Siamo probabilmente tutti concordi che una grande serie tv che si rispetti debba avere una trama avvincente, un cast all’altezza o una sceneggiatura studiata nei minimi particolari; accanto a questi aspetti fondamentali, però, non può mancare una colonna sonora di livello che dia una chiara identità al prodotto televisivo. Lo avrà pensato anche Vince Gilligan che per i suoi capolavori Breaking Bad e Better Call Saul ha dato vita, avvalendosi dei compositori Dave Porter e Thomas Golubić, ad una colonna sonora che ancora a distanza di anni i fan della serie hanno bene impressa nella mente.
E per chi si è appassionato a 360 gradi alle due serie di Gilligan sono imperdibili i due cofanetti che raccolgono uno l’intero percorso televisivo di Breaking Bad in 16 dischi e l’altro quello di Better Call Saul in 19 dischi, entrambi in formato Blu-ray.
Breaking Bad: il racconto della trasformazione di Walter White
Quando Breaking Bad debutta nel 2008, racconta la trasformazione di Walter White (interpretato da Bryan Cranston), professore di chimica di Albuquerque che, dopo la diagnosi di un tumore, decide di entrare nel mondo della produzione e del traffico di metanfetamina, mettendo a disposizione le sue conoscenze in materia, insieme all’ex studente Jesse Pinkman.
In cinque stagioni e 62 episodi, la serie costruisce una delle più celebri parabole di trasformazione della televisione: Walter passa progressivamente da uomo apparentemente ordinario a Heisenberg, criminale sempre più spietato.
Quella che inizialmente sembra una scelta dettata dalla necessità di garantire un futuro alla famiglia diventa però qualcosa di completamente diverso. Walter scopre infatti di avere una predisposizione per quel mondo e, soprattutto, di apprezzare il potere che ne deriva. Nasce così Heisenberg, l’alter ego destinato a prendere progressivamente il sopravvento sul professore.
La musica segue questa evoluzione senza sottolinearla in maniera didascalica. Al contrario, spesso crea un contrasto ironico o straniante con ciò che sta accadendo sullo schermo.
A partire dalla sigla di Dave Porter, breve e immediatamente riconoscibile grazie alle note cupe e polverose di una chitarra dobro suonata con lo slide che evocano alla perfezione le aride atmosfere desertiche del Nuovo Messico, la serie sviluppa un’identità sonora precisa. Ma sono soprattutto le canzoni scelte da Thomas Golubić a rendere Breaking Bad un’esperienza musicale particolare. Nel primo episodio, per esempio, compaiono “Tamacun” di Rodrigo y Gabriela, “Mango Walk” degli In-Crowd e “Out of Time Man” di Mick Harvey..
Ma forse l’esempio più curioso è Negro y Azul: The Ballad of Heisenberg, interpretata dai Los Cuates de Sinaloa. È un vero corrido messicano dedicato alla leggenda di Heisenberg, utilizzato come apertura di un episodio: la musica non commenta semplicemente la storia, ma racconta la fama che Walter White ha ormai acquisito all’interno del mondo criminale.
Uno degli aspetti più interessanti è proprio la capacità della serie di recuperare artisti e brani non necessariamente celebri presso il grande pubblico. Dai The Walkmen ai Los Cuates de Sinaloa: i brani diventano personaggi.
Better Call Saul: il prequel di BB incentrato sulla storia di Jimmy McGill
Better Call Saul racconta la storia di Jimmy McGill (Bob Odenkirk) prima che diventi Saul Goodman, ma è contemporaneamente prequel e continuazione ideale di Breaking Bad. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, attraversando le vicende di Jimmy, Kim Wexler, Mike Ehrmantraut e Gus Fring.
Nel corso delle sei stagioni, la serie racconta il rapporto tormentato con il fratello Chuck, l’amore e la complicità con Kim Wexler, interpretata da Rhea Seehorn, e il progressivo coinvolgimento nel mondo criminale. Parallelamente, il personaggio di Mike Ehrmantraut permette alla serie di collegarsi sempre più direttamente alle vicende di Breaking Bad, così come le storie di Gus Fring e del cartello.
Uno degli elementi più divertenti della colonna sonora di Better Call Saul è la sua imprevedibilità. Nella prima stagione troviamo Dave Brubeck, Esquivel, Henry Mancini, Al Kooper & Stephen Stills, Tony Joe White, Vivaldi e persino Massimo Ranieri con Se bruciasse la città. Quest’ultima compare brevemente nel primo episodio e rappresenta uno dei piccoli, sorprendenti omaggi alla cultura musicale italiana presenti nella serie.
La sigla di Little Barrie è diventata immediatamente riconoscibile. Il tema principale nasce proprio dalla necessità di trovare un suono capace di rappresentare Jimmy e, contemporaneamente, anticipare la sua futura trasformazione in Saul Goodman.
Due cofanetti per riscoprire l’intero universo
Per chi vuole tornare ad Albuquerque e rivivere entrambe le storie dall’inizio alla fine, sono disponibili due cofanetti particolarmente interessanti.
Breaking Bad Collection 1-6, pubblicato da Sony Pictures, raccoglie l’intera serie in 16 Blu-ray, con contenuti speciali. È quindi una vera edizione da collezione per chi vuole conservare l’intero percorso di Walter White e Jesse Pinkman.
A questo si affianca Better Call Saul – La Serie Completa, pubblicato da Sony nel 2022 che raccoglie le sei stagioni in 19 Blu-ray.
Due cofanetti che, messi uno accanto all’altro, permettono di seguire un universo televisivo costruito nell’arco di quasi quindici anni.
Un universo riconoscibile anche attraverso la musica
Breaking Bad e Better Call Saul sono dunque molto più di due serie collegate. Sono due modi differenti di raccontare la trasformazione di una persona, il peso delle proprie decisioni e il confine sempre più sottile tra bene e male.
La musica contribuisce a rendere questo universo ancora più riconoscibile. Le composizioni di Dave Porter, le scelte di Thomas Golubić e decine di canzoni provenienti da epoche e generi differenti accompagnano Walter, Jesse, Jimmy, Kim e Mike nei momenti decisivi delle loro storie.
Ed è forse questo uno dei segreti di queste produzioni: dopo averne visto gli episodi, spesso basta ascoltare poche note per tornare immediatamente ad Albuquerque. Perché Breaking Bad e Better Call Saul non hanno soltanto costruito personaggi e storie memorabili. Hanno creato un mondo, un’estetica e anche un suono destinati a rimanere nella memoria della televisione contemporanea.

