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30 anni fa ballavamo sulle note di “The Rhythm Of The Night”, simbolo della mitica Eurodance

di Redazione
 
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Se è vero che ogni epoca musicale è scandita da un genere in particolare, quella della prima metà degli anni Novanta è senz’altro contrassegnata dal periodo d’oro della dance, nota anche come Eurodance. E se è vero anche che ogni epoca musicale è associata a una o più canzoni simboliche, tra quelle per la dance dei primi anni Novanta figura sicuramente The Rhythm Of The Night, indimenticabile brano di Corona che spopolò nel 1994.

A distanza di trent’anni quel singolo è ancora oggi uno dei più amati e ballati nei locali, nonostante le nuove generazioni guardino soprattutto ad altri generi musicali. Ma The Rhythm Of The Night rientra in quella categoria di brani immortali nel tempo che riescono a farsi apprezzare anche a distanza di decenni e a unire diverse generazioni; lo testimoniano anche le diverse cover realizzate negli ultimi dieci anni da alcuni dei più noti artisti internazionali.

La grandezza e il nostalgico ricordo attorno alla hit di Corona è favorita anche dal fatto che essa viene associata all’amatissimo filone musicale dell’Eurodance degli anni Novanta e, nell’ambito italiano, al Festivalbar, altro grande pezzo di cuore degli appassionati della pop/dance del passato.

Gli anni Novanta e l’epoca d’oro della dance

Il tormentone The Rhythm Of The Night di Corona si inserisce in un periodo molto florido per la musica dance che in quegli anni vive una nuova fase di rilancio dopo i fasti, superati, degli anni Ottanta e ancor prima della leggendaria Disco Music sbocciata nella seconda metà degli anni Settanta.

Ben presto questo filone musicale divenne noto con il nome Eurodance che veniva sempre più spesso associato con la produzione di brani di questo genere in Europa nella prima metà degli anni Novanta. Questo stile dance europeo fu diffuso grazie al lavoro di dj e producer che seguivano uno schema consolidatosi in quegli anni, ossia basi composte da sintetizzatori moderni e forti ritmi bassi accompagnate da voci melodiche e spesso da versi rappati.

Il genere venne identificato con diverse denominazioni: oltre alla più comune Eurodance, infatti, fu noto anche come “euro-NRG” o “euro-house”. Questa nuova fase dance attecchì, come prevedibile, soprattutto ai vertici delle classifiche europee ma successivamente trovò grande pubblico anche negli Usa, come proprio l’esempio di Corona dimostra.

La velocità nel ritmo e il frequente ricorso a voci melodiche, soprattutto femminili, così come la presenza di sintetizzatori e di tracce hip-hop furono il risultato di una fusione di diversi generi: l’Hi-NRG, una forma di dance più veloce nata nel Regno Unito alla fine degli anni Ottanta; l’house music, movimento underground nato negli Usa ma diventata presto popolare in Europa; e l’hip-hop come testimoniato dai tanti versi rappati nelle hit di quegli anni.

Nacquero così dei veri e propri tormentoni che hanno reso ben riconoscibile questo genere anche a distanza di anni: oltre alle hit di Corona, sono diventati inni di una generazione brani come Rhythm Is A Dancer degli Snap!, What is Love di Haddaway, The Summer is Magic di Playahitty e Think About The Way di Ice MC. Ma ce ne sarebbero fin troppi da menzionare. È tra il 1992 e il 1996 che si può individuare il periodo d’oro per la produzione di brani Eurodance, genere che già verso la fine degli anni Novanta ha iniziato a subire significative variazioni lasciando progressivamente spazio a nuove tipologie di musica dance.

1994: il successo di Corona e l’apice dell’Eurodance

Il singolo The Rhythm Of The Night venne pubblicato nel novembre del 1993 dagli autori Francesco Bontempi, Annerley Gordon e Giorgio Spagna, quest’ultimo fratello della cantante Ivana. La parte vocale del pezzo venne interpretata dall’italiana Giovanna Bersola nota con lo pseudonimo di Jenny B ma la frontwoman fu la cantante e modella brasiliana Olga Maria de Souza che prese poi il nome d’arte di Corona. Inizialmente, Corona venne impiegata per i videoclip e le esibizioni del brano in playback a causa del suo accento ancora fortemente brasiliano. 

Il brano che rese Corona celebre in tutto il mondo venne campionato dalla canzone Save Me del duo femminile Say When! anche se il successo non arrivò immediato. Seppur prodotto nel ’93, l’anno della svolta e del boom di vendite fu il 1994 quando The Rhythm Of The Night scalò le classifiche europee raggiungendo la vetta in Italia e posizionandosi nella top ten di diversi paesi. Il 1994 fu probabilmente l’anno più fortunato per l’Eurodance: in quel periodo uscirono alcuni tra i pezzi più iconici del genere come The Summer Is Magic (Playahitty), Think About The Way (Ice MC) e Sweet Dreams (La Bouche).

Il successo di Corona ebbe riscontri anche in televisione. Partecipò, infatti, alle edizioni 1994 e 1995 del Festivalbar, trasmissione musicale di punta in quegli anni soprattutto tra i giovani, e nel 1996 diventò persino una delle conduttrici insieme ad Alessia Marcuzzi e Amadeus.

Le cover negli anni Dieci

Che The Rhythm Of The Night fosse un pezzo che sarebbe stato amato anche dalle successive generazioni era evidente ma un’ulteriore testimonianza è data dalla seconda giovinezza che ha vissuto questo brano nello scorso decennio.

Oltre ad essere ancora presente e ballato nei locali, il singolo di Corona è stato campionato da alcuni dei più noti artisti e band internazionali. È stato il caso dei Bastille, famosa rock band britannica, che nel 2013 incise Of The Night frutto di un mash-up tra il brano di Corona e Rhythm Is A Dancer degli Snap!, altro caposaldo della dance anni Novanta; il singolo raggiunse la seconda posizione nel Regno Unito e in Irlanda.

Sei anni più tardi fu la volta dei Black Eyed Peas e di J Balvin ri-arrangiare il pezzo di Corona: il 12 ottobre 2019 venne pubblicato Ritmo (Bad Boys for Life), primo estratto della colonna sonora del film Bad Boys for Life. Il brano arrivò alla terza posizione nella classifica dei singoli in Italia aggiudicandosi due dischi di platino e conquistò la vetta delle classifiche di diversi paesi dell’America Latina.