Condiviso con il pubblico a fine maggio 2026, IO è il progetto più recente di 18K. Pubblicato per Universal Music, è la seconda collaborazione fra la casa discografica e il rapper originario di Brisighella.
Alla base del successo artistico e musicale di 18k si trovano le motivazioni che più di tutte consolidano la sua posizione nelle vette delle classifiche e nelle discussioni popolari. Andiamo a vedere insieme tutte le qualità che questo artista ha da offrire.
Da GROTTO a IO passando per ANTI ANTI: musica e potere vocativo
C’è una scena di Luci d’Inverno di Bergman dove il pastore Tomas pur essendosi scontrato per tutta la durata della pellicola con le controversie e contraddizioni dell’unica fede che gli aveva fornito uno scopo, decide di dire la verità: prova angoscia e si sente vuoto. Si sente tradito dagli ideali che ha seguito pedissequamente, non può più vivere questa farsa di cui è protagonista e vittima. Nonostante ciò, decide di officiare l’ultima funzione in una chiesa quasi vuota.
Paradossalmente, è qui che le strade di Tomas e di Filippo Casadio (nome anagrafico di 18K) si incontrano. IO si apre con “Ho visto Cristo”, prima delle 17 canzoni della tracklist.
“Il signore è il mio pastore: non manco di nulla”. È un inno alla fiducia che mostra la totale devozione e rassicurazione posta nel soggetto di fede, invocato senza nominarlo, quasi temendo il suo potere o non volendo nominarlo invano. Se Tomas ha completamente perso la fede in Dio, 18K è finalmente riuscito a scorgere il miracolo della vocazione musicale. Nell’intervista rilasciata a Rolling Stone infatti il rapper ammette che aver visto Cristo è un’espressione figurativa di quando in vacanza in Spagna ha realizzato e ammesso a sé stesso che voleva fare l’artista.
In un conflitto puramente di fede, l’artista sceglie di riporla in sé stesso, nella sua forza lavoro e nella sua passione. Sia Tomas (con un’angoscia esistenzialista dovuta anche a questioni di minacce nucleari) che 18K (guidato dalla stessa “Vendetta”e rivalsa personale di cui parla chiaramente in ANTI ANTI) si affidano all’unica cosa a cui possono far capo: sé stessi.
Il volto di una generazione: l’autenticità e lo struggle
Il punto di forza del rapper romagnolo è proprio l’autenticità. Tutto ciò che traspare dalla sua musica è un messaggio sincero, onesto e sfacciato. Al centro del testamento e dell’eredità musicale che 18K sta lasciando e lascerà c’è proprio la volontà di riscattarsi socialmente, come si può ben vedere già in “Merda Vera”, traccia del suo primo disco ufficiale GROTTO (pubblicato nel 2022), dove lui stesso dice “Mi fido di me, e del riflesso sullo specchio”.
La sua evoluzione personale e musicale trova luogo in ANTI ANTI (uscito a novembre 2024), dove 18K si scontra con tutta la pesantezza, fatica e le ingiustizie che riscontra nel mondo. L’album risulta infatti cinico, cupo, condito da suoni hardcore e testi pesanti per rispondere all’apatia e l’indifferenza di questo mondo nei confronti del singolo. Ciò che ne rimane è un mondo freddo, dove tutti siamo dilaniati dal dolore ma proviamo a rendere dignità al valore del singolo tramite l’impegno: che sia politico, che si rifugi dentro una forma d’arte o un lavoro manuale, è questo quello che rende un uomo tale. Nutrendoci della sete di “Vendetta”, facendo “fatica, poi altra fatica e poi altra fatica” e riconoscendo ciò che abbiamo e possiamo dare al mondo, possiamo affermare che “Qua Nessuno Perde”: tutti riescono a trovare il proprio valore grazie alla perseveranza e difesa dei propri ideali
Se in ANTI ANTI con tono cinico e accusatorio affermava: “Non mi sentivo me, ho fatto 18K”, IO è un disco dove il rapper diventa più consapevole delle controversie personali e non. Riesce infatti a identificare il vero valore che la musica ha assunto negli anni per lui, ovvero: “Scriviamo ‘sta roba soltanto per togliere il male che abbiamo in noi stessi”. La musica allora raggiunge un ulteriore valore: oltre a essere il veicolo grazie al quale possiamo creare arte, questa ha un ruolo salvifico e purificatorio, un battesimo e rinascita nel nuovo nome di 18K. Grazie a 18K, Filippo può scontrarsi con le orme del suo passato per conseguenzialmente lasciarselo alle spalle, rimanendo consapevole della propria continua battaglia.
La produttività del caos
In una società sempre più caotica e veloce che tiene l’essere umano in continuo affanno, la musica di 18K è una risposta fisiologica e biologica a una situazione sociologica. Se l’individuo viene attaccato da patogeni, produrrà anticorpi per rispondere ad essi. Allo stesso modo nella musica del rapper di Brisighella si risponde al caos producendo caos.
