Sei anni senza David Bowie

di Redazione
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Il 10 gennaio del 2016 ci lasciava David Bowie, artista poliedrico che ha scritto una pagina importante della storia della musica internazionale: il Duca Bianco ci ha infatti regalato numerose perle che ci accompagnano quotidianamente e che rimarranno per sempre nella nostra memoria.

In occasione dei sei anni dalla scomparsa, ma anche in concomitanza con quello che sarebbe stato il suo 75° compleanno, celebriamo la genialità e l’originalità di David Bowie attraverso il racconto di due album molto diversi tra loro.

David Bowie, un’eredità senza tempo

È di qualche giorno fa la notizia che gli eredi di David Bowie hanno venduto l’intero catalogo dell’artista inglese all’etichetta Warner Chappell Music per la cifra complessiva di 250 milioni (già altri artisti erano andati in questa direzione, tra cui Bob Dylan e Bruce Springsteen).

Tutta la produzione di Bowie passa quindi nella mani della casa editrice americana, che arricchirà il suo catalogo di brani divenuti dei classici della storia della musica, da Changes a Space Oddity, da Heroes Rebel Rebel fino a Ziggy Stardust: canzoni che hanno fatto del Duca Bianco uno dei maggiori interpreti della scena musicale del Novecento, capace di cimentarsi con numerosi generi musicali, di innovare e sperimentare sempre mantenendo chiaro il suo inimitabile stile, che lo ha portato a diventare una vera e propria icona.

Dal 25 ottobre, ossia 75 giorni prima della data della scomparsa, è partita una serie di iniziative celebrative. La prima, e forse anche la più originale, è l’apertura di due pop-up store a New York e a Londra, in cui i visitatori rivivranno la carriera di Bowie attraverso un’esperienza audio-video, con backstage, foto inedite, filmati, e potranno addirittura indossare gli abiti di scena.

Se invece preferiamo un metodo più “classico”, non resta che acquistare un album, magari una delle tante ripubblicazioni uscite proprio per la ricorrenza, metterlo nel nostro giradischi o lettore CD, e lasciarci trasportare dell’energia del Duca Bianco.

In tal senso, vi proponiamo due ultime riedizioni appena uscite: due dischi che hanno segnato uno gli esordi di Bowie, e l’altro in un certo senso la conclusione della sua carriera.

Hunky Dory

Quarto album in studio di Bowie, Honky Dory fu pubblicato nel 1971. A distanza di 50 anni è stata pubblicata una versione celebrativa.

Al momento della sua prima uscita l’album non riscosse immediatamente un grande successo di pubblico e di critica, e venne rivalutato solo l’anno dopo, quando, con la pubblicazione di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, arrivò al terzo posto della classifica inglese. I due dischi sono strettamente collegati l’uno all’altro: è infatti con Hunky Dory che Bowie diede avvio a quella svolta che lo caratterizzerà sia a livello musicale che estetico.

Dopo The Man Who Sold The World, improntato su sonorità più “hard”, Bowie scelse di puntare su un mix di rock, soul e folk, confondendo le distinzioni di genere e anticipando in parte la rivoluzione musicale che maturerà in Ziggy Stradust.

Abbandonate le improvvisazioni in studio, il Duca Bianco si dedicò molto più che in passato alla stesura di testi e musica, regalandoci perle come Changes e Life on Mars?, ancora oggi dei classici del rock. Sicuramente fu fruttuosa la collaborazione con Rick Wakeman, in quel momento tastierista degli Strawbs e che successivamente passerà nientemeno che agli Yes.

Sulla copertina del disco campeggia l’immagine dello stesso Bowie, in una posa che ricorda Greta Garbo, con gli occhi sognanti e allo stesso tempo velati di malinconia, mentre si raccoglie i lunghi capelli biondi. La foto fu ridipinta a mano, proprio come si usava fare in passato per i manifesti cinematografici.

Toy

La nascita di Toy rappresenta forse un inciso nella carriera di Bowie, sempre tesa all’innovazione e all’originalità. Il disco contiene infatti delle reinterpretazioni di vecchi brani dell’artista, relativi al periodo tra il 1964 e il 1971. Si tratta di registrazioni effettuate dal vivo a New York tra luglio e ottobre del 2000, insieme al gruppo musicale che lo aveva seguito nell’esibizione di Glastonbury durante l’estate.

Nonostante Bowie volesse pubblicare il disco il prima possibile, per ottenere un “effetto sorpresa” sui fan, il progetto fu accantonato, e l’uscita fu prima rimandata nella primavera del 2001 e poi a tempo indeterminato, dopo che quasi tutte le tracce erano apparse sul web, destando inevitabilmente la curiosità di fan e mass media.

Pochi giorni fa è però finalmente uscita un’edizione deluxe, Toy: Box, composta da tre CD, per celebrare quello che sarebbe stato il 75° compleanno del Duca Bianco. Il cofanetto è arricchito di foto inedite, mix alternativi e ben tredici remix di vari brani.

Toy può essere considerato un “regalo” ai fan, che possono riascoltare brani degli esordi di Bowie, ma rappresenta anche la possibilità per tutti di conoscere un Bowie meno noto rispetto a quello di Ziggy e Heroes.

Discoteca Laziale: il primo temporary shop dedicato all’artista

Non solo Londra e New York, anche Roma ha risposto alle iniziative che vogliono celebrare l’eredità di David Bowie.

E lo fa proprio attraverso Discoteca Laziale, che ospita il primo temporary shop dedicato al Duca Bianco. Per due settimane, gli amanti e gli appassionati del Duca potranno acquistare la sua discografia completa e trovare merchandising esclusivo!