{"id":1521,"date":"2024-06-03T09:00:00","date_gmt":"2024-06-03T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1521"},"modified":"2024-05-30T12:57:42","modified_gmt":"2024-05-30T10:57:42","slug":"sananda-maitreya-e-the-pegasus-project-un-viaggio-nel-mito-alla-scoperta-di-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/sananda-maitreya-e-the-pegasus-project-un-viaggio-nel-mito-alla-scoperta-di-noi-stessi\/","title":{"rendered":"Sananda Maitreya e The Pegasus Project: un viaggio nel mito alla scoperta di noi stessi"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi andiamo a parlare di un artista molto molto particolare: <strong>Sananda Maitreya<\/strong>, che torna con il suo lavoro <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/8033237281135_the-pegasus-project-pegasus-the-swan-sananda-maitreya\"><strong>The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan<\/strong><\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Forse molti di voi lo ricorderanno con un altro nome: era la fine degli anni Ottanta, e Sananda cantava con il suo vero nome: <strong>Terence Trent D&#8217;Arby<\/strong>. Anche se, per essere corretti, anche questo non corrispondeva a quanto scritto all\u2019anagrafe. Infatti, il nome completo \u00e8 Terence Trent Howard: il cognome era quello della madre. Mentre quello del padre viene usato artisticamente, aggiungendo per\u00f2 l\u2019apostrofo tra la D e la A di Darby. Da qui il suo pseudonimo: Terence Trent D\u2019Arby. Tutto chiaro?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma gi\u00e0 da qualche decennio questo poliedrico artista viene conosciuto con il nome di Sananda Maitreya. Come mai? Un po\u2019 di pazienza e ci arriviamo. Facciamo qualche passo indietro e vediamo come comincia la <strong>carriera<\/strong> di questo cantante che, oltre a un caratteristico <strong>timbro vocale<\/strong> (a volte sembra di sentire <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/artisti?primaryArtist=Cooke+Sam\">Sam Cooke<\/a>), possiede una grande capacit\u00e0 a livello sia di <strong>arrangiamento<\/strong>, sia da <strong>strumentista<\/strong>, sia da <strong>produttore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La carriera come Terence Trent D\u2019Arby<\/h2>\n\n\n\n<p>Nato a Manhattan, diplomato in Florida, abbandonata l\u2019universit\u00e0, Sananda inizia la sua carriera dopo un\u2019esperienza non felicissima <strong>nell\u2019esercito americano<\/strong>, in cui si era arruolato. Viene infatti espulso per diserzione. Non sappiamo certo come sarebbe stato come soldato, ma di sicuro il panorama musicale ne ha guadagnato. Dopo qualche collaborazione con altri artisti, arriva il suo momento: l\u2019album d\u2019esordio, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0198028092913_introducing-the-hardline-according-to-te-maitreya-sananda\"><strong>Introducing the Hardline According to Terence Trent D\u2019Arby<\/strong><\/a>, esce nel 1987. Ed \u00e8 un boom! In soli <strong>tre giorni<\/strong> vende un <strong>milione di copie<\/strong>, che alla fine supereranno i <strong>14 milioni totali<\/strong>. Qualcuno ricorda sicuramente singoli come <strong>If You Let Me Stay<\/strong>, <strong>Wishing Well<\/strong>, <strong>Sign Your Name<\/strong>. Un successo enorme e anche, diciamolo, inaspettato. Terence vince anche un Grammy. Poi inizia un percorso pi\u00f9 sperimentale, con bei dischi e singoli fortunati, come <strong>Frankie and Johnnie<\/strong>, che diventa la colonna sonora del film, con lo stesso titolo della canzone, con due mostri sacri come Michelle Pfeiffer e Al Pacino. Non male insomma. Del resto, il rapporto con il <strong>mondo dello spettacolo<\/strong>, cinema e televisione per capirci, lo ha accompagnato per tutta la vita, a partire da quando, giovanissimo, partecipa al film tedesco&nbsp;<em>Schulm\u00e4dchen &#8217;84<\/em>, diretto da&nbsp;Nikolai M\u00fcllersch\u00f6n. Ottenuto il successo, nel 1992 viene chiamato in una serie tv&nbsp;<em>Heimat 2 &#8211; Cronaca di una giovinezza<\/em>. Qualche anno dopo, nel 1999, recita nel film Clubland e poi in Shake, Rattle and Roll. Qualcuno forse se lo ricorda anche alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Sidney del 2000, quando era stato chiamato dal gruppo australiano degli INXS per sostituire Michael Hutchence, scomparso prematuramente.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il nuovo millennio siamo a una <strong>svolta nella carriera<\/strong> <strong>e soprattutto<\/strong> <strong>nella vita<\/strong> di Terence.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandona la Columbia, passa alla Java Records, per poi lasciare anche questa casa discografica. Alla fine, decide di creare una sua etichetta indipendente, la <strong>Treehouse Publishing<\/strong>. Ma soprattutto cambia nome in Sananda Maitreya. Ma perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La svolta nella vita e il cambio di nome: nasce Sananda Maitreya<\/h2>\n\n\n\n<p>Come ha raccontato in pi\u00f9 di un\u2019occasione l\u2019artista, gi\u00e0 da met\u00e0 degli anni Novanta una serie di <strong>sogni \u201cpremonitori\u201d<\/strong> lo invitano a cambiare vita e a dedicarsi alla cura e protezione dell\u2019integrit\u00e0 della propria arte. Cos\u00ec, a partire dal 1995 decide di cambiare il nome in <strong>Sananda Maitreya<\/strong>. Cambiare non solo in senso artistico: il fu Terence Trent D\u2019Arby, infatti, ha modificato il nome legalmente il 4 ottobre 2001. E quel vecchio nome, con il quale aveva raggiunto il successo, in realt\u00e0 stava diventando una catena, che lo imbrigliava in una vita, e in un personaggio, in cui non si riconosceva pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>In conferenza stampa l\u2019artista ha raccontato di come si sentisse costretto in un personaggio, in un tipo di musica, in una stessa formula che veniva imposta dall\u2019etichetta discografica. Anche il grande Prince, al momento dell\u2019esplosione del suo successo, lo aveva avvertito: &#8220;Non ti invidio perch\u00e9 sei diventato un fenomeno all&#8217;improvviso senza passare da determinati step di crescita. Avendoti conosciuto all&#8217;inizio non sanno come il tuo percorso artistico evolver\u00e0, non sanno come crescerai'&#8221;. Parole che hanno fatto breccia in Sananda.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, era necessario <strong>separarsi<\/strong> <strong>dal suo passato<\/strong>, con il quale il rapporto era contraddittorio: successo e fama, ma anche traumi e momenti di grande amarezza. Il taglio \u00e8 stato netto. Se oggi entrate in un negozio di dischi, o cercate su internet qualcosa di Terence Trent D\u2019Arby, sar\u00e0 molto difficile trovarlo, perch\u00e9 tutta la sua discografia \u00e8 stata rinominata con il nuovo nome di Sananda Maitreya, anche le ripubblicazioni della Sony dei suoi vecchi successi.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, una nuova vita artistica, ma non solo. Sananda ha anche trovato l\u2019amore e si \u00e8 sposato, indovinate con chi? Con un\u2019architetta italiana, Francesca Francone, da cui ha avuto due figli, Francesco Mingus e Federico Elvis (chi ama la musica ha colto i riferimenti musicali).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan<\/h2>\n\n\n\n<p>Ma ora che abbiamo fatto questo piccolo ripassino, andiamo a scoprire qual \u00e8 il nuovo progetto, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/8033237281135_the-pegasus-project-pegasus-the-swan-sananda-maitreya\">acquistabile sul nostro sito<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dalle parole dell\u2019autore, che ha raccontato durante la presentazione come questo suo ultimo lavoro sia parte di quel processo di \u201cliberazione\u201d, di \u201clasciare andare le cose\u201d,&nbsp; iniziato tanti anni fa. E questo \u00e8 proprio lo scopo della musica: renderci liberi. Un grande insegnamento e una grande verit\u00e0. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo della musica, non arrivare in cima alle classifiche. Lo stesso Sananda ha espresso questa idea, dicendo che la sua unica preoccupazione quando inizia un nuovo progetto \u00e8 che le persone lo capiscano e lo conoscano per quello che \u00e8. Quindi la sua musica deve essere un riflesso della sua identit\u00e0, e non essere dettata e guidata dai paradigmi, a volte un po\u2019 troppo commercializzanti, del music business.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto tutto questo preambolo, possiamo capire forse meglio il titolo, molto intrigante, e l\u2019attenzione per la mitologia, in questo caso greca e latina. <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/8033237281135_the-pegasus-project-pegasus-the-swan-sananda-maitreya\"><strong>The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan<\/strong><\/a> \u00e8 il terzo lavoro basato sulla mitologia, dopo <strong>Prometheus &amp; Pandora<\/strong> del 2017 e <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/8033237280664_pandora-s-playhouse-maitreya-sananda\"><strong>Pandora&#8217;s PlayHouse<\/strong><\/a> del 2021. I riferimenti mitologici sono evidenti e non sono casuali. Come ha detto proprio Sananda, i miti sono qualcosa che hanno in s\u00e9 la forza dell\u2019autenticit\u00e0, che sono la base della nostra identit\u00e0 e che ci rappresentano attraverso archetipi psicologici. Quindi sono un modo anche per conoscere noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo ora un po\u2019 nel dettaglio cosa troviamo nell\u2019album The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan. Inizialmente, essendo il tredicesimo progetto della carriera di Senanda, avrebbe dovuto contenere 13 brani. Diciamo che l\u2019idea iniziale ha subito un piccolissimo cambiamento. Il disco presenta ben <strong>41 canzoni<\/strong>, scritte, suonate, arrangiate da Sananda, che lo ha anche prodotto con la sua casa discografica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 davvero un progetto ambizioso. Citiamo solo alcune delle <strong>collaborazioni<\/strong> pi\u00f9 importanti: <strong>Andy Wright<\/strong> (Pet Shop Boys\/Massive Attack), il produttore <strong>Gavin Goldberg<\/strong>, <strong>Jellybean Johnson<\/strong> (ex batterista di Prince), e poi due nomi italiani, <strong>Luisa Corna<\/strong> e l\u2019attrice teatrale <strong>Beatrice Baldaccini<\/strong>, protagonista di diversi musical. Probabilmente le collaborazioni pi\u00f9 suggestive sono quelle con il quartetto di archi dell\u2019<strong>Archimia String Quartet <\/strong>e soprattutto con la <strong>Budapest Art Orchestra<\/strong>, 60 musicisti diretti dal maestro Diego Basso. Insomma, grandi artisti, e tanta, tanta musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi vuole ascoltare Senanda Maitreya dal vivo deve preparare per\u00f2 le valigie. Il tour infatti non prevede tappe italiane, ma si muover\u00e0 tra Olanda, Belgio , Serbia, Francia e Regno Unito. Aspettando una data anche qui da noi, non ci resta che volare a comprare <strong>The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/8033237281135_the-pegasus-project-pegasus-the-swan-sananda-maitreya\">acquistabile anche sul nostro sito<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi andiamo a parlare di un artista molto molto particolare: Sananda Maitreya, che torna con il suo lavoro The Pegasus Project: Pegasus &amp; The Swan. Forse molti di voi lo ricorderanno con un altro nome: era la fine degli anni Ottanta, e Sananda cantava con il suo vero nome: Terence Trent D&#8217;Arby. 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