Eccoci arrivati al Blue Monday, il giorno più triste dell’anno. Ma è davvero così? Nata in realtà da una trovata pubblicitaria priva di basi scientifiche, questa ricorrenza intercetta però il disagio dovuto al rientro al lavoro dopo una pausa. In questa giornata così malinconica, cosa c’è di meglio per tirarci su il morale della buona musica?
Nell’articolo di oggi vi presentiamo una selezione di album con i quali affrontare il Blue Monday con il sorriso sulle labbra.
Contro il Blue Monday, un’immersione in melodie sognanti
Il Blue Monday si combatte innanzitutto cercando una via di fuga dalla realtà, rifugiandosi in mondi alternativi. The Beach Boys con Pet Sounds (1966) sono i pionieri di questo approccio: Brian Wilson abbandonò le canzoni sul surf per creare un’opera complessa, dove armonie vocali celestiali si fondono con strumenti insoliti come clavicordi e campanelli di bicicletta. Brani come God Only Knows offrono un conforto quasi spirituale, perfetto per placare l’ansia da inizio settimana. Su una scia simile si muove il monumentale Songs in the Key of Life (1976) di Stevie Wonder, un doppio album che sembra essere un compendio di umanità e calore. In questo capolavoro, si fondono la tecnica vocale di Stevie e l’uso innovativo dei sintetizzatori in brani come Sir Duke o Isn’t She Lovely, trasmettendo una gioia di vivere che, come uno scudo, ci protegge dal grigiore. Infine, se cerchiamo qualcosa di più vicino a noi, cronologicamente e come sonorità, non si può non consigliare Discovery, il capolavoro del 2001 dei Daft Punk. In questo album l’evasione dalla realtà si colora di tinte retro-futuriste, grazie anche all’utilizzo di meraviglie tecnologiche: il vocoder, abbinato ai campionamenti funk sapientemente filtrati in tracce iconiche come One More Time o Harder, Better, Faster, Stronger creano un’atmosfera sognante e carica di dopamina.
Tra perfezione formale, purezza dei sentimenti e architetture sonore di altissimo livello, questi tre dischi ci faranno immergere in una sorta di bolla, lasciando fuori la tristezza del Blue Monday.
La scossa cinetica: il ritmo che riattiva il corpo
Per chi invece preferisce un approccio meno “psicologico” e più “fisico” (passateci il termine), questo è il paragrafo giusto. Se siamo ancora intorpiditi dalle festività, o amareggiati per il rientro a lavoro, o ancora infreddoliti dalle gelate di questo gennaio, facciamoci forza a colpi di groove e adrenalina. Il re indiscusso di questa ripartenza è Michael Jackson con Off the Wall. Prodotto nel 1979 da Quincy Jones, l’album segna il vertice della fusione tra disco e funk: il giro di basso di Don’t Stop ‘Til You Get Enough o la sezione fiati di Rock with You sono progettati scientificamente per indurre il movimento, perfetti quindi per contrastare la letargia tipica del Blue Monday. Spostandoci avanti di un paio di decenni, questa spinta energetica prosegue con il funk acido e dinamico di Jamiroquai in Travelling Without Moving del 1996. Grazie a linee di basso irresistibili e all’uso di strumenti “organici” come il didgeridoo, l’album trasmette un senso di velocità e dinamismo, evidente in hit globali come Virtual Insanity o Cosmic Girl. Infine, per un’iniezione definitiva di fiducia, facciamo un ulteriore salto in avanti fino al 2016, con 24K Magic di Bruno Mars. In questo disco, l’artista ha resuscitato l’estetica degli anni ’80 con una produzione modernissima e cristallina. Brani come la title-track o Versace on the Floor puntano su arrangiamenti ricchi e un piglio carismatico, che trasforma qualsiasi ambiente in una festa privata.
Stilisticamente, questi lavori si basano sulla precisione ritmica e su un mix di suoni vintage e contemporanei, offrendo una “scossa” che costringe il corpo a reagire, scacciando la pigrizia invernale con una cascata di note brillanti e ritmi incalzanti.
Il calore di casa: la via italiana al buonumore
Guardando in casa nostra, per affrontare al meglio il Blue Monday possiamo fare affidamento su melodie familiari e quella solarità mediterranea che scalda il cuore. Questa selezione nostrana si apre con l’energia di Jovanotti e il colossale Lorenzo 2015 CC., un album che è un manifesto di vitalità, capace di spaziare dal pop elettronico al funk, con brani come L’estate addosso o Sabato che portano una ventata di freschezza (ops, meglio di calore), anche nelle giornate più cupe. L’entusiasmo mediterraneo prosegue con Pino Daniele e il suo capolavoro Nero a metà (1980), in cui il blues si fonde con la tradizione napoletana, creando un’atmosfera rassicurante e vibrante: pezzi come A me me piace ‘o blues offrono una verve autentica che agisce come una medicina per lo spirito. Non può mancare la scrittura luminosa di Cesare Cremonini, che con La teoria dei colori (2012) ha saputo dipingere scenari pop di rara eleganza. Singoli come La nuova stella di Broadway mostrano una padronanza della melodia tipica della nostra migliore scuola cantautorale, capace di infondere speranza e serenità. Infine, Zucchero con Spirito DiVino (1995) ci riporta a una dimensione viscerale e genuina. Grazie a una produzione internazionale influenzata dal gospel e dal soul, tracce come Per colpa di chi? o Il volo trasmettono una forza ruspante che invita alla condivisione.
In questi album, il “fattore casa” — quel mix di testi diretti e sonorità solari — ci aiuta a trasformare la malinconia del Blue Monday in un momento di benessere intimo e collettivo.
Con questa selezione speriamo di aver dato a tutti un consiglio per stimolare la dopamina e affrontare il Blue Monday con maggiore leggerezza. Quale sceglierai?

