{"id":1533,"date":"2024-06-12T13:48:39","date_gmt":"2024-06-12T11:48:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1533"},"modified":"2024-06-12T13:48:40","modified_gmt":"2024-06-12T11:48:40","slug":"the-freewheelin-bob-dylan-storia-della-copertina-del-disco-che-fece-scoprire-dylan-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/the-freewheelin-bob-dylan-storia-della-copertina-del-disco-che-fece-scoprire-dylan-al-mondo\/","title":{"rendered":"The Freewheelin\u2019 Bob Dylan: storia della copertina del disco che fece scoprire Dylan al mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019articolo di oggi continuiamo la nostra carrellata alla scoperta delle copertine pi\u00f9 iconiche di sempre. Il nostro viaggio ci porta nella New York degli anni Sessanta, quando un giovane <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Dylan+Bob\"><strong>Bob Dylan<\/strong><\/a> e la sua ancora pi\u00f9 giovane fidanzata dell\u2019epoca vengono immortalati nella copertina di The <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0889854552817_the-freewheelin-bob-dylan-dylan-bob\"><strong>Freewheelin\u2019 Bob Dylan<\/strong><\/a>, l\u2019album con il quale il cantautore dal Minnesota si fece scoprire al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo quindi a ripercorrere la <strong>genesi dell\u2019album<\/strong>, il suo <strong>impatto<\/strong> e la sua <strong>importanza<\/strong> nella carriera di Dylan, e la <strong>storia della copertina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Freewheelin\u2019 Bob Dylan: dal flop al successo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1962 Dylan aveva pubblicato il <strong>suo primo album<\/strong>, che portava semplicemente il suo nome. <strong>Non era stato un successo<\/strong>, molti dei brani non erano nemmeno stati scritti da lui. Nel primo anno erano state vendute solo 5000 copie. Alcuni della <strong>Columbia Records<\/strong>, la sua casa discografica del tempo, avevano intenzione di scaricarlo. Ma <strong>John Hammond<\/strong>, il manager che lo aveva scoperto, era sicuro del talento del giovane artista. E, a ben vedere, aveva ragione lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Dylan si era trasferito a <strong>New York<\/strong>, dove il clima era bollente, sia a livello artistico che politico. Dylan trov\u00f2 terreno fertile per continuare a scrivere, grazie anche alla relazione con la giovane attivista e studentessa d\u2019arte <strong>Suze Rotolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli studi della Columbia sulla Seventh Avenue, nel corso di un anno (aprile 1962-aprile 1963), con otto sedute di registrazione, sarebbe nato l\u2019album che avrebbe fatto <strong>conoscere Dylan al mondo<\/strong>, consacrandolo definitivamente e lanciando una carriera infinita, che lo ha portato a vincere un Oscar e un premio Nobel. L\u2019album non ebbe vita facile. Dopo una serie di tagli, di discussioni con il manager, un <strong>viaggio in Inghilterra<\/strong>, il rientro a New York, una mancata apparizione all\u2019<strong>Ed Sullivan Show <\/strong>(reo di aver censurato la scelta di un brano da parte di Dylan), il <strong>debutto alla Carnegie Hall<\/strong> (dove suon\u00f2 A Hard Rain\u2019s a-Gonna Fall, impressionando pubblico e critica e accendendo i riflettori sul suo talento), una promozione tra <strong>trasmissioni radiofoniche e festival folk<\/strong> (come il Monterey Folk Festival, dove si esib\u00ec con Joan Baez), il <strong>27 maggio<\/strong> fu pubblicato <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0889854552817_the-freewheelin-bob-dylan-dylan-bob\">The Freewheelin\u2019 Bob Dylan<\/a>. <strong>E fu l\u2019inizio del successo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bob Dylan, la voce di una generazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Grazie anche alla promozione precedente l\u2019uscita, The Freewheelin\u2019 Bob Dylan vendette <strong>10.000 copie al mese<\/strong>, divenendo subito un successo commerciale (anche se arriv\u00f2 solo al ventiduesimo posto della classifica di Billboard). Ma fu di pi\u00f9. <strong>I tempi stavano cambiando<\/strong> (come dir\u00e0 Dylan nel successivo album, intitolato appunto <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0889853443215_the-times-they-are-a-changin-dylan-bob\">The Times They Are a-Changin\u2019<\/a>), e anche <strong>Dylan era ormai maturato<\/strong>, anche se era passato un solo anno dall\u2019uscita del primo disco. The