{"id":1573,"date":"2024-08-12T09:00:00","date_gmt":"2024-08-12T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1573"},"modified":"2024-08-06T16:46:00","modified_gmt":"2024-08-06T14:46:00","slug":"dai-levrieri-alle-classifiche-il-viaggio-di-parklife-dei-blur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/dai-levrieri-alle-classifiche-il-viaggio-di-parklife-dei-blur\/","title":{"rendered":"Dai Levrieri alle Classifiche: Il Viaggio di Parklife dei Blur"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>1994<\/strong> \u00e8 stato un anno veramente formidabile dal punto di vista musicale, spesso sottovalutato. Trent\u2019anni fa uscivano album come <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0889854156916_grace-vinyl-gold-coloured-buckley-jeff\"><strong>Grace<\/strong><\/a> di <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Buckley+Jeff\"><strong>Jeff Buckley<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5051961125054_definitely-maybe-30th-anniversary-deluxe-edition-oasis\"><strong>Definitively Maybe<\/strong><\/a> degli <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Oasis\"><strong>Oasis<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0825646293285_the-division-bell-20th-anniversary-deluxe-edt-pink-floyd\"><strong>The Division Bell<\/strong><\/a> dei <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Pink+Floyd\"><strong>Pink Floyd<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0720642472712_mtv-unplugged-in-new-york-nirvana\"><strong>MTV Unplugged in New York<\/strong><\/a> dei <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Nirvana\"><strong>Nirvana<\/strong><\/a> (\u00e8 l\u2019anno anche del suicidio dei Kurt Cobain), e <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099962484213_parklife-remastered-spec-edt-blur\"><strong>Parklife<\/strong><\/a> dei <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Blur\"><strong>Blur<\/strong><\/a>, disco con il quale la band inglese si afferm\u00f2 definitivamente a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo di oggi ripercorriamo la nascita dell\u2019album, il contenuto e la storia della copertina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La \u201cprofezia\u201d di Albarn e la nascita di <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099962484213_parklife-remastered-spec-edt-blur\">Parklife<\/a>.<\/h2>\n\n\n\n<p>La genesi di Parklife nasce molto prima del 1994, ed \u00e8 legata a una <strong>\u201cprofezia\u201d<\/strong>. Nel 1990 infatti, il leader dei <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Blur\">Blur<\/a> <strong>Damon Albarn<\/strong> aveva dichiarato alla stampa del settore che il loro terzo album avrebbe avuto un successo formidabile, <strong>incoronandoli band di riferimento della musica inglese<\/strong>. Albarn aveva poi aggiunto che l\u2019album sarebbe uscito nel 1994. Insomma, una sparata al limite dell\u2019arroganza, ma che alla fine si concretizzer\u00e0. In mezzo ci sono due album, nel 1991 quello d\u2019esordio <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099962483216_leisure-remastered-spec-edt-blur\"><strong>Leisure<\/strong><\/a>, e due anni dopo <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099962483919_modern-life-is-rubbish-remastered-spec-edt-blur\"><strong>Modern Life is Rubbish<\/strong><\/a>, che non registra tuttavia grandi vendite, ma raggiunse circa 100.000 copie nel Regno Unito. Albarn si mette cos\u00ec subito all\u2019opera, e inizia a lavorare alacremente su un nuovo progetto. Gi\u00e0 alla fine del 1993 i Blur sono di nuovo in <strong>studio di registrazione<\/strong> (in realt\u00e0 due, il Maison Rouge di Fulham e i RAK Studios). Le <strong>sessioni<\/strong> sono <strong>molto brevi<\/strong>, e il risultato finale soddisfa tutti. Anzi, quasi tutti. L\u2019unico a far sorgere dei dubbi \u00e8 David Balfe, proprietario della Food Records, la casa discografica dei Blur. Problema tuttavia secondario: l\u2019etichetta viene infatti acquistata poco dopo dalla EMI.<\/p>\n\n\n\n<p>Parklife \u00e8 pronto per essere distribuito gi\u00e0 nella <strong>primavera del 1994<\/strong>, precisamente il 25 aprile, a meno di un anno dall\u2019uscita del precedente album. Parklife, terzo album in studio dei Blur, \u00e8 subito <strong>un vero e proprio trionfo<\/strong>. A oggi si contano pi\u00f9 di 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il disco arriva alla prima posizione in classifica nel Regno Unito, consacrando i Blur come band leader del Britpop, in competizione con gli Oasis.