Un’altra edizione dell’Eurovision Song Contest è andata in archivio e questo 2024 ha visto trionfare la Svizzera che ha portato sul palco della Malmo Arena, in Svezia, l’eclettico artista Nemo Mettler.
Conosciuto semplicemente come Nemo, il neovincitore della kermesse europea ha trionfato con il brano The Code e ha conquistato il pubblico del vecchio continente anche grazie al suo look e al suo modo di essere: l’artista, infatti, si definisce una persona “non-binaria”, ossia che non si riconosce né come uomo né come donna, identificandosi così come simbolo e aperto sostenitore della comunità Lgbtqa+.
Per Nemo l’esito della finale di sabato sera non è stata proprio una sorpresa totale, essendo dato nei giorni scorsi come favorito per la vittoria finale praticamente da tutti i bookmakers. Pronostici rispettati. Scopriamo allora di più su Nemo Mettler, sulla sua carriera e sulle sue abilità musicali, capace di suonare più strumenti.
La carriera di Nemo, dagli inizi al successo europeo
Nemo Mettler nasce a Bienne, un cantone di Berna, venticinque anni fa ma si forma artisticamente a Berlino dove si trasferisce qualche anno più tardi. Figlio di un inventore e di una giornalista, intraprende sin da piccolo la strada musicale e dimostra di saperci fare. Inizia a studiare canto lirico all’età di 9 anni e si cimenta con diversi strumenti musicali: inizia, infatti, a suonare il violino, il pianoforte e la batteria.
Il 2015 è l’anno dei suoi primi lavori discografici: pubblica da indipendente il suo primo EP Clownfish, dal titolo certamente non casuale che significa “pesce pagliaccio”, proprio il personaggio reso famoso dal cartone animato Nemo che dà il nome all’artista svizzero. È grazie al singolo Du che si fa definitivamente conoscere nel panorama nazionale.
La ribalta arriva nel 2018 con la vittoria di ben quattro Swiss Music Awards, uno dei quali conquistati per la miglior canzone dell’anno proprio grazie a Du; gli altri tre premi sono stati per il miglior artista svizzero, la migliore performance live e miglior artista solista maschile.
Nel 2021 partecipa al programma televisivo The Masked Singer, l’edizione svizzera de “Il Cantante Mascherato” dove si classifica al quinto posto cantando nei panni di un panda.
The Code: la scoperta e l’accettazione della sua identità
Come affermato in un’intervista rilasciata lo scorso novembre Nemo si definisce come una persona non-binaria: coloro che si identificano sotto questa categoria rifiutano di essere riconosciute sia come uomo che come donna, indipendentemente dal sesso biologico con cui sono nati. I non-binari possono riconoscersi in un terzo genere, in più generi o in nessuno di questi, contrapponendosi quindi al binomio di soli generi convenzionali maschili e femminili.
A chi si ritiene fuori dai tradizionali schemi dell’identità di genere ci si rivolge generalmente con i pronomi plurali: a tal proposito Nemo ha precisato, infatti, che preferisce essere appellato con i pronomi inglesi they/them, di genere neutro, durante le interviste in inglese.
Il brano The Code con cui ha raggiunto la fama internazionale all’Eurovision parla proprio di questo aspetto; si tratta di una canzone autobiografica dal testo profondo che racconta le difficoltà nell’accettare un’identità sessuale non binaria che hanno portato non senza fatica ad un “paradiso” personale e ad un equilibrio interiore.
Il titolo “The Code” simboleggia la scoperta personale e l’accettazione di Nemo della propria identità non binaria. La canzone racconta il viaggio di Nemo attraverso le difficoltà e le sfide di non conformarsi ai tradizionali ruoli di genere, fino a raggiungere un senso di pace e appagamento personale.
Nel testo, Nemo parla di “rompere il codice”, che può essere interpretato come il superamento delle barriere sociali e personali che impediscono alle persone di vivere autenticamente secondo la propria identità. La frase “I broke the code” rappresenta quindi un momento di liberazione e di trionfo sulla conformità, celebrando la diversità e l’individualità.
Ecco alcuni estratti significativi del testo che evidenziano il tema della canzone:
- “Welcome to the show, let everybody know / I’m done playing the game, I’ll break out of the chains” – Benvenuto allo spettacolo, fallo sapere a tutti / Ho finito di giocare, libererò le catene
- “This story is my truth. I, I went to hell and back / To find myself on track / I broke the code” – Questa storia è la mia verità. Io, sono andato all’inferno e ritorno / Per ritrovarmi sulla buona strada / Ho decifrato il codice
- “Somewhere between the 0s and 1s / That’s where I found my kingdom come” – Da qualche parte tra gli 0 e gli 1 / È lì che ho trovato il mio regno
Questi versi esprimono il rifiuto di Nemo di aderire alle aspettative sociali e la sua determinazione a trovare un proprio spazio di espressione personale, al di là delle convenzioni di genere.
La canzone è subito finita nella top 20 di Spotify a testimonianza dell’ottimo riscontro popolare dopo la vittoria di sabato.
La vittoria all’Eurovision davanti a Croazia e Ucraina
Il successo di Nemo riporta l’Eurovision in Svizzera dopo 36 anni: nel 1988 la Nazione Elvetica venne rappresentata da Celine Dion, seppur canadese, che trionfò con il brano Ne partez pas sans moi. L’ultimo artista svizzero a conquistare la vittoria fu invece Lys Assia nel 1956, anno della prima edizione dell’Eurovision Song Contest.
Nemo è stato incoronato sia dalle giurie nazionali che dal televoto per un verdetto mai stato in discussione come, del resto, avevano preannunciato i bookmakers alla vigilia. I punti totali sono stati 591. Alle sue spalle si è posizionata la Croazia, con 547 punti, rappresentata dall’artista dal nome italiano Baby Lasagna; nell’ultimo gradino del podio spazio per le due ucraine Alyona Alyona & Jerry Heil.
Nel corso della serata finale della kermesse Nemo, insieme al suo staff, teneva tra le mani una bandiera “non-binary”, composta da quattro strisce – gialla, bianca, viola e nera – e progettata nel 2014 da Kye Rowan: ognuno di questi colori rappresenta una variante delle identità delle persone non binarie.
Curiosità: per l’euforia della vittoria finale l’artista svizzero ha accidentalmente rotto il trofeo di cristallo ferendosi anche al pollice. “Ho infranto il codice. Grazie mille di cuore” – è la frase postata da Nemo in un video sui social dove ha anche spiegato l’incidente con il trofeo. Euforia più che giustificata.
La nostra Angelina Mango e la dirompenza di Baby Lasagna
Oltre a Nemo, ricorderemo sicuramente questo Eurovision 2024 per aver conosciuto un artista davvero d’impatto: Baby Lasagna.
Baby Lasagna, il cui vero nome è Marko Purisic, ha letteralmente infiammato il palco dell’Eurovision Song Contest 2024 con il suo brano Rim Tim Tagi Dim.
È un cantautore e produttore di 29 anni originario di Umago, in Croazia. Ha un passato da chitarrista in una rock band chiamata Manntra. La sua musica unisce la techno con l’heavy metal, ispirandosi sicuramente ai Rammstein. Nonostante il ritmo travolgente, Rim Tim Tagi Dim parla dell’esodo dei giovani che lasciano la Croazia per cercare fortuna all’estero.
Baby Lasagna ha eseguito il brano sul palco dell’Eurovision indossando una rivisitazione di un costume tradizionale croato, tra fiamme e ritmo incalzante. Il nome d’arte Baby Lasagna è nato in modo casuale e non deriva da una passione per il piatto italiano. Anzi, l’artista ha affermato di preferire la pizza.
Dietro la figura chiassosa di un grande animale da palcoscenico, Baby Lasagna nasconde un’introversa personalità che si riflette nella profondità del suo brano. La sua performance energica e il significato profondo del suo brano hanno sicuramente lasciato il segno nell’edizione 2024 dell’Eurovision, contribuendo al suo successo e popolarità.
Angelina Mango, reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo lo scorso febbraio, si è classificata purtroppo solo settima con La noia, pur ricevendo un più che soddisfacente consenso dal pubblico e il grande supporto da parte di Damiano dei Måneskin e Marco Mengoni, che hanno esortato i loro follower a votare per lei.
Un momento molto toccante l’ha vista protagonista quando ha interpretato la celebre canzone di John Lennon, “Imagine”, in sala stampa.
Prima di cantare, Angelina Mango ha letto una nota in cui esprimeva il desiderio che fosse solo la musica a parlare. La sua interpretazione di “Imagine” è stata un gesto simbolico di pace e unità, in linea con il messaggio pacifista dell’ex Beatle.
La performance è stata particolarmente significativa in quanto è avvenuta in un contesto di tensioni e polemiche, soprattutto riguardo alla partecipazione di Israele all’evento. Con “Imagine”, Angelina Mango ha voluto trasmettere un messaggio di fratellanza tra gli artisti e di distensione.
La scelta di cantare “Imagine” è stata un modo per Angelina Mango di condividere un messaggio forte e chiaro: quello dell’importanza della musica come linguaggio universale capace di unire le persone al di là delle differenze
Un vero show, non solo canzoni
L’Eurovision Song Contest non è solamente una competizione tra canzoni di stati europei, ma un vero e proprio show dove a volte la performance sembra essere più importante del brano in gara.
Abbiamo già parlato di Baby Lasagna e della sua carica sul palco, ma oltre a lui altri artisti hanno offerto performance stravaganti e memorabili:
Windows95Man (Finlandia): Con il suo brano “No Rules!”, ha portato sul palco uno stile unico che mescola la nostalgia degli anni ’90 con la musica elettronica moderna. La sua performance in coppia con Henri Piispanen ha fatto veramente divertire e in molti si stanno ancora chiedendo se fosse veramente mezzo nudo per gran parte della coreografia (ve lo diciamo noi, aveva un perizoma color carne).
L’esibizione di Bambie Thug (Irlanda) è stata una delle più discusse, dal forte impatto visivo e teatrale. Vestita come una strega moderna, Bambie Thug ha creato un’atmosfera intensamente esoterica sul palco, evocando immagini di rituali e possessioni demoniache. La sua esibizione ha sconvolto e conquistato allo stesso tempo il pubblico e i media, diventando uno degli argomenti più caldi dell’evento.
Non possiamo poi non citare l’esibizione di Al’ona Al’ona & Jerry Heil (Ucraina) con il brano “Teresa & Maria”, terzo classificato all’Eurovision 2024. Con una fusione di pop e rap in cui si rimane incantati dalla bellissima voce di Jerry Heil, ci raccontano la storia di due donne (Madre Teresa e la Vergine Maria) che hanno raggiunto la santità partendo dalla loro natura umana. Con questo brano di grande significato le due artiste Ucraine hanno voluto ricordarci che la grandezza è alla portata di tutti.
Squalifiche, crisi e polemiche
Come abbiamo accennato in precedenza, la partecipazione di Israele ha suscitato polemiche durante l’Eurovision per diverse ragioni:
Inizialmente, Eden Golan avrebbe dovuto presentare il brano “October Rain”, ma il testo conteneva riferimenti alla strage di Hamas del 7 ottobre. L’EBU (European Broadcasting Union) ha quindi richiesto di modificare la canzone, e l’artista israeliana ha portato in gara “Hurricane”, con questo nuovo testo che narra la storia di una giovane donna che emerge da una crisi personale.
Prima dell’Eurovision, 1500 artisti finlandesi e islandesi si sono mossi in protesta chiedendo l’esclusione di Israele dalla competizione a causa delle azioni militari sulla striscia di Gaza. Tuttavia, l’EBU (European Broadcasting Union) ha confermato la partecipazione di Israele, sottolineando che l’EBU è un’organizzazione apolitica e la competizione non riguarda una gara tra governi.
La decisione dell’EBU di ammettere Israele è stata confrontata con l’esclusione della Russia nel 2022 a seguito dell’invasione in Ucraina. L’EBU ha chiarito che non spetta a loro comparare due guerre differenti e che la presenza russa avrebbe portato discredito alla manifestazione.
Per evitare contestazioni L’EBU ha anche vietato agli artisti in gara, ma, a quanto pare, anche al pubblico, di portare all’interno della manifestazione bandiere non appartenenti ai paesi partecipanti, compresa quella palestinese. Curiosamente, questo ha comportato anche il divieto di esporre la stessa bandiera dell’Unione Europea.
A poche ora dalla finale della manifestazione è anche arrivata, con grande sorpresa, la squalifica di Joost Klein, cantante in gara per i Paesi Bassi. La decisione è stata presa a seguito di un incidente avvenuto subito dopo la sua esibizione nella seconda semifinale, durante la quale aveva cantato la canzone “Europapa”, indagato su una denuncia presentata da una donna del team di produzione. L’EBU (European Broadcasting Union) ha dichiarato che “la tolleranza verso i comportamenti inappropriati” è pari a zero durante l’evento, e pertanto “Joost Klein non può continuare a partecipare al concorso”. Questo incidente non ha coinvolto altri artisti o membri delle delegazioni.
Inoltre, i risultati delle giurie sono stati ricalcolati dopo la squalifica e la bandiera olandese è stata rimossa dal box della delegazione alla Malmö Arena.
L’esclusione dei Paesi Bassi è stata un evento inusuale e ha suscitato molte discussioni durante l’Eurovision 2024 anche perché Joost Klein era considerato uno dei favoriti per la vittoria finale.
Non è ben chiaro se a causa di questa eliminazione, o per le sempre più alte possibilità che la competizione fosse vinta da Israele, venerdì sera si è scatenata una vera e propria crisi, con i rappresentanti di quattro delegazioni che hanno minacciato di ritirarsi (Irlanda, Regno Unito, Svizzera e Portogallo). Si sono tenuti incontri notturni urgenti tra i rappresentanti di questi paesi e l’EBU, l’ente organizzatore dell’Eurovision, per discutere la situazione critica fino a notte fonda. Tensione palpabile anche perché queste delegazioni non hanno partecipato alla prova generale della parata delle bandiere, un evento tradizionale prima della finale. Non è stato divulgato l’argomento esatto di questi incontri, ma si sospetta che possa riguardare le chance di vittoria di Eden, la cantante israeliana, e la complessa situazione politica del suo paese. Alcuni hanno ipotizzato che possa essere collegato anche all’esclusione del cantante olandese dal concorso.
Ad aggravare la situazione, infine, c’è stata una dichiarazione di Bambie Thug, rappresentante dell’Irlanda, in un video che ha avuto enorme risonanza sui social network. La cantautrice si è sfogata definendo questa del 2024 come “l’edizione più orribile di sempre” e raccontando tutto ciò che non ha funzionato in questa settimana a Malmö, con parole davvero molto dure nei confronti della EBU (e mandando tutti a f***ulo).
Insomma, tra grandi emozioni, show e polemiche, anche questo Eurovision Song Contest è passato. Complimenti a Nemo per la vittoria.