Freewheelin\u2019 Bob Dylan presenta un <strong>artista pi\u00f9 consapevole<\/strong> del periodo che sta vivendo, del mondo che lo circonda. Brani come <strong>Blowin\u2019 in the Wind<\/strong>, o <strong>A Hard Rain\u2019s a-Gonna Fall<\/strong>, riflettono quel momento. \u00c8 l\u2019anno, per capirci, dell\u2019 \u201cI have a dream\u201d di Martin Luther King (e Dylan c\u2019era, e cant\u00f2 proprio Blowin\u2019 in the Wind). Con The Freewheelin\u2019 Bob Dylan il menestrello di Duluth diventa il <strong>simbolo di quella generazione<\/strong> e di quelle proteste, etichetta che tuttavia cerc\u00f2 di togliersi di dosso ben presto. Ma questo non toglie che questo secondo album consacr\u00f2 Dylan come un <strong>punto di riferimento<\/strong> , una vera e propria leggenda della musica, come non erano riusciti n\u00e9 il suo mentore Woody Guthrie, n\u00e9 l\u2019altro grande cantante folk dell\u2019epoca, Pete Seeger. Con The Freewheelin\u2019 Bob Dylan il <strong>folk si riempie di contenuti<\/strong> ancora pi\u00f9 che prima, diventa quasi un <strong>genere narrativo<\/strong>, in cui fa capolino la <strong>poesia<\/strong>. Dylan ci immerge in atmosfere e in testi pi\u00f9 complessi, densi, cambiando il modo di fare folk, e squarciando il panorama musicale dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La copertina di The Freewheelin\u2019 Bob Dylan: la neve, un cappottino verde, e un amore senza tempo.<\/h2>\n\n\n\n<p>Un grande album non pu\u00f2 che avere una <strong>grande copertina<\/strong>. Certo, non siamo davanti a grandi opere d\u2019arte come la banana di Wharol per <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602537171088_the-velvet-underground-nico-45th-anniv-edt-velvet-underground-the\">The Velvet Underground &amp; Nico<\/a>, o del prima di <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5054197141478_the-dark-side-of-the-moon-vinile-con-poster-e-adesivi-50th-anniversary-pink-floyd\">The Dark Side of the Moon<\/a>. Nel caso di The Freewheelin\u2019 Bob Dylan siamo di fronte a un\u2019immagine tanto semplice quanto iconica. Nel periodo della registrazione dell\u2019album, Dylan si era trasferito sulla 4th Street, nel Greenwich Village, zona di artisti. Nello stesso periodo, la sua storia con <strong>Suze Rotolo<\/strong> gli aveva fatto allargare i suoi orizzonti: politica, arte, il teatro di Brecht, solo per fare qualche esempio. Ma il loro era un amore, seppur intenso, destinato a perdersi. Suze infatti acconsent\u00ec al desiderio della madre di mandarla <strong>a studiare arte a Perugia<\/strong> (forse per allontanarla da Dylan), e cos\u00ec, mentre componeva le canzoni per il suo nuovo album, Dylan era afflitto dalla sua mancanza, tanto da andarla anche a cercare in Italia, mentre lei, per\u00f2, era tornata a New York. I due <strong>si rincontrano nel gennaio del 1963<\/strong>, in una New York sotto la neve. Un mese dopo, il fotografo della CBS Don Hunstein, mandato dalla Columbia per uno shooting fotografico improvvisato, li immortala mentre camminano <strong>tra la West 4th Street\u00a0e la\u00a0Jones Street<\/strong>. Entrambi in giubbotti troppo leggeri per il clima, Dylan, con i capelli arruffati, cammina con le mani in tasca, mentre <strong>Suze, nel suo cappottino verde<\/strong>, si stringe al braccio, poggiando la testa sulla sua spalla sinistra. Uno scatto che li ritrae in un momento di <strong>intimit\u00e0<\/strong>, mostrando tutto il loro <strong>affiatamento<\/strong>. La storia durer\u00e0 ancora poco: Suze spos\u00f2 un italiano e inizi\u00f2 una florida carriera artistica, mentre Dylan inizi\u00f2 il suo connubio artistico-amoroso con Joan Baez, anche questo destinato a spegnersi. Ma quella foto, di una semplicit\u00e0 quasi disarmante, riesce a esprimere il loro amore. E forse quello di tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>The Freewheelin\u2019 Bob Dylan \u00e8 l\u2019album che lancia la carriera di Dylan: da semplice ragazzotto alle prese con il folk, a messia di una generazione, voce dei diritti civili e degli ultimi. Di l\u00ec a poco, con Bringing It All Back Home avviene la \u201csvolta elettrica\u201d di Dylan. Ma The Freewheelin\u2019 Bob Dylan rimane comunque uno dei suoi album pi\u00f9 famosi, e forse il pi\u00f9 importante della sua carriera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019articolo di oggi continuiamo la nostra carrellata alla scoperta delle copertine pi\u00f9 iconiche di sempre. 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