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parklife: una finestra aperta sulla societ\u00e0 dell\u2019epoca<\/h2>\n\n\n\n<p>Parklife \u00e8 sicuramente un disco pi\u00f9 \u201cimpegnativo\u201d dei precedenti, gi\u00e0 perch\u00e9 si tratta di un <strong>concept album<\/strong>, come dichiara lo stesso Albarn. <strong>Ma di cosa parla Parklife?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019album nasce dal <strong>contatto<\/strong> che i Blur hanno con la <strong>cultura americana<\/strong> durante un loro tour. Tra le principali influenze va sicuramente citato <strong>London Fields di Martin Amis<\/strong>. I brani sono come dei <strong>commenti da lager-eater<\/strong> su ci\u00f2 che osservano e accade intorno. Sono quindi tutte storie diverse ma con un filo che le unisce: una <strong>posizione molto critica verso la societ\u00e0<\/strong>, caratterizzata da ironia, satira pi\u00f9 feroce, black humour, ma anche momenti di introspezione. Il disco presenta tutta una serie di <strong>personaggi<\/strong> che rappresentano <strong>l\u2019influenza che lo stile di vita americano ha sugli europei<\/strong>. Nei testi, firmati da Albarn (tranne Far Out, opera del bassista Alex James) si affrontano temi quali <strong>pornografia<\/strong>, l\u2019invadenza della <strong>televisione<\/strong>, il <strong>divertimento<\/strong> sentito come obbligatorio, e di contraltare il <strong>salutismo<\/strong> portato agli eccessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista musicale, Parklife \u00e8 un disco molto vario, che spazia tra generi diversi, con influenze provenienti dal <strong>synthpop<\/strong> al <strong>punk<\/strong> fino alla <strong>new wave<\/strong>. Tra i brani pi\u00f9 famosi ricordiamo <strong>Girls &amp; Boys<\/strong>, <strong>To the End<\/strong>, <strong>Parklife<\/strong> ed <strong>End of a Century<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La storia della copertina di Parklife<\/h2>\n\n\n\n<p>Come spesso accade, i grandi album di successo sono accompagnati da copertine iconiche. Il discorso vale anche per Parklife dei Blur. L\u2019album avrebbe dovuto <strong>chiamarsi in modo diverso<\/strong>, <strong>Sport<\/strong> o <strong>Magic Arrows<\/strong>. Ma sicuramente l\u2019ipotesi pi\u00f9 trasgressiva era <strong>Soft Porn<\/strong>, con in copertina <strong>Buckingham Palace<\/strong>. Altre idee per la cover erano un\u2019immagine di <strong>un carretto di frutta e verdura<\/strong>, oppure una <strong>vetrina di un negozio di scommesse<\/strong> di William Hill. Tuttavia, tutti questi progetti vengono accantonati abbastanza presto. La band, guidata da Damon Albarn, decide di cambiare decisamente prospettiva, e opta per uno scatto che fa riferimento a qualcosa di totalmente diverso. La copertina, infatti, riprende <strong>tre levrieri che inseguono una lepre meccanica<\/strong> durante una corsa, un passatempo che forse per noi risulta strano, ma che invece ha grande seguito in Inghilterra. La fotografia \u00e8 opera di <strong>Bob Thomas<\/strong>, ed era stata scattata molti anni prima, il 2 novembre 1988 al Romford Stadium, nella contea dell\u2019Essex. L\u2019immagine viene poi scelta da <strong>Rob O\u2019Connor<\/strong>, designer e fondatore della <strong>Stylorouge<\/strong>, studio con base a Londra. <strong>Ma perch\u00e9 i levrieri?<\/strong> La risposta la fornisce Graham Coxon, chitarrista dei Blur, che spiega come l\u2019immagine dei levrieri, cos\u00ec <strong>aggressivi<\/strong>, <strong>sconvolti<\/strong>, quasi animati dal <strong>desiderio di uccidere<\/strong>, fosse idonea al disco. In effetti, qualcosa di simile si era gi\u00e0 vista in un disco di un\u2019altra band, i <strong>Dub Sex<\/strong> (in quel caso il levriero era solo uno), scioltosi nel 1990. La Fortuna ha voluto che a passare alla storia sia stata la cover di Parklife dei Blur, tanto che nel 2010 \u00e8 stata inserita dalla Royal Mail in una serie di francobolli, la <strong>\u201cClassic Album Cover\u201d<\/strong>, che andava proprio a celebrare le copertine pi\u00f9 iconiche di sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099962484213_parklife-remastered-spec-edt-blur\">Parklife<\/a> rappresenta la svolta nella carriera dei Blur, elevandoli a gruppo di riferimento della scena del Britpop anni Novanta, al pari degli Oasis, cos\u00ec come aveva \u201cprofetizzato\u201d il loro leader.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1994 \u00e8 stato un anno veramente formidabile dal punto di vista musicale, spesso sottovalutato. 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