Come avviene per ogni corrente artistica, questa si evolve con il tempo riflettendosi negli eventi socio-culturalmente rilevanti e influenti. Sarebbe anacronistico aspettarsi che la scena rap attuale debba avere le stesse sonorità delle generazioni precedenti. Nonostante ciò, si può leggere tra le righe e analizzare quali siano stati i passaggi principali per arrivare alla scena musicale rap italiana odierna. E il primo punto di rottura arriva nel marzo del 2004.
60 hz: la frequenza che sovverte l’ordine del rap
Viene pubblicato 10 anni dopo l’uscita di SXM, il primo disco che ha veramente coinvolto e creato una comunità hip-hop in Italia oltre a Lou X, Assalti Frontali, Kaos e Frankie Hi-Nrg. Il filo conduttore che unisce tutti i progetti precedentemente citati è Dj Gruff, il produttore più influente della storia dell’hip hop italiano.
10 anni dopo, nel 2004, DJ Shocca vuole cercare di stravolgere l’approccio della scena hip hop, guardando verso l’America, patria del genere e fonte primaria di ispirazione, ma non volendo replicare esattamente la formula americana in Italia. Sia a livello ideologico e sia a livello musicale, si prendono dei “sample” del tessuto sociale americano che è ormai l’hip hop cercando di dare voce all’Italia di parlare della propria condizione, non di volersi omologare alla narrazione americana. Esempio chiave è l’intro stessa, “60 Hz”, che utilizza sample di A Tribe Called Questdel disco Midnight Marauders, PeteRock, J Dilla e Madlib l’album collaborativo Champion Sound e infine Bassi Maestro.
A livello culturale questo è incredibilmente rilevante, perché apre le porte della scena statunitense agli ascoltatori italiani, che quindi possono scoprire dischi di produttori incredibili come Donuts e Shades of Bluerispettivamente di J Dilla e Madlib.
Le conseguenze di 60hz
Per parlare dell’impatto musicale e culturale di 60Hz bisogna parlare prima dei featuring del disco e delle canzoni che hanno cambiato la traiettoria del rap per sempre. Non si possono non menzionare artisti del calibro di Inoki (con il manifesto hip hop “Bolo by Night”), Bassi Maestro e soprattutto i Club Dogo con “Rendez Vous Col Delirio”.
Inoki si è consolidato nella scena rap l’anno seguente, ovvero nel 2005, con Fabiano Detto Inoki. Bassi Maestro invece era già un punto cardine della scena hip hop, procedendo nel corso dei decenni successivi a collaborare con tantissimi artisti della nuova scena, sempre in evoluzione. Per i Club Dogo invece è diverso, erano freschi dell’uscita di Mi Fistdatato 2003, disco che vede brani storici come “Hardboiled (Sabotatori)” e “Note Killer” destinate ad essere pietre miliari dell’hip hop. Dopo Mi Fist uscirà un altro disco importantissimo, ovvero Penna Capitaledove troviamo la prima collaborazione con Marracashin “D.O.G.O”, dando inizio ad uno dei duo più prolifici e importanti per la storia del rap.
Marracash e i Club Dogo (principalmente Guè) hanno definito un periodo importantissimo, ovvero la prima metà del decennio scorso, puntando su una narrazione cruda e realista, come si può notare dagli album Marracashe Il Ragazzo D’Oro, certificati entrambi dischi d’oro.
2015-2017: Trap, Rap melodico e Dark Trap
Il 2015 si conclude con la pubblicazione da parte di Sfera Ebbasta di quello che è il mixtape più influente della trap italiana, ovvero XDVR Reloaded, interamente prodotto da Charlie Charles e pubblicato per Roccia Music, etichetta fondata da Marracash e Shablo. XDVR è uno sguardo freddo e disgustato alla realtà di periferia, tipica del genere stesso. L’etimologia del genere deriva infatti dalle trap house dove gli spacciatori producevano e vendevano droga, identificando nella droga e nello spaccio l’unico modo per poter fuggire dalla povertà e ambire ad un migliore status socio-economico.
La Trap è un genere identificabile con lo stesso Struggle menzionato precedentemente per Shocca, semplicemente in un contesto differente. Se per Shocca lo struggle era la condizione umana in senso puramente esistenziale e psicologico, per Sfera e tutta la nuova scena trap lo struggle combacia con scarse condizioni economiche, episodi traumatici infantili e riscatto sociale.
Nello stesso contesto sociale ma traslato a Roma troviamo nel 2016 Ragazzi Madredi Achille Lauro. Inizia qui la conversione della trap in quello che dominerà le charts degli anni precedenti, ovvero la fusione fra la trap e il rap melodico. Il senso di precarietà e sete di riscatto della trap si unisce infatti con la consapevolezza ed emotività della melodia vocale di Achille Lauro, dando vita a testimonianze collettive di disagio sociale. Lo stesso disagio sociale, lo stresso struggle, ma con obiettivi e target differenti. I risultati delle problematiche sociali che Achille Lauro accusa sono ciò che portano alla stesura di “Barabba II”, una lettera cinica di denuncia e richiesta di riconoscere le difficoltà della vita travagliata di periferia, tra: droghe, emarginazione, disponibilità economica e situazione sociale.
Dopo che queste due pietre miliari del genere aprirono le porte, arriva la generazione 2016 dove troviamo artisti e album del calibro di: Tedua con Orange County California, Izi con Pizzicatoe Rkomi con Dasein Sollen etc.
Gioca un campionato parallelo ma differente invece la Dark Polo Gang, la prima vera sperimentazione trap in Italia grazie alle visionarie produzioni di Sick Luke. Oltre alla sperimentazione musicale, la Dark Polo Gang è stata avanguardia per la fusione della trap con il Cloud Rap, Dark Trap e il Mumble Rap. Il Mumble, ovvero il rap con articolazione vocale poco chiara, è il riflesso dell’assunzione di sostanze, che a sua volta deriva dall’hustlingper lo spaccio, ovvero l’impegno costante e determinato nel darsi da fare per raggiungere in questo caso uno stile di vita agiato, per uscire dallo struggle precedentemente menzionato. In meno di un anno escono 3 capisaldi del genere, destinati a cambiare la direzione della scena: Crack Musica, Succo di Zenzero e The Dark Album.
Rap Contemporaneo: Conscious Rap, Rage E Rap Sperimentale
L’influenza della trap negli ultimi anni dello scorso decennio ha portato allo stravolgimento dei classici suoni dell’immaginario hip hop e conseguenzialmente ad una frammentazione.
Dopo lo scisma del 2016 la scena italiana ha preso principalmente 3 strade, dividendosi fra il Conscious Rap, la Rage e il Rap Sperimentale
Il Conscious Rap trova la sua rappresentazione più importante con Persona di Marracash, a cui seguiranno poi gli esponenti della nuova scena che sta comandando il mercato italiano, quella dei Players Club. I Players Club sono la traslazione in Italia del format XXL Cypher, ovvero esibizioni da parte degli artisti emergenti in una grande posse track. Nella prima edizione del Players Club prodotta da Night Skinny troviamo artisti del calibro di Kid Yugi, Tony Boy e Artie 5ive oltre a Papa V, Nerissima Serpe e Astro
Pilastro di questo rap è il disco Umiledi Tony Boy dove si nota tutta la versatilità dell’artista. L’album è un rollercoaster di emozioni, alternandosi fra le tracce più grezze e crude come “Storia” giustapposte al rap melodico presente in “Angeli” o “Correre”, dove il filo rosso che tiene salda la narrazione dell’album è la presa di coscienza della propria condizione sociale e psicologica, proprio le tematiche riflesse sia dalla Trap che dall’Hip Hop.
Questa sottocultura è ancora in grande crescita e sta conquistando le classifiche, esplodendo definitivamente con la serie di album No Regular Music del duo di produttori SadTurs e KIID, che conta anche varie collaborazioni con la rapper ANNA e altri rapper della scena italiana come Melons, Ghali, Lito, Lubi etc.
Figlia della trap è il post-trap, derivato dalla progressione evolutiva della musica rap italiana dopo la sperimentazione dei Tauro Boys e di Tutti Fenomeni. Scandita e riconoscibile per sonorità futuristiche, ambientazioni surreali e testi criptici e subdoli.
Ad ultimare l’evoluzione è l’importazione della Rage dalla scena americana, con il contributo di Playboi Carti e Trippie Redd, portata per prima in Italia da Waze RRX e rooc lee. La Rage, come suggerisce il nome, è caratterizzata da sonorità aggressive, principalmente coinvolgendo synth vibrati e continui misti ad una melodia principale (spesso anch’essa un synth) melodica, risultando in un suono Hardcore e Sperimentale.
I massimi esponenti della Rage attuale in Italia sono Aira con Crash Out, il suo secondo progetto per Warner Music Italy. La capacità di Aira è quello di fondere le sue radici Emo Rap con il nuovo suono rage grazie alle produzioni di Jacstxr, pvgliuzz, Rrisiko, 4997 e xx.buio
Non casualmente infatti questi producer sono talenti estremamente versatili che vantano di collaborazioni con altri artisti molto importanti dell’underground italiana e del Rap Sperimentale. Fra questi possiamo trovare infatti 18K, con cui 4997 e Jacstxr collaborano spesso specialmente nel suo ultimo disco IO. Insieme a 18K infatti stanno catturando l’interesse del grande pubblico anche Macello e Pitta, con i loro progetti Pensieri Cattivie ²Geeeeked. Questo trittico insieme ad altri rapper come UNK sta portando un nuovo tipo di rap, basato sul disagio sociale, la consapevolezza dell’effetto delle droghe e vissuti traumatici. A livello sonoro questo viene trasmesso con suoni crudi, street, hardcore ma che prendono elementi anche dalla musica elettronica.
L’artista che più di tutti sta sperimentando sia con la rage che con l’elettronica è Glocky. Grazie ai leaks e agli snippet oltre che ai video pubblicati sul suo canale YouTube possiamo vedere un suono rivoluzionario che verrà confermato nel suo nuovo album Freestyle, riprendendo la scena rage americana attuale ispirandosi ad artisti visionari come Che e Osamason. Il risultato è un disco rumoroso, polarizzante ma estremamente affascinante quanto complesso, e che farà parlare di sé segnando un’epoca ben distinta del rap italiano: quella del prima e dopo Freestyle
Oltre i confini: quale sarà il prossimo capitolo?
In sintesi, l’evoluzione del rap italiano dimostra come questa cultura non sia mai stata statica, ma abbia sempre fagocitato e rielaborato gli stimoli del proprio tempo. Dal boom-bap nostalgico e rivoluzionario di 60 Hz fino all’esplosione distorta e cibernetica della rage attuale, ogni generazione ha trovato il proprio suono per raccontare la medesima urgenza di riscatto e le proprie idiosincrasie sociali.
Dischi come SXM o Mi Fist hanno gettato le fondamenta e codificato un linguaggio, l’ondata trap del biennio 2015-2016 ha abbattuto definitivamente i muri del mainstream, e oggi i nuovi ibridi sperimentali stanno riscrivendo un vocabolario musicale che non ha più paura di fondere l’hardcore con l’elettronica. In questo panorama in costante mutamento, criticare le nuove derive sonore pretendendo che suonino come il passato significa ignorare la natura stessa dell’hip hop: un genere nato e cresciuto esattamente per rompere le regole.
Se progetti estremi come Freestyle confermeranno la loro carica sovversiva, il futuro del rap italiano sarà sempre più libero da etichette prestabilite, polarizzante e, proprio per questo, incredibilmente vitale. Resta solo da chiedersi quale sarà il prossimo cortocircuito sonoro pronto a sovvertire, ancora una volta, l’ordine stabilito.

