Lp
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Oh Yeah
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Classic Jazz
€ 86,20
COD. 4260019716149
Etichetta:
Speakers Corner
Spedito in 7/15 giorni
Disponibilità: Ordinabile
Data di uscita: 01-01-1940
Descrizione del prodotto
180g 33rpm / standard sleeve
Oh Yeah" - Charles Mingus (p, voce); Booker Ervin (ts); Roland Kirk (fl, ts, sirena, manzello, stritch); Jimmy Knepper (tb); Doug Watkins (b); Dannie Richmond (dr)
Commentando questo album nel 1962, la rivista Billboard scrisse: "Sembra essere dappertutto, dappertutto cioè, ma sul suo solito strumento". Charles Mingus, uno dei musicisti più impressionanti della storia del jazz, non suona una sola nota al basso, tanto per cambiare, ma guida la band dal suo pianoforte (blues), lo strumento che ha sempre usato per comporre. Colpisce i tasti, canta il blues, grida e incoraggia - a quanto pare Mingus ha davvero trovato il bisogno di esprimersi ad alta voce in questo album. (Doug Watkins lo sostituisce al contrabbasso). "Oh Yeah" è sicuramente l'album più potente e appassionato di Mingus. Mingus si avvale di due sassofonisti intensi e caldi, Roland Kirk e Booker Ervin, e di Jimmy Knepper al trombone. Kirk è il solista principale, ma tutti e tre i sassofonisti offrono improvvisazioni espressive, dialogando senza sosta l'uno con l'altro e spingendosi l'un l'altro a raggiungere la massima energia. La musica è selvaggia ed estatica, ma non è free jazz, rimanendo - come fa - ancorata al blues e al gospel. "Hog Callin' Blues" è un trascinante shuffle ricco di riff, "Devil Woman" un intelligente slow blues con inventive figure di fiati. "Ecclusiastics", con il suo costante cambio di ritmo ed espressione che alterna gospel e blues, ha la forma più complessa. Secondo Mingus, il blues è sempre stato parte integrante della funzione religiosa nera. "Eat That Chicken" (un omaggio a Fats Waller e al suo cibo preferito) gioca addirittura con un sentimento old-time e Dixie. L'umorismo non è mai lontano. Anche nella canzone sulla bomba atomica (anche questa una sorta di blues ecclesiastico) si sentono le parole: "Non lasciatela cadere! Fermatela! Be-bop it!"
Commentando questo album nel 1962, la rivista Billboard scrisse: "Sembra essere dappertutto, dappertutto cioè, ma sul suo solito strumento". Charles Mingus, uno dei musicisti più impressionanti della storia del jazz, non suona una sola nota al basso, tanto per cambiare, ma guida la band dal suo pianoforte (blues), lo strumento che ha sempre usato per comporre. Colpisce i tasti, canta il blues, grida e incoraggia - a quanto pare Mingus ha davvero trovato il bisogno di esprimersi ad alta voce in questo album. (Doug Watkins lo sostituisce al contrabbasso). "Oh Yeah" è sicuramente l'album più potente e appassionato di Mingus. Mingus si avvale di due sassofonisti intensi e caldi, Roland Kirk e Booker Ervin, e di Jimmy Knepper al trombone. Kirk è il solista principale, ma tutti e tre i sassofonisti offrono improvvisazioni espressive, dialogando senza sosta l'uno con l'altro e spingendosi l'un l'altro a raggiungere la massima energia. La musica è selvaggia ed estatica, ma non è free jazz, rimanendo - come fa - ancorata al blues e al gospel. "Hog Callin' Blues" è un trascinante shuffle ricco di riff, "Devil Woman" un intelligente slow blues con inventive figure di fiati. "Ecclusiastics", con il suo costante cambio di ritmo ed espressione che alterna gospel e blues, ha la forma più complessa. Secondo Mingus, il blues è sempre stato parte integrante della funzione religiosa nera. "Eat That Chicken" (un omaggio a Fats Waller e al suo cibo preferito) gioca addirittura con un sentimento old-time e Dixie. L'umorismo non è mai lontano. Anche nella canzone sulla bomba atomica (anche questa una sorta di blues ecclesiastico) si sentono le parole: "Non lasciatela cadere! Fermatela! Be-bop it!"
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