{"id":1815,"date":"2025-03-01T09:00:00","date_gmt":"2025-03-01T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1815"},"modified":"2025-03-03T10:34:54","modified_gmt":"2025-03-03T09:34:54","slug":"london-calling-una-copertina-che-spacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/london-calling-una-copertina-che-spacca\/","title":{"rendered":"London Calling: una copertina che\u2026 spacca!"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il 1979, <strong>il punk sta spopolando<\/strong>, una nuova generazione di artisti si \u00e8 affacciata sulla scena musicale internazionale, cambiando definitivamente gusti, estetica e sonorit\u00e0 del tempo. Un nuovo genere che esprime al massimo <strong>i sentimenti dei giovani di quell\u2019epoca<\/strong>, decisi a far sentire la propria voce, le proprie rivendicazioni, la propria rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo contesto che esce <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0888751127012_london-calling-legacy-edt-clash-the\"><strong>London Calling<\/strong><\/a>, album destinato a diventare leggendario, cos\u00ec come la sua copertina, che pi\u00f9 di altre<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">London Calling, che punk sia!<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>London Calling<\/strong>, uscito nel 1979, \u00e8 il quarto album in studio dei <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Clash+The\"><strong>The Clash<\/strong><\/a>. Non \u00e8 quindi il primo lavoro della band inglese, ma \u00e8 sicuramente <strong>quello di maggior successo<\/strong>. Con questo album, infatti, i The Clash si imposero anche nel difficile mercato statunitense. London Calling \u00e8 un disco molto pi\u00f9 complesso di quello che si pu\u00f2 pensare, composto da <strong>ben 19 canzoni<\/strong>, scritte quasi tutte da <strong>Joe Strummer<\/strong> e <strong>Mick Jones<\/strong>, tranne tre brani accreditati ad altri componenti. Un numero quindi cospicuo di pezzi per quello che \u00e8 inevitabilmente un <strong>doppio album<\/strong>, al cui interno la band riesce a mescolare sapientemente <strong>vari generi<\/strong>: dal punk, che domina, passando per lo ska, ma anche il reggae, arrivando a brani in cui prevalgono sonorit\u00e0 rhytm and blues, se non jazz, e in alcuni addirittura pop. L&#8217;uscita di London Calling <strong>mise d&#8217;accordo tutti<\/strong>, dalla critica al pubblico. Oggi si stima che l&#8217;album abbia venduto pi\u00f9 di <strong>due milioni di copie<\/strong> in tutto il mondo diventando disco di platino sia nel Regno unito che negli Stati Uniti. London Calling \u00e8 sicuramente l&#8217;album con cui i The Clash si sono affermati come una delle migliori band di sempre, portando allo stesso tempo <strong>il punk a livelli che forse non aveva mai conosciuto<\/strong> e che difficilmente raggiunger\u00e0 di nuovo. Questa considerazione va oltre l&#8217;aspetto meramente tecnico, musicale, stilistico, perch\u00e9 il punk non \u00e8 stato e non \u00e8 solo un genere musicale, ma ha rappresentato negli anni \u201970 e \u201980 un <strong>ben preciso stile di vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">London Calling: l\u2019essenza del punk in una foto<\/h2>\n\n\n\n<p>Molto spesso, nella storia della musica, <strong>album iconici<\/strong> sono accompagnati da <strong>copertine altrettanto iconiche<\/strong>. Un discorso che vale anche per London Calling. Infatti, la cover del disco presenta una <strong>fotografia storica<\/strong>, che probabilmente come nessun&#8217;altra \u00e8 riuscita a interpretare e catturare in un solo fotogramma <strong>l&#8217;essenza stessa del punk<\/strong>. Ma di cosa si tratta? La foto in questione, in bianco e nero rappresenta il bassista della band, <strong>Paul Simonon<\/strong> <strong>mentre distrugge il suo strumento<\/strong>, battendolo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte con rabbia, impeto e vigore sul palco del <strong>Palladium<\/strong>, famoso club di New York. Lo scatto \u00e8 datato <strong>20 settembre 1979<\/strong> la prima delle due date in cui i Clash si sarebbero esibiti nello storico locale della Grande Mela. Ma perch\u00e9 quel gesto che cos\u00ec bene incarna l&#8217;anima antiautoritaria e ribelle della band punk inglese?<\/p>\n\n\n\n<p>Molti anni dopo l&#8217;autore di quell&#8217;eclatante gesto ha spiegato che la sua era essenzialmente <strong>frustrazione<\/strong> per come si era comportato il <strong>servizio d&#8217;ordine<\/strong> del locale, che non aveva fatto alzare in piedi il pubblico obbligandolo a restare seduti durante la performance del gruppo. Ovviamente, come ben capite, seguire un concerto punk seduti nel pieno dell&#8217;epoca punk, con uno dei migliori gruppi punk di sempre sul palco, non \u00e8 proprio il massimo sia per chi guarda, sia per chi suona.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, una <strong>foto divenuta col tempo simbolo stesso dell\u2019essenza del punk<\/strong>. Anche se, in realt\u00e0, al momento dello scatto nessuno lo avrebbe pensato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una foto iconica, tra amore e odio<\/h2>\n\n\n\n<p>Come dicevamo, la storia della copertina di London Calling non era segnata nel momento in cui <strong>Pennie Smith<\/strong>, fotografa britannica al seguito della band durante il tour negli Stati Uniti, immortal\u00f2 il momento della distruzione del basso. Proprio la Smith ha dichiarato di <strong>non aver amato quella foto<\/strong>, e che addirittura si sia impegnata affinch\u00e9 il gruppo non la utilizzasse. Lo scatto, in effetti, non \u00e8 perfetto dal punto di vista tecnico, <strong>risultando sfocato<\/strong>, proprio perch\u00e9 la fotografa stava cercando di non essere colpita dal bassista. Fu quindi una <strong>reazione istintiva<\/strong> quella della Smith, che ha dichiarato come se il dito avesse cliccato da solo. Tuttavia, la foto risult\u00f2 cos\u00ec tanto iconica e rappresentativa che fin\u00ec sulla copertina di London Calling. Questo grazie alle i<strong>nsistenze di Joe Strummer<\/strong>, che intu\u00ec come quello scatto fosse perfetto per rappresentare il disco e soprattutto il loro modo di fare musica, e di viverla. Quella cover \u00e8 diventata cos\u00ec iconica che il Fender Precision (o quel che ne rimane) di Solomon \u00e8 diventato un pezzo della collezione permanente del Museum of London.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, il lavoro non fin\u00ec nel momento in cui Pennie Smith poggio il dito sulla macchinetta fotografica. La foto fu poi lavorata dal <strong>graphic designer&nbsp;Rob Lowry<\/strong>, che volle omaggiare il re del rock, colui che aveva sconvolto il mondo della musica per sempre: <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Presley+Elvis\"><strong>Elvis Presley<\/strong><\/a>. Lowry, infatti, inser\u00ec delle lettere rosa sulla sinistra della copertina, e un testo verde in basso. Gli amanti della musica avranno capito il riferimento: si tratta infatti della copertina di <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0888751119512_elvis-presley-legacy-edt-presley-elvis\"><strong>\u201cElvis Presley\u201d<\/strong><\/a>, primo album di Elvis, anche quella frutto di uno scatto durante un concerto, a Tampla in Florida, nel 1955 (l\u2019album fu pubblicato l\u2019anno successivo).<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec i The Clash resero omaggio al re del rock: anche loro, in qualche modo, stavano cercando di cambiare la musica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il 1979, il punk sta spopolando, una nuova generazione di artisti si \u00e8 affacciata sulla scena musicale internazionale, cambiando definitivamente gusti, estetica e sonorit\u00e0 del tempo. 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