Lp
Lp
East Broadway Run Down (180 Gr.)
180 gr. Remaster Gatefold
Vedi altri Articoli:
Classic Blues
Classic Jazz
€ 42,80
COD. 0602465124668
Etichetta:
Impulse (Univer
Spedito in 24 H
Disponibilità: Immediata
Data di uscita: 25-10-2024
Descrizione del prodotto
Nel 1966 il tenorsassofonista Sonny Rollins poteva quasi essere considerato un veterano (aveva ben 36 anni): già dalla fine degli anni 40, ancora teenager,
riscuoteva rispetto (e anche un certo reverenziale timore) presso i suoi colleghi, e vantava una serie di registrazioni straordinarie. Una delle quali, di dieci anni prima,
gli aveva lasciato in eredità il soprannome con cui ancor oggi tutti lo appellano: Saxophone Colossus. Ma veniamo a questo capolavoro: Rollins in quegli anni aveva
in qualche modo appreso e rielaborato la lezione di Ornette Coleman, ovviamente facendola sua. Convocato in studio quello che fino a pochi mesi prime era stato il
tandem ritmico del Classic Quartet di John Coltrane, vale a dire Jimmy Garrison al contrabbasso ed Elvin Jones (che però proprio con Rollins aveva esordito su disco,
nelle celebrate incisioni al Village Vanguard) alla batteria, il nostro aggiungeva un altro protagonista di quegli anni come secondo fiato nella prima, lunga facciata
dellalbum: il trombettista Freddie Hubbard. Solo tre brani in scaletta: la title track apre a muso duro, basata su di un solo accordo per più di 22 minuti. Rollins piega il suono del suo sax come mai prima, Hubbard si dimostra allaltezza della fama e della situazione, Garrison è il perno di tutto (arriva a scandire, implacabile, un sol per sei minuti interi, senza alcuna esitazione) ed Elvin Jones è semplicemente vulcanico. Finale a sorpresa, ed avrebbe potuto finire qui. Invece arriva la seconda facciata, con il solo trio sax-contrabbasso-batteria in un micidiale blues semplificato (Blessing in Disguise) in cui i tre forzano e piegano un riff ispirato a Hey Ba-Ba-Re-Bop di Lionel Hampton. Finale catartico con We Kiss in a Shadow, grazie ad un Elvin danzante e a un finale sospeso, una nota tenuta che sembra voler risuonare allinfinito.
riscuoteva rispetto (e anche un certo reverenziale timore) presso i suoi colleghi, e vantava una serie di registrazioni straordinarie. Una delle quali, di dieci anni prima,
gli aveva lasciato in eredità il soprannome con cui ancor oggi tutti lo appellano: Saxophone Colossus. Ma veniamo a questo capolavoro: Rollins in quegli anni aveva
in qualche modo appreso e rielaborato la lezione di Ornette Coleman, ovviamente facendola sua. Convocato in studio quello che fino a pochi mesi prime era stato il
tandem ritmico del Classic Quartet di John Coltrane, vale a dire Jimmy Garrison al contrabbasso ed Elvin Jones (che però proprio con Rollins aveva esordito su disco,
nelle celebrate incisioni al Village Vanguard) alla batteria, il nostro aggiungeva un altro protagonista di quegli anni come secondo fiato nella prima, lunga facciata
dellalbum: il trombettista Freddie Hubbard. Solo tre brani in scaletta: la title track apre a muso duro, basata su di un solo accordo per più di 22 minuti. Rollins piega il suono del suo sax come mai prima, Hubbard si dimostra allaltezza della fama e della situazione, Garrison è il perno di tutto (arriva a scandire, implacabile, un sol per sei minuti interi, senza alcuna esitazione) ed Elvin Jones è semplicemente vulcanico. Finale a sorpresa, ed avrebbe potuto finire qui. Invece arriva la seconda facciata, con il solo trio sax-contrabbasso-batteria in un micidiale blues semplificato (Blessing in Disguise) in cui i tre forzano e piegano un riff ispirato a Hey Ba-Ba-Re-Bop di Lionel Hampton. Finale catartico con We Kiss in a Shadow, grazie ad un Elvin danzante e a un finale sospeso, una nota tenuta che sembra voler risuonare allinfinito.
Tracklist
1. East Broadway Run Down - Sonny Rollins
2. Blessing In Disguise - Sonny Rollins
3. We Kiss In A Shadow - Sonny Rollins
2. Blessing In Disguise - Sonny Rollins
3. We Kiss In A Shadow - Sonny Rollins
Acquista con
Spedito in 24 H
€ 42,80
