Sessantacinque anni fa nasceva a Northampton, in Inghilterra, Peter Murphy, il cantante britannico leader della band dei Bauhaus, che scalò le vette delle classifiche nei primi anni Ottanta.
I Bauhaus sono stati tra i più importanti gruppi goth, anche se lo stesso Murphy non ha mai accettato questa etichetta. Ma il suo particolare stile, la voce caratteristica e peculiare, il suo atteggiamento su palco lo hanno reso un’icona dello stile gotico, ma anche di quello più glam-rock.
Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1983, Peter Murphy decise di non lasciare il mondo della musica, e intraprese una carriera da solista, con circa una decina di album all’attivo.
In occasione del suo compleanno, ripercorriamo insieme alcuni momenti importanti della sua storia musicale.
Gli esordi di Peter Murphy: una carriera inaspettata
Diversamente da quella di molti artisti, la storia di Peter Murphy non è caratterizzata da un avvicinamento alla musica fin da piccolo.
Dalle poche notizie sulla sua infanzia e adolescenza, sappiamo che Murphy non ha mai studiato in maniera seria uno strumento, o preso lezioni di canto, o in generale dimostrato una personalità fortemente creativa. Ma certo è che il futuro leader dei Bauhaus ascoltava molta musica, di generi differenti, in particolare punk e David Bowie, vero e proprio idolo.
Ma come spesso accade, il destino può riservare delle sorprese inaspettate.
La vita di Murphy si stava indirizzando su strade più “normali”: il college, un lavoretto in una tipografia. Ma quando nel 1978 il suo amico Daniel Ash lo chiamò per cantare nella sua band, i The Craze, Murphy colse al volo l’occasione.
Iniziò così, in maniera del tutto inaspettata, la sua carriera di cantante. Il gruppo cambiò ben presto il nome in Bauhaus 1919, con un chiaro riferimento alla corrente artistica nata nella Germania post Prima guerra mondiale. Successivamente, i componenti della band decisero di eliminare l’anno, lasciando quindi solo Bauhaus, nome con il quale raggiunsero il successo e la notorietà. Dopo circa un anno di lavoro, i Bauhaus pubblicarono il loro primo singolo, Bela Lugosi’s Dead, un omaggio all’attore ungherese che aveva interpretato il conte Dracula nella versione cinematografica di Tod Browning.
Già dai primi concerti successivi alla pubblicazione del singolo, si capì come Peter Murphy sarebbe diventato ben presto un personaggio carismatico. Le sue esibizioni erano già caratterizzate da una forte teatralità, condita naturalmente anche dalle sue inattaccabili doti vocali. Ma in quel periodo, sul finire degli anni Settanta, ciò che era importante era la necessità, l’urgenza, di comunicare le proprie idee, i propri pensieri, insomma la propria arte, una volta saliti su palco.
Peter Murphy e i Bauhaus
Sebbene non siano stati certamente uno dei gruppi più longevi della storia della musica, tra il 1980 e il 1983 i Bauhaus diedero alla luce ben quattro album in studio, uno all’anno: In the Flat Field, Mask, The Sky’s Gone Out, Burning from the Inside.
A questi vanno poi aggiunti un album dal vivo (Press the Eject and Give Me the Tape) e due raccolte, 4AD e The Singles 1981-1983.
Una produzione quindi costante, che diede ai Bauhaus un notevole successo di pubblico, ma anche l’approvazione di molti colleghi. Uno su tutti: David Bowie. Fu proprio il Duca Bianco a chiamarli per inserire Bela Lugosi’s Dead nel film Hunger (in Italia diffuso con il titolo Miriam si sveglia a mezzanotte) di Tony Scott, in cui Bowie recitava insieme a Catherine Deneuve e Susan Sarandon.
Oltre che per le sue sonorità, che si rifacevano a quelle del periodo, reinventandole però secondo il proprio stile, il gruppo diventa famoso per la creatività dimostrata nei live, con esibizioni molto teatrali, spettacolari, con una sapiente miscela di musica e luci, spesso bianche, che proiettavano sul palco ombre rappresentanti cattedrali gotiche, vampiri e così via. I Bauhaus costruirono in questo modo la propria estetica, che ne ha fatto un gruppo di culto.
Purtroppo per i fan, a seguito di un periodo di sospensione (dovuto a una polmonite di Peter Murphy), e soprattutto dei continui litigi tra i componenti, la band si sciolse nel 1983. Il gruppo si riunì per un tour nel 1998, una reunion che però fu estemporanea.
La carriera da solista
Finita l’esperienza con i Bauhaus, Murphy si lanciò subito in un nuovo progetto.
Nello stesso anno dello scioglimento dei Bauhaus, formò insieme a Mick Karn (ex membro dei Japan), i Dali’s Car. Il gruppo pubblicò un solo album l’anno successivo, The Walking Hour.
Da quel momento iniziò la carriera solista di Murphy, incidendo nel 1986 il suo disco di debutto Should The World Fail To Fall Apart, a cui seguì Love Hysteria (1988), le cui vendite andarono meglio del precedente lavoro.
Iniziato il nuovo decennio, nel 1990 uscì Deep, con il brano Cuts you up che rimase per quasi due mesi in cima alla classifica americana. Nonostante questo successo, il successivo lavoro Holy Smoke non fu all’altezza delle aspettative.
Bisognerà aspettare il nuovo millennio per vedere un nuovo disco di inediti, Ninth, ottavo album in studio dell’ex leader dei Bauhaus. Nel 2014 è stato pubblicato il suo ultimo album, Lion.
Sebbene la storia dei Bauhaus sia stata breve, e Peter Murphy abbia ben presto iniziato un percorso artistico da solista, il suo nome rimane legato inscindibilmente a quello del gruppo britannico, del quale fu frontman, autore, leader carismatico, contribuendo alla costruzione della loro estetica che li ha resi un punto di riferimento e ispirazione per molti altri gruppi.

