{"id":1170,"date":"2023-05-08T09:00:00","date_gmt":"2023-05-08T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1170"},"modified":"2023-05-05T10:17:34","modified_gmt":"2023-05-05T08:17:34","slug":"i-50-anni-di-let-it-be-uno-degli-album-piu-iconico-dei-beatles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/i-50-anni-di-let-it-be-uno-degli-album-piu-iconico-dei-beatles\/","title":{"rendered":"I 50 anni di Let It Be, uno degli album pi\u00f9 iconico dei Beatles"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi \u00e8 l\u2019anniversario di uno degli album che ha fatto la storia della musica e non solo:<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602507138653_let-it-be-50th-anniversary-standard-version-beatles-the\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Let It Be<\/a><\/strong>\u00a0da cui l\u2019omonima canzone, diventata un messaggio di speranza ed un inno alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato l\u20198 maggio del 1970, \u00e8 il dodicesimo e ultimo album dei Beatles, realizzato prima del loro scioglimento avvenuto lo stesso anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva essere l\u2019occasione di &#8220;tornare alle origini&#8221; con l\u2019idea di realizzare un disco \u2013 dal titolo&nbsp;<strong>Get Back<\/strong>&nbsp;\u2013 pi\u00f9 spontaneo e meno ricercato, registrato in diretta senza le ricercatezze e le elaborazioni in studio dei loro ultimi lavori per gettarsi alle spalle i frequenti contrasti interni alla band (dovuti anche alla presenza ingombrante della nuova compagna di Lennon, Y\u014dko Ono).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Genesi del disco&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Registrato per la quasi totalit\u00e0 in sessioni precedenti a quelle del disco\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602577915123_abbey-road-50-anniversary-beatles-the\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Abbey Road<\/a><\/strong>\u00a0\u2013 pubblicato nel 1969 \u2013 l&#8217;album<strong>Let It Be<\/strong>\u00a0venne immesso sul mercato solo successivamente, nel 1970.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spunto originario risale al 45 giri&nbsp;<strong>Hey Jude\/Revolution<\/strong>&nbsp;e al relativo videoclip promozionale girato il 4 settembre 1968 per la regia di Michael Lindsay-Hogg negli studi di posa di Twickenham.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella circostanza il gruppo avrebbe dovuto suonare davanti a un numero limitato di invitati selezionati, ma il passaparola fece radunare un pubblico molto pi\u00f9 numeroso del previsto che si radun\u00f2 intorno ai musicisti mentre questi venivano ripresi durante le esecuzioni di prova di Hey Jude.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo avvenimento risvegli\u00f2 nel gruppo l&#8217;entusiasmo per le esibizioni dal vivo e il desiderio di esibirsi di nuovo in un concerto. Il progetto \u2013 inizialmente concepito con il titolo Get Back \u2013 venne ideato da Paul McCartney come un recupero di quell&#8217;impronta rock e dell&#8217;approccio live che li aveva caratterizzati all&#8217;inizio della loro carriera: un \u201critorno alle origini\u201d e non solo sotto il profilo musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di fondo era che \u2013 al pari del primo disco,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0094638241614_please-please-me-remastered-beatles-the\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Please Please Me<\/a><\/strong>\u00a0\u2013 registrato in un&#8217;unica seduta di dodici ore nel 1962 \u2013 i Beatles dovessero abbandonare le strumentazioni elettroniche e le sovraincisioni a vantaggio delle registrazioni in presa diretta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sessioni di registrazione del disco<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel corso delle sessioni di registrazione tra il 2 e il 31 gennaio 1969 negli studi di Twickenham prima, e di Savile Row dopo, i Beatles si raccolsero in studio nel tentativo di tornare all&#8217;attitudine rock&#8217;n&#8217;roll del loro esordio cos\u00ec come nelle intenzioni di Paul McCartney.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che doveva essere l&#8217;evento live conclusivo \u2013 scartate le proposte di un concerto In un teatro romano in Africa o di uno show su una nave nel Mediterraneo per l&#8217;opposizione di George Harrison e di Ringo Starr \u2013 si trasform\u00f2 in una performance tenutasi il 30 gennaio 1969 sul tetto dell&#8217;edificio di Savile Row, sede della Apple, etichetta di propriet\u00e0 degli stessi Beatles.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;intero mese di prove venne registrato da due telecamere che avrebbero dovuto filmare ininterrottamente il processo creativo della band. Tali registrazioni sono illuminanti in merito allo stato di malessere interno al gruppo. Fra l&#8217;altro si nota infatti come George Harrison provasse forte disagio nel non vedere seriamente prese in considerazione le sue composizioni e il suo apporto al punto da meditare di formare un gruppo tutto suo con Eric Clapton; Paul McCartney riteneva di dover comunque andare avanti e scongiurare la rottura definitiva proponendosi quale guida della formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso delle prove, Harrison abbandon\u00f2 momentaneamente il gruppo in seguito a una discussione con McCartney; la ripresa del progetto fu possibile soltanto alla condizione che si spostassero le sessioni dagli angusti studi cinematografici di Twickenham a quelli pi\u00f9 sereni di Savile Row oltre all&#8217;abbandono di qualsiasi progetto di show dal vivo; alla fine Harrison cedette tuttavia al concerto sul tetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente si aggiunse ai quattro il tastierista jazz Billy Preston che il gruppo aveva conosciuto nei primi anni sessanta ad Amburgo. Fu lo stesso George Harrison a coinvolgerlo, in parte per scongiurare i litigi che continuavano ad esserci all&#8217;interno della band ma anche per ragioni prettamente tecniche: la decisione di evitare sovra-incisioni richiedeva spesso di avere un altro strumentista: l&#8217;apporto di Preston serv\u00ec a rasserenare gli animi e a rimandare la rottura definitiva del gruppo].<\/p>\n\n\n\n<p>La copertina che si intendeva usare per il progetto&nbsp;<strong>Get Back<\/strong>&nbsp;fu scattata nello stesso luogo (il palazzo della EMI) dove era stata presa quella del loro primo album,&nbsp;<strong>Please Please Me<\/strong>. La foto, assieme a una foto alternativa del 1962, apparve poi nella copertina delle due raccolte L&#8217;album blu e L&#8217;album rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Parte delle<strong>&nbsp;Get Back &#8211; sessions<\/strong>&nbsp;(chiamate anche&nbsp;<strong>Let It Be &#8211; Sessions<\/strong>) vennero in seguito messe in circolazione tra i collezionisti e divennero la maggiore fonte di materiale per i bootleg sui Beatles. Nel 2000, la Yellow Dog