La musica italiana, negli anni, ci ha abituato a grandi brani di successo diventati iconici per l’immaginario collettivo e che il passare del tempo continua a non scalfire. Canzoni che parlano di amore, desiderio, solitudine o nostalgia che hanno riempito e continuano a riempire le vite di milioni di appassionati nelle circostanze più diverse; opere musicali che non appartengono esclusivamente all’ascolto di una sola generazione ma abbracciano un pubblico molto più ampio con il susseguirsi dei decenni. Ancora oggi molte di queste canzoni vengono ascoltate nei concerti e nelle radio, cantate nei karaoke e nei momenti di convivialità.
La tradizione della canzone italiana è stata talmente ricca in questo e, soprattutto, nello scorso secolo che è assai difficile individuare tutte le ballad entrate nella storia ma nelle prossime righe proveremo a individuarne otto che hanno fatto la storia della musica italiana, e non: da Domenico Modugno a Mina, da Laura Pausini a Lucio Dalla.
1. Nel blu dipinto di blu – Domenico Modugno
Qualunque classifica di questo genere si voglia stilare non si può non partire da qui. Pochi brani hanno avuto un impatto paragonabile a Nel blu dipinto di blu, meglio conosciuta semplicemente come “Volare”. Scritta nel 1958 da Domenico Modugno insieme a Franco Migliacci, la canzone rivoluzionò il modo di concepire la musica leggera italiana.
La curiosità più famosa riguarda proprio il celebre ritornello. Migliacci raccontò di aver avuto l’ispirazione osservando un quadro di Marc Chagall, mentre Modugno avrebbe contribuito in maniera decisiva alla trasformazione dell’idea in canzone. Sul palco del Festival di Sanremo del 1958, Modugno spalancò le braccia durante l’esecuzione, creando un’immagine destinata a restare nella storia.
La canzone vinse Sanremo e conquistò il pubblico internazionale, diventando uno dei brani italiani più conosciuti di sempre. Negli Stati Uniti, nella versione originale, raggiunse risultati straordinari e vinse tre Grammy Award nella prima edizione della manifestazione dedicata alla musica.
2. Il cielo in una stanza – Mina
Nel 1960 Gino Paoli scrisse Il cielo in una stanza, una delle più celebri canzoni d’amore della musica italiana. La versione che ne ha consacrato definitivamente il successo è quella interpretata da Mina, capace di trasformare un brano già straordinario in un classico immortale.
Una delle curiosità più interessanti riguarda proprio l’origine del testo. Paoli si sarebbe ispirato a un incontro vissuto in una casa di appuntamenti, trasformando un’esperienza personale in una delle più delicate dichiarazioni d’amore della musica italiana.
La versione di Mina ebbe un successo enorme e contribuì a rendere il brano un punto di riferimento per generazioni di interpreti. Nel corso dei decenni Il cielo in una stanza è stato reinterpretato in numerose occasioni, a dimostrazione di quanto la sua melodia e il suo testo siano rimasti attuali.
3. Caruso – Lucio Dalla
È una delle canzoni italiane più conosciute nel mondo e, allo stesso tempo, una delle più intense mai scritte da Lucio Dalla. Caruso, pubblicata nel 1986, racconta gli ultimi giorni di vita del celebre tenore Enrico Caruso.
Il significato della canzone va oltre la semplice biografia di Caruso. È una riflessione sull’amore, sulla morte, sulla memoria e sulla forza dell’arte. La voce del protagonista diventa quasi un ultimo testamento prima della fine.
Il successo arrivò soprattutto attraverso le numerosissime reinterpretazioni internazionali. Tra queste, quella di Luciano Pavarotti contribuì enormemente alla diffusione mondiale del brano. Caruso è oggi uno dei simboli della capacità della canzone italiana di unire tradizione lirica, musica popolare e sentimento.
4. Ti amo – Umberto Tozzi
Con Ti amo, Umberto Tozzi realizzò nel 1977 uno dei più grandi successi della sua carriera e della musica italiana degli anni Settanta.
Il brano racconta un rapporto sentimentale tormentato: quelle due parole, Ti amo, diventano contemporaneamente una dichiarazione d’amore e quasi una richiesta disperata.
Il successo fu enorme non soltanto in Italia. Il brano conquistò numerosi mercati stranieri e venne tradotto e reinterpretato in diverse lingue. La sua melodia riconoscibile e il ritornello estremamente semplice contribuirono a trasformarlo in un classico della musica pop europea.
Anche a distanza di quasi cinquant’anni, Ti amo conserva una caratteristica fondamentale delle grandi canzoni: bastano poche note per riconoscerla.
5. Almeno tu nell’universo – Mia Martini
Poche canzoni riescono a trasmettere un senso di vulnerabilità e forza allo stesso tempo come Almeno tu nell’universo. Mia Martini la portò al Festival di Sanremo nel 1989, trasformandola in uno dei momenti più emozionanti della storia della manifestazione.
Il brano era stato scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio molti anni prima, ma rimase a lungo senza trovare l’interprete giusto. Quando arrivò a Mia Martini, sembrò finalmente trovare la sua voce ideale.
È una canzone sull’amore, ma anche sulla solitudine e sulla difficoltà di fidarsi degli altri. Pur non vincendo Sanremo, il brano divenne un enorme successo e contribuì alla definitiva rivalutazione artistica di una cantante che oggi è considerata una delle interpreti più importanti della musica italiana.
6. La solitudine – Laura Pausini
Nel 1993 una giovanissima Laura Pausini conquistò il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con La solitudine. Aveva appena 18 anni e quella canzone avrebbe rappresentato l’inizio di una straordinaria carriera internazionale.
Il brano racconta la fine di una relazione dal punto di vista di una ragazza che deve fare i conti con l’assenza della persona amata. Il successo fu immediato e travolgente. La canzone venne riproposta dalla Pausini anche in spagnolo, contribuendo alla sua affermazione nei Paesi latinoamericani e nel mercato internazionale.
La solitudine rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice ballad romantica: è il brano che ha presentato al grande pubblico una delle voci italiane destinate a diventare più celebri nel mondo.
7. Con te partirò – Andrea Bocelli
Una canzone che ha mostrato la forza dell’incontro tra musica pop e tradizione operistica è sicuramente Con te partirò di Andrea Bocelli.
Presentata a Sanremo nel 1995, la canzone si piazzò al quarto posto, ma il suo destino sarebbe stato molto più importante di quello suggerito dalla classifica del Festival. Il vero successo arrivò successivamente, soprattutto grazie alla versione internazionale Time to Say Goodbye, interpretata da Bocelli insieme a Sarah Brightman che trasformò il brano in un fenomeno internazionale. Le milioni di copie vendute portarono la voce di Bocelli a un pubblico mondiale. Ancora oggi Con te partirò rappresenta uno dei più riconoscibili esempi di crossover tra musica pop e lirica.
8. L’italiano – Toto Cutugno
Chiudiamo con una canzone apparentemente diversa dalle altre. L’italiano di Toto Cutugno, pubblicata nel 1983, non è una ballad romantica in senso tradizionale, ma è senza dubbio una delle grandi canzoni melodiche italiane.
Il brano costruisce un ritratto dell’italiano attraverso una serie di immagini e stereotipi: la pizza, il calcio, la musica, la mamma, il caffè e il desiderio di sentirsi orgogliosamente italiani. Ma sotto la superficie apparentemente leggera c’è anche una componente ironica e nostalgica.
La canzone arrivò quinta al Festival di Sanremo del 1983, ma divenne popolarissima all’estero, soprattutto in Europa, nell’Europa dell’Est e in Russia, trasformandosi in uno dei brani più immediatamente associati all’immagine dell’Italia nel mondo.
Da Modugno a Pausini, da Mina a Bocelli, questi otto brani raccontano oltre trent’anni di musica italiana e mostrano quanto sia cambiato il modo di scrivere e interpretare una canzone d’amore o, più in generale, una canzone melodica. Otto canzoni diverse, dunque, ma accomunate da una caratteristica fondamentale: sono riuscite a superare il loro tempo.

