50 anni dall’uscita di Umanamente Uomo il Sogno di Lucio Battisti

di Redazione
lucio battisti umanamente uomo

Il 24 aprile di cinquant’anni fa Lucio Battisti pubblicò uno dei suoi lavori di maggior successo, Umanamente Uomo Il Sogno, sesto album in studio e primo prodotto con la casa discografica Numero Uno. Divenne il secondo disco più venduto in Italia in quel 1972 e diede vita a canzoni indimenticabili come I Giardini di marzoE penso a te e Comunque bella

Il successo dell’album e la maturità artistica di Battisti

Umanamente Uomo Il sogno ha rappresentato una tappa fondamentale per la carriera di Battisti: l’album aprì le porte al sodalizio con l’etichetta discografica Numero Uno – fondata da Mogol con il padre Mariano Rapetti, il produttore Sandro Colombini e Franco Dal Dello – che sancì la fine del precedente rapporto contrattuale intrattenuto con la Ricordi. Con la Numero Uno, il cantautore nato a Poggio Bustone produsse in totale sei dischi fino al 1980, anno in cui cessò il binomio artistico con Mogol.

Nell’anno di pubblicazione, il 1972, l’album si piazzò al secondo posto nella classifica dei più venduti in Italia, dietro solo al disco omonimo di Mina e capace di mettersi alle spalle artisti del calibro di Fabrizio De Andrè e John Lennon

Battisti aveva 29 anni quando pubblicò Umanamente Uomo Il Sogno. Quel periodo coincise con l’inizio del suo allontanamento dai media. Proprio il 23 aprile di quell’anno, il giorno prima dell’uscita dell’album, ci fu la sua ultima apparizione televisiva: un duetto con Mina per la trasmissione Teatro 10, considerata una delle performance più importanti della musica pop italiana.

Nonostante la scelta di eclissarsi dalla stampa gli stesse portando da quest’ultima più di qualche critica, le vendite dei suoi dischi non sembravano risentirne. Umanamente Uomo Il Sogno scalò rapidamente le classifiche e ancora oggi viene ricordato come una delle pietre miliari del suo binomio con Mogol (tutti le tracce sono state realizzate dalla coppia Mogol-Battisti). Il disco contiene sia la crescente voglia di innovare e la versatilità tra vari generi musicali propria di Battisti sia la poeticità del paroliere e discografico italiano.

La realizzazione delle immagini di copertina venne affidata al fotografo Caesar Monti (vero nome Cesare Montalbetti). La copertina ritrae la fiamma di un rogo nell’oscurità che viene alimentata dagli uomini intorno, uniche figure illuminate nell’immagine. A tal proposito Monti ricorda un aneddoto riguardante il lavoro per l’immagine in questione: “Di questa copertina, una cosa mi è rimasta impressa: la fatica fisica di raccogliere una montagna di vecchi mobili che, dopo avere accatastato, bruciammo. La nostra inesperienza fu totale: non considerando la pericolosità dell’operazione, non avevamo avvertito i Vigili del Fuoco. […] Tutto finì bene… anche perché non c’era più legna. Il tema che si voleva esprimere lo trovavo eccessivo: non mi sono mai piaciuti i “fuochi delle vanità”, di qualsiasi natura siano, ma la casualità delle foto fu sorprendente”.

Da I Giardini di marzo a E penso a te: i grandi classici dell’album

L’eredità del sesto album discografico di Battisti è tra le più importanti. Umanamente Uomo Il Sogno ha dato vita a canzoni che sono entrate di diritto tra i classicissimi della musica pop italiana. La prima canzone della tracklist è I giardini di marzo, brano che racconta la travagliata infanzia del cantante vissuta nel periodo del Dopoguerra tra povertà e difficoltà esistenziali.

Il testo di E penso a te, altro grande successo nella carriera del cantautore e originariamente scritto per Bruno Lauzi nel 1970, è nato nell’arco di 19 minuti da un’improvvisazione di Mogol durante un viaggio in automobile. Il brano racconta la nostalgia provata verso una donna non presente in quel momento facendo leva sulla contrapposizione tra un appuntamento con un’altra donna finito senza esito e il pensiero di ciò che potrebbe star facendo in quel momento la persona da lui desiderata. Comunque bella è incentrato su una storia d’amore dove il protagonista, nonostante abbia subito un tradimento, non può fare a meno di guardare e adulare la sua donna, ed è contrassegnata da una vena melodico-intimista con chitarra.

Le altre tracce e la vena sperimentale di Battisti

Nel resto dell’album Battisti spazia da brani più ritmati ad altri interamente strumentali: per questi ultimi è il caso della title track, Umanamente uomo: il sogno, dove il cantautore si limita a fischiare la melodia sprovvista di testo. Mogol aveva inizialmente scritto un testo per questa canzone salvo poi decidere di non utilizzarlo (il testo rimase inedito fino al 1999 quando venne pubblicato nel libro Mogol). L’altro brano strumentale è quello che chiude la tracklist, Il fuoco, esperimento psichedelico vicino al krautrock (genere che fa riferimento alla scena musicale in Germania negli anni Settanta).

Questa traccia per certi versi anticipa quella che, anni dopo, sarà la successiva fase artistica nella carriera di Battisti, contrassegnata dalla collaborazione con il paroliere Pasquale Panella, una volta conclusosi il rapporto con Rapetti. Il tema del fuoco, ripreso anche dalla copertina dell’album, appare anche in Innocenti evasioni, brano musicalmente allegro e spensierato così come Il leone e la gallina (reinterpretato anche da Mina, Samuele Bersani e Rino Gaetano). Sognando e risognando è una canzone che rappresenta il caos e lo stress del mondo moderno anche nel tempo libero; questo brano è stato poi ripreso dalla Formula 3, il cui album prenderà il titolo proprio della canzone stessa.

Tracklist completa:

  • Lato A
    I giardini di marzo 
    Innocenti evasioni 
    E penso a te 
    Umanamente uomo: il sogno 
  • Lato B
    Comunque bella 
    Il leone e la gallina 
    Sognando e risognando 
    Il fuoco 

Ristampe e successive pubblicazioni

Tra le varie ristampe che ha avuto l’album negli anni, quella del 2007 contiene le due bonus track La canzone del sole e Anche per te, originariamente non presenti. Le due canzoni sono state inserite perché considerate omogenee al contenuto presente nel disco sia per stile che per epoca di realizzazione. Tra l’altro, questi due brani sono gli unici della discografia di Battisti ad essere state pubblicate all’epoca esclusivamente come singoli.

L’album è stato ripubblicato nel 2010 sotto la collana Mogol Edition e contiene anche un libretto con i commenti di Mogol e le note storiche di Riccardo Canesi per tutte le canzoni.