Dieci anni fa, il 10 gennaio 2016, David Bowie ci lasciava per sempre, a soli due giorni dall’uscita del suo testamento spirituale Blackstar. Ma la sua eredità artistica è rimasta qui con noi: viva, iconica, indistruttibile. Con l’articolo di oggi vogliamo ricordare uno dei più grandi artisti di sempre, segnalandovi una nuova imperdibile mostra in Italia e consigliandovi il vinile che quest’anno celebra un anniversario fondamentale.
David Bowie tra musica, cinema e curiosità
David Robert Jones, per tutto il mondo David Bowie, non è stato solo un musicista straordinario, ma una figura che sembrava davvero provenire da un altro spazio-tempo. Uno dei suoi tratti più iconici era senza dubbio lo sguardo magnetico. Molti pensano ancora che avesse gli occhi di due colori per una condizione genetica, ma in realtà si trattava di una pupilla rimasta dilatata per sempre a causa di una scazzottata per una ragazza avvenuta quando aveva quindici anni. Questo piccolo incidente gli regalò quel fascino “alieno” che Bowie seppe sfruttare magistralmente anche al cinema: lo ricordiamo come il malinconico extraterrestre ne L’uomo che cadde sulla terra, nei panni di Ponzio Pilato per Scorsese, o nel cult Tutto in una notte.
Nonostante l’immagine da superstar, aveva fobie molto umane: detestava il tè (sacrilegio per un inglese!) e aveva il terrore del volo, preferendo attraversare l’oceano in nave o l’Asia sulla Transiberiana. Anche il suo rapporto con le istituzioni era distaccato e fiero: nel 2003 rifiutò il titolo di Cavaliere offerto dalla Regina Elisabetta, dichiarando che non aveva speso la sua vita per ottenere onorificenze.
Cambiare pelle: da Ziggy al Duca Bianco
Bowie è stato fondamentale perché ha trasformato il pop in arte totale. Non si limitava a fare dischi, creava alter ego. All’inizio degli anni ’70 ha sconvolto il mondo con Ziggy Stardust, il messia rock androgino. Ma proprio al culmine del successo, Bowie ha “ucciso” il personaggio per rinascere. Si è trasferito a Berlino e si è trasformato nel Duca Bianco: elegante, gelido, immerso nell’elettronica. Questa continua metamorfosi ha insegnato a generazioni di artisti che non bisogna mai aver paura di cambiare pelle per restare se stessi.
L’evento del 2026: “Hello Starman!” a Parma
A dieci anni esatti dalla sua scomparsa, l’Italia rende omaggio al Duca Bianco con un evento speciale. Inaugura proprio il 10 gennaio a Parma la mostra “David Bowie – Hello Starman!”. Curata da Stefano Bianchi, l’esposizione è un omaggio corale che celebra il talento e l’influenza trasversale di Bowie sulla cultura visiva. Resterà aperta fino al 6 aprile: un’occasione perfetta per chi vuole immergersi nell’universo visivo dell’artista, andando oltre la sola musica.
Il vinile dell’anno: 50 anni di Station to Station
Se il 2026 segna i 10 anni dalla morte, segna anche una ricorrenza più gioiosa: il 50° Anniversario di Station to Station. Uscito nel 1976, questo è forse l’album più “cool” e misterioso della sua discografia. È il disco di transizione perfetta tra il soul americano e il gelo elettronico di Berlino, il disco in cui nasce il personaggio del Duca Bianco. Con brani come Golden Years e Stay, è un capolavoro di funk robotico che suona moderno ancora oggi, mezzo secolo dopo. Per celebrare questo anniversario, non c’è modo migliore che ascoltarlo su vinile, magari nell’edizione Half Speed Master per cogliere tutte le sfumature di quella produzione impeccabile, o nella versione 50Th Anniversary Picture Disc, un vinile da incorniciare più che da far suonare.
I tesori da collezione disponibili su Discoteca Laziale
Per onorare la memoria di Bowie nel modo migliore, il formato fisico è d’obbligo. Nel nostro catalogo sono disponibili alcune edizioni limitate che sono vere e proprie opere d’arte. Impossibile non partire dalla fine di un’era con Ziggy Stardust And The Spiders From Mars:questa spettacolare ristampa in Doppio Vinile Oro celebra il 50° anniversario del leggendario show all’Hammersmith Odeon del 1973, quello in cui Bowie “uccise” il suo alter ego. L’audio è stato completamente restaurato e include, per la prima volta, le performance con il compianto Jeff Beck.
Cambiando completamente registro e sonorità, troviamo il Picture Disc del 50° Anniversario di Young Americans (uscito nel 2025). È il disco della svolta “Plastic Soul”, registrato a Philadelphia con un giovanissimo Luther Vandross e John Lennon: un pezzo da esposizione che cattura il momento in cui Bowie ha conquistato l’America.
Per chi invece vuole indagare le origini del mito, c’è l’album di debutto David Bowie in una splendida edizione limitata in Vinile Verde, che ci riporta a un diciannovenne londinese pieno di promesse, o il preziosissimo Box Set 2×7″ di Space Oddity (50th Anniversary). Quest’ultimo è una chicca per veri collezionisti: contiene nuovi missaggi curati da Tony Visconti, poster rari e scatti dell’epoca, racchiusi in un cofanetto che celebra la prima vera hit dell’artista. Infine, per gli amanti delle rarità live, il catalogo offre anche Dallas 1978 in un vibrante doppio vinile giallo, per ascoltare l’energia di Bowie sul palco nel suo periodo più maturo.
Un 2026 ricco di occasioni per ricordare David Bowie, tra mostre imperdibili e il fruscio della puntina sui suoi solchi migliori.