In “KKK” canzone contenuta in ANTI ANTI, che vede la collaborazione di EMMA (producer e cantautore italiano classe 2003) troviamo forse una frase manifesto dell’identità sonora di 18K, ovvero: “Ho bisogno del caos, Anti Anti”. ANTI ANTI in sé è un manifesto e una presa di posizione sociale, ovvero una dichiarazione aperta di guerra dove si assume la posizione del nemico del nemico, rappresentando quindi chi vuole difendere tutte le persone che vogliono essere libere di esprimersi, oppresse da un simbolico nemico della libertà.
E per operare in questo assurdo e distorto sistema, occorre disturbare. A livello di scrittura si può vedere tutta la freddezza e aggressività che il rapper rivolta in musica, creando immagini disturbanti o assumendo toni critici e pessimistici, quasi auspicando a un decadimento totale della società. In musica questo emerge grazie alle produzioni simil-hardcore da parte dei produttori che hanno collaborato al progetto, quali: 4997, Ed Mars, EMMA, d/rose etc.
La transizione fra ANTI ANTI ed IO, il suo nuovo lavoro, è molto chiara. Se ANTI ANTI impugnava un martello per sentenziare e giudicare, IO è incentrato sull’autoconservazione, mantenendo elementi di critica sociale e accusa ma volta non a identificare un nemico e punirlo in modo esemplare, bensì lo scopo è preservare la propria salute e integrità.
Influenza elettronica e frammentarietà
Testimone di ciò è il brano “Cane Contro Cane”, con affermazioni come: “È colpa mia se vedo il male in un mondo che è fatto male? Davanti a uno squalo che ha fame non posso sanguinare… C*zzo ti vanti che guardi il telegiornale? Ti fanno solo arrabbiare con le persone sbagliate”. Il modo per uscire da questo paradosso e conflitto fra identificare un’opposizione e principio di conservazione (anche grazie a maggiore serenità) lo troviamo nella stessa strofa, quando dice “Cerco nelle mie strade qualcosa che mi distrae abbastanza da farmi amare abbastanza ‘sto globo infame”
Qui arriva l’influenza della musica elettronica. Essendo ANTI ANTI un manifesto critico e disilluso è logico che questo si appelli all’Hardcore. Nella stessa maniera IO è un disco dove la consapevolezza è il vero fulcro e filo rosso che sorregge e unisce tutte le canzoni. Se c’è consapevolezza ne segue che ci sia necessariamente anche frammentarietà. Le contraddizioni caratteriali e comportamentali sono i bassi distorti e i synth altalenanti che rendono coerente la narrazione musicale dell’album.
Questo si può vedere principalmente in brani come “Proverò a Curarmi” dove le produzioni di 4997 e d/rose spiccano creando un ambiente caotico, prossimo al collasso. È infatti questa la storia che 18K racconta. Perdere sé stessi, lottando con le ultime forze rimanenti questa battaglia logorante fra due partner che provano a coesistere creando un rapporto che però diventa co-dipendenza e nocivo per entrambi. Il brano si basa su un climax musicale e descrittivo dove l’insicurezza e instabilità del rapper aumentano, arrivando all’inevitabile realizzazione che non si può far nulla se non preservare il proprio benessere. Sebbene infatti si “provi a curarsi” per l’altra persona, questo porterà a un conflitto interiore penetrante. L’instabilità è rappresentata dalla distorsione dei bassi e della batteria che con estrema intensità provano a riempire questo vuoto emotivo.
IO: title track e senso di comunità
“Io preferisco che ci scontriamo l’un l’altro che scappare via da ciò che è brutto e non affrontarlo”.
In questa frase dell’ultima canzone della tracklist, omonima al titolo del disco, troviamo tutta la filosofia inserita da 18K in quest’ultimo. IO è un invito a preservare il proprio benessere, a creare arte e creare un manifesto di stampo positivo per la società, spingendo l’individuo ad essere attivo e a compiersi nella società, realizzando ciò che ognuno creda gli appartenga.
È questa la forza di 18K. Nonostante con la sua musica molto probabilmente parli a sé stesso e sia uno “Sfogo Personale”, riesce a far partire un moto incredibile nella generazione contemporanea interessata al rap. È un artista autentico, versatile e che sa cosa vuol dire essere umano. Conosce i propri punti forti e deboli, analizzandoli e scavandoli a fondo per poter innescare anche solo un barlume di speranza nell’uomo.
18K è un movimento in crescita: Fabrique, Magazzini Generali, album venduti ma soprattutto forte coesione e rapporto con i suoi fan. Quello che si crea è un senso di comunità permesso da un’autenticità limpidissima. Per questo ogni suo concerto termina con Michigan. Come scritto da lui stesso sulle sue storie Instagram, “Michigan dovete ascoltarla quando davanti ad un ostacolo siete tristi e trasformate la vostra tristezza in rabbia ed energia”.
Michigan è un inno popolare. Quando cantata dal vivo,18K si tiene attorno tutti i sui collaboratori sul palco: Pitta, Visino Bianco, Macello, Ed Mars, d/rose, 4997, Wassupeffe e molti altri. È l’ennesima incitazione alla vitalità e all’autorealizzazione, è una rete di speranza che unisce tutti gli ascoltatori di 18K.

