Nel corso della sua lunga storia la musica italiana può contare su un’ampia varietà di pilastri e icone ma è indubbio che tra questi un ruolo decisamente rilevante lo ha avuto da sempre, e continua ad averlo tutt’oggi, Lucio Battisti.
L’indimenticato cantautore nato a Poggio Bustone, e venuto a mancare nel 1998 dopo un lungo periodo lontano dalle scene, continua ad esercitare una notevole influenza sulla musica italiana di oggi, seppur molto diversa e molto più frammentata rispetto a quella del passato. Non solo la generazione che è cresciuta con lui ma anche quelle successive guardano a Battisti come un riferimento e un esempio unico di innovazione e sperimentazione artistica: l’eredità di Battisti ha inciso su tanti generi, dal cantautorato, ovviamente, alla musica leggera ma anche all’indie-pop e al rock, la produzione di Lucio Battisti rappresenta ancora qualcosa a cui guardare e da cui partire per tanti che fanno musica oggi.
Battisti, un artista totale e un rivoluzionario della canzone italiana
Se la musica di Lucio Battisti è ancora fonte d’ispirazione per i musicisti di oggi è soprattutto perché il cantautore ha saputo risultare sempre un grande innovatore della musica italiana e ha continuamente sperimentato nei suoi lavori. In un’epoca nella quale la musica leggera italiana si divideva principalmente in due – da una parte la musica melodrammatica e più strettamente popolare, dall’altra la canzone impegnata – Battisti seppe fondere questi due aspetti senza essere identificato esclusivamente in una determinata categoria: fu artista universale che mise, in particolare durante il florido periodo di collaborazione con Mogol, il tema dell’amore al centro delle sue canzoni ma in maniera non banale ossia suscitando emozioni e ricordi attraverso un linguaggio semplice e l’ascolto delle parole.
Durante la carriera di Battisti non mancarono mai innovazioni tecniche e stilistiche che rivoluzionarono la musica leggera italiana e che ancora oggi costituiscono un modello per le nuove generazioni. Le sue canzoni abbracciarono molteplici stili, dal rock al soul e al funk, anticipando persino le prime sonorità elettroniche.
L’influenza di Battisti dal cantautorato all’indie-pop
Molti dei cantautori contemporanei e del passato hanno preso Lucio Battisti come riferimento per le proprie scelte musicali. Anche grandi artisti come Claudio Baglioni e Francesco De Gregori hanno riconosciuto la portata innovativa che Battisti ha portato sulla scena musicale italiana. Baglioni, in particolare, parlò di Battisti come di un “traguardo da raggiungere” nonostante pare ci fossero state delle incomprensioni, poi risolte, tra i due in passato. Con lo storico album Strada facendo Baglioni segnò una svolta nella sua carriera facendo suoi arrangiamenti e scelte stilistiche non così lontani da opere di Battisti come Una donna per amico e Una giornata uggiosa.
Nel cantautorato contemporaneo non mancano le influenze di Battisti come nel caso del cantautore e produttore Iosonouncane sia nel suo album d’esordio La macarena su Roma sia in Die, una delle sue opere più note e apprezzate; nei suoi lavori è ben visibile la cifra stilistica ripresa da Anima Latina (album del 1974 in cui Battisti sperimentò nuove sonorità per la valorizzazione del ritmo e mantenne il canto soffuso e a volume basso). Ma di esempi se ne possono fare molti, a partire da Andrea Laszlo DeSimone, cantautore e produttore discografico difficile da inquadrare dentro un solo genere, che ha attinto da Battisti soprattutto con l’album Uomo Donna dove ha utilizzato tecniche sperimentali mixando analogico e digitale.
L’indie italiano, esploso negli ultimi 15 anni, è un altro genere profondamente toccato dall’eco artistica lasciata da Lucio Battisti. La capacità che ebbe Battisti di rendere profondi i suoi brani pop pur mantenendoli entro una forma leggera è stata anche l’intuizione alla base del successo riscosso dall’indie pop italiano. In questi anni sono emersi sulla scena mainstream gruppi come i Thegiornalisti o cantautori come Calcutta, in grado di affiancare immediatezza melodica a testi intimi o disincantati. Di matrice indie è stato anche l’album Fa Niente di Giorgio Poi, che per lessico e metrica fece subito pensare a Battisti e al suo lato più soul.
Anche il rock italiano ha risentito dell’impronta lasciata da Battisti, basti pensare alle tecniche adottate dai Verdena in molti dei loro album, come l’offuscamento della voce attraverso la scelta dei volumi, anche qui un chiaro riferimento ad Anima Latina.
Battisti e la Gen Z
La trasversalità di pubblico di Battisti è testimoniata anche dalle attenzioni che il grande cantautore continua a ricevere dalla platea della Generazione Z sui social, in particolare su Tik Tok.
Sono tanti i contenuti postati dagli utenti che riprendono le più note canzoni di Battisti ed è anche questo un segno di come l’eredità del cantante di Poggio Bustone non si esaurisca alle generazioni immediatamente successive ma continui a esercitare una notevole influenza su artisti e pubblico. Ne è una dimostrazione il grande seguito che ha riscontrato su Tik Tok l’esibizione di Rose Villain e Chiello durante la serata cover dell’ultimo Festival di Sanremo, dove i due hanno interpretato Fiori rosa, Fiori di pesco: non a caso è la canzone di Battisti più apprezzata dai giovani di oggi. Come non è un caso che molti artisti di oggi hanno citato Battisti tra le proprie principali influenze, da Rkomi ai Coma Cose ma anche Angelina Mango e Sangiovanni.
Dopo 20 anni, l’eredità di Battisti, dunque, parla ancora in maniera forte al pubblico di oggi: il suo linguaggio innovatore per la musica leggera e la sua sperimentazione rimangono un punto fermo di riferimento per chi fa e ascolta musica al giorno d’oggi.

