Ormai è impossibile sfuggirgli. Se avete aperto YouTube, Instagram o TikTok negli ultimi mesi, vi sarete sicuramente imbattuti in due tizi canadesi vestiti integralmente a pois, con enormi e grottesche maschere di cartapesta in testa, che suonano una musica tanto incomprensibile quanto magnetica. Loro sono gli Angine de Poitrine, la band più imprevedibile, straniante e virale di questo 2026.
Nessuno si aspettava che un progetto così di nicchia potesse bucare la bolla del mainstream, eppure la loro recente sessione live per la celebre radio KEXP (registrata al festival Trans Musicales di Rennes) ha macinato milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo. Hanno letteralmente mandato in tilt le logiche del web. Ma chi sono veramente questi due alieni musicali, e perché la loro formula sta funzionando così bene?
Chi si nasconde dietro i pois?
Dietro gli pseudonimi di Khn e Klek de Poitrine (autodefinitisi ironicamente “fratelli”) si nascondono due formidabili musicisti originari di Saguenay, nel Québec. Suonano insieme fin da quando avevano tredici anni, ma il mondo li ha scoperti solo ora che hanno superato i trenta, coronando vent’anni di gavetta con un successo esplosivo e globale.
L’impatto visivo è la prima cosa che vi spiazzerà: indossano tute a pois bianchi e neri che coprono persino i tamburi della batteria, con mani e piedi dipinti a tema. Le loro teste sono nascoste da ingombranti sculture di cartapesta: Klek sfoggia un casco a forma di siluro con un naso lungo e flaccido che sbatte a ogni colpo di rullante, mentre Khn ha il volto coperto da un tronco di piramide rovesciato. Un look surreale e profondamente teatrale, nato per spersonalizzare l’esibizione in pieno spirito dadaista. E il nome della band? Richiama l’angina pectoris: quel senso di oppressione al petto e mancanza di respiro che si riflette perfettamente nella tensione ipnotica e irrequieta delle loro canzoni.
“Orchestra rock microtonale dada pythago-cubista”
È questa la folle etichetta con cui amano definirsi. Al netto dell’ironia, la musica degli Angine de Poitrine si basa su fondamenta tecniche mostruose e su due concetti chiave in grado di disorientare l’ascoltatore:
La Microtonalità
Ci hanno insegnato che le note musicali sono 12 (i classici tasti bianchi e neri del pianoforte). In realtà, è solo una rigida convenzione occidentale. Khn suona uno strumento customizzato a doppio manico (un ibrido tra basso e chitarra) dotato di tasti supplementari che gli permettono di accedere a note “nascoste”, ovvero quelle micro-frazioni di suono che risiedono tra una nota standard e l’altra. È questo che dona alle loro melodie quel sapore alieno, instabile e a tratti “stonato”, che però cattura l’orecchio senza lasciarlo più andare.
L’assurdità del Math Rock
Se pensate di poter battere il piede a tempo ascoltandoli, vi sbagliate di grosso. I loro ritmi sono asimmetrici e volutamente ingannevoli. Grazie alla spaventosa bravura di Klek alla batteria e all’uso geniale della loop station da parte di Khn, i due spostano in continuazione gli accenti dei brani. I BPM rimangono costanti, ma il nostro cervello percepisce continui cambi di tempo, passando da progressioni in 12/8 a strutture in 7/8. È pura matematica applicata al rock, unita a influenze jazz, dance, noise e musica classica indiana.
L’antidoto perfetto all’Intelligenza Artificiale
Il vero segreto del loro fenomeno virale, però, non risiede solo nella tecnica. Oggi l’industria discografica è pesantemente guidata da algoritmi che premiano canzoni brevi, dalla struttura perfetta, pulitissime a livello di produzione e rassicuranti.
Gli Angine de Poitrine sono esattamente l’opposto: sono un glitch nella matrice. Cantano in una lingua inventata e incomprensibile (con titoli astratti come “Fabienk” o “Yor Zarad”) e creano brani lunghi, ricchi di dissonanze, attriti e sudore. Sono l’emblema del cosiddetto “Rinascimento dell’errore”. In un’epoca minacciata dalla piattezza della musica creata con l’Intelligenza Artificiale, questo duo rappresenta la rivalsa dell’imperfezione umana: fanno qualcosa di talmente folle, tattile e tecnicamente sbalorditivo che nessuna macchina potrà mai replicarlo con la stessa anima.
Il tour in Italia e la discografia su Discoteca Laziale
Sfruttando l’ondata di attenzione globale, lo scorso 3 aprile 2026 il duo ha rilasciato il suo attesissimo secondo album, Vol. II, accolto con recensioni entusiaste dalla critica specializzata. Questo nuovo lavoro si affianca al loro introvabile esordio indipendente del 2024, espandendone la visione.
Ma gli Angine de Poitrine sono un progetto che va vissuto dal vivo, dove i loro concerti si trasformano in veri e propri rituali ipnotici. La splendida notizia è che il tour farà tappa anche in Italia: potrete farvi mandare il cervello in tilt il prossimo 31 maggio 2026 al Poplar Utopia Festival, ospitato negli spazi del Mart di Rovereto.
Nel frattempo, se volete provare a decifrare il loro caos musicale, abbiamo tutto quello che vi serve. Sullo store online di Discoteca Laziale e nel nostro negozio fisico potete trovare l’intera discografia degli “alieni a pois”:
Vol. I (Disponibile in formato CD e in formato LP Vinile)
Vol. II (Disponibile in formato CD e in formato LP Vinile)
Ora è il momento giusto per recuperare o completare la collezione con Vol. I e Vol. II, due uscite che raccontano alla perfezione l’estetica aliena, magnetica e imprevedibile di una band che sta facendo parlare di sé ovunque. In più, se acquisti insieme Vol. I e Vol. II li porti a casa in promozione e risparmi 10 euro!
Il mondo della musica aveva disperatamente bisogno di una scossa, e a quanto pare è arrivata indossando un naso di cartapesta.

