. Come era già avvenuta negli anni Venti, il jazz, con il bebop, divenne simbolo dei cambiamenti sociali in atto, di quel senso di trasgressione e ribellione che attraversò i giovani della cosiddetta Beat generation. Con Charlie Parker al sax, Dizzy Gillespie fu l’inventore e il massimo esponente del bebop, attraverso i musicisti afroamericani ritornavano alle origini del jazz.

Ma in quegli anni non c’era solo il bebop. Del resto, un genere come il jazz non può essere certamente racchiuso in una sola etichetta. Mentre Charlie Parker e Dizzy Gillespie davano sfogo al loro talento nelle loro esibizioni esplosive, altri jazzisti si dedicavano a scoprire altre sonorità. Durante gli anni Cinquanta iniziò a svilupparsi e poi a fiorire il cool jazz, un sottogenere dalle melodie più “morbide”, in una ricerca costante di armonie che risultassero più raffinate rispetto alla musica di Gillespie e compagni. Come accennato prima, esponente di spicco del cool jazz fu sicuramente Miles Davis, ma non possiamo non citare in questo articolo Chesney Henry “Chet” Baker, trombettista dall’indiscutibile talento, che segnò con la sua musica e con il suo stile, tra il lirico e l’intimista, il cool jazz. Purtroppo, la sua vita, e di conseguenza la sua carriera, sono state segnate dalla dipendenza dalla droga, che ne hanno limitato la sua produzione. Ma questo non può esimerci dall’inserire Chet Baker tra i più grandi trombettisti jazz di tutti i tempi: la sua interpretazione di My Funny Valentine rimane ancora oggi una perla preziosa.

Un po’ di jazz all’italiana

Concludiamo questo articolo sui migliori trombettisti jazz di sempre con due nomi italiani, artisti ancora in attività che sono apprezzati in tutto il mondo. Del resto, il jazz ha nel suo Dna delle parti di italianità. Infatti, fu proprio grazie agli emigrati italiani in New Orleans che si ebbero le prime e fondamentali evoluzioni strumentali del nascente jazz, che inserirono strumenti che erano propri delle tradizionali bande di paese, molto diffuse in Italia. Ed esponenti di rilievo, come Nick La Rocca e Tony Sbarbaro, vanno considerati a tutti gli effetti dei pionieri del jazz, membri della Original Dixieland Jazz Band, il gruppo che diede il via alla diffusione del jazz negli Stati Uniti d’America.

Iniziamo con Enrico Rava, musicista triestino classe 1939, famoso non solo come trombettista, ma anche come compositore. Rava è uno dei più grandi jazzisti italiani di sempre, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, soprattutto grazie alla sua attività negli Stati Uniti. Cinque anni fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, onorificenza tra le più importanti.

L’altro nome, con il quale concludiamo la nostra carrellata sui più grandi trombettisti jazz di tutti i tempi è Paolo Fresu. Più giovane di Rava (è infatti nato nel 1961 in Sardegna), Paolo Fresu è tra i migliori jazzisti italiani in circolazione, con all’attivo numerosi album, collaborazioni di alto livello, e tante colonne sonore. Ha fatto parte di molte orchestre, sia italiane (Auditorium Parco della Musica, Arena di Verona, Rai) e straniere, come l’orchestra nazionale di jazz francese.

La nostra lista dei migliori trombettisti jazz di sempre finisce qui. E voi, avete un nome da aggiungere?