Tra inchieste giudiziarie, stragi di mafia, crisi economica, il clima in Italia nel 1992 non era certo dei migliori. Per far vivere agli italiani momenti di leggerezza arrivò in settembre un programma che ha fatto la storia di quegli anni, condotti da un allora giovanissimo showman la cui carriera, da quel momento, è stata un susseguirsi di grandi successi: stiamo parlando del Karaoke di Fiorello.
A più di trent’anni dalla prima messa in onda, ricordiamo il Karaoke, ripercorrendo la storia di una trasmissione che, oltre a lanciare il talentuoso ragazzo catanese, ha intrattenuto centinaia di migliaia di ragazzi, regalandogli momenti di spensieratezza e divertimento.
Leggerezza, semplicità e… un megafono: nasce il Karaoke di Fiorello.
Il 28 settembre del 1992, alle 20.00, gli italiani sintonizzati a quell’ora su Italia 1 videro piombare nelle loro case la faccia sorridente di un giovane conduttore con la coda e l’accento siciliano, che di lì a qualche anno sarebbe diventato uno dei migliori showman italiani. In un palco allestito ogni volta in una diversa piazza di una città italiana, Fiorello accoglieva i concorrenti, pronti a esibirsi lasciando da parte timori e timidezze, interpretando dei brani in karaoke davanti al pubblico. Alla fine della puntata, che durava trenta minuti, veniva votato e premiato un vincitore, che si portava a casa un lettore CD. Insomma, un format davvero molto lineare ed elementare, che non richiedeva grandi sforzi da parte della produzione, e che era stato ideato da Fatma Ruffini, storica autrice e produttrice televisiva delle reti Mediaset. Si trattava quindi, essenzialmente, di creare un karaoke itinerante in giro per l’Italia, portando sugli schermi gente normale, in cui il pubblico poteva facilmente identificarsi. In realtà, quello che sarebbe diventato un programma cult era una imitazione di un format olandese, adattato però dalla Ruffini al contesto italiano: dalle registrazioni in studio si passa alle piazze italiane (la prima fu quella di Alba), mettendo così in mostra anche le bellezze del nostro territorio, e allo stesso tempo permettendo a molte più persone di partecipare anche come semplici spettatori. Ricorda lo stesso Fiorello che, per la prima puntata, per invitare la gente ad andare a vedere il programma dal vivo, girarono su di un’ape car, con un megafono dal quale veniva trasmesso il messaggio: “Questa sera, in Piazza, programma di Italia 1. Venite a cantare! Il programma è con Fiorello!”.
Il successo era dietro l’angolo, ma bisognava aspettare ancora un po’.
Piazze piene e boom di ascolti: arriva il successo!
Gli esordi furono in salita, con ascolti delle prime puntate molto bassi. La rete era abbastanza insoddisfatta, tanto che alcuni dirigenti pensarono di cancellare il programma, nonostante fossero già state registrate diverse puntate (tre puntate al giorno, tre volte alla settimana). Nonostante questi primi intoppi, il Karaoke iniziò pian piano a fare breccia tra il pubblico televisivo, diventando un vero e proprio fenomeno di costume sociale, sia grazie alla bravura di Fiorello, sia all’essenza del programma, basato sulla spontaneità e “normalità” dei protagonisti.
L’affermazione del Karaoke fu dovuta anche a un’intuizione della sua ideatrice, che convinse Silvio Berlusconi, patron di Mediaset (allora Fininvest), a prolungarne la messa in onda durante le vacanze natalizie. Con gli studenti a casa e molti lavoratori in ferie, il target di riferimento diventò sempre più composito, e gli ascolti crebbero in maniera tanto repentina quanto inaspettata: si passò dai circa duecentomila telespettatori della prima puntata a due milioni e mezzo, in un orario, oltretutto, in cui andavano in onda i telegiornali, di cui il Karaoke divenne un diretto concorrente.
Anche le piazze iniziarono a riempirsi sempre di più, con scene di ressa che portarono in alcuni casi le forze dell’ordine a interrompere momentaneamente lo spettacolo. La puntata di Milano, in Piazza del Duomo, vide la presenza di centomila persone.
Insomma, la voglia di esserci, di far parte, in un modo o nell’altro, dell’evento, crebbe a dismisura. Certo, come detto non tutte le esibizioni erano perfette, ma era proprio questo uno dei punti di forza del Karaoke.
Ma ci sono stati anche futuri famosi artisti che si sono esibiti davanti a quel microfono colorato: scopriamo quali.
Dalla piazza allo showbusiness: il Karaoke come trampolino di lancio
Sicuramente, l’artista che ha poi avuto la carriera più fortunata è stata Elisa, che solo quindicenne si esibì, sostituendo all’ultimo momento una concorrente ammalata, con Questione di feeling di Mina. Insomma, una di quelle coincidenze che ti cambiano la vita: e pensare che voleva fare la parrucchiera!
Un discorso simile vale per Tiziano Ferro, che quando la trasmissione sbarcò nella sua Latina, ne approfittò per mostrare le sue doti al grande pubblico.
Continuando con i futuri cantanti professionisti che hanno partecipato al Karaoke in veste di semplici, e ancora sconosciuti, concorrenti, ricordiamo Silvia Salemi, che si presentò poi a Sanremo con il brano di successo A casa di Luca. E al Festival ci è poi arrivata anche Annalisa Minetti, che trionferà nel 1998 con Senza te o con te: ma chissà come sarebbe andata la sua carriera senza quell’esibizione a soli diciotto anni, quattro anni prima della sua definitiva affermazione, con Notti Magiche.
Ci sono poi stati concorrenti che hanno preso un’altra strada da quella musicale, affermandosi sempre nel mondo dello spettacolo. È il caso di Camila Raznovich, che portò al Karaoke We Are the World. Anche se non è diventata una cantante di successo, la sua passione per la musica è stata fondamentale negli esordi televisivi come Vj di Mtv. Altra appassionata di musica, passata però questa volta al grande schermo è Laura Chiatti, che davanti al pubblico di Marsciano, con basco rosso e gonnellino scozzese (“Sembri Candy Candy”, commentò Fiorello), cantò Sognare Sognare di Gerardina Trovato. Quando, dopo due stagioni, il Karaoke era ormai un programma cult, alcune puntate furono portate in prima serata, col nome di SuperKaraoke: in una di queste salì sul palco l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli, con il brano (ovviamente) Roma nun fa’ la stupida stasera, dal musical Rugantino di Garinei e Giovannini.
Dopo l’exploit dei primi due anni, il programma iniziò a calare negli ascolti, e nel 1995 fu chiuso, e poi riproposto, senza fortuna, nel 2015. Del resto, i tempi cambiano velocemente, e spesso il successo dura un batter di ciglia. Ma nonostante la sua breve durata, il Karaoke di Fiorello è stato un programma unico, capace di unire e divertire milioni di persone, nel segno della semplicità, della spontaneità e della leggerezza.
Foto di Kane Reinholdtsen su Unsplash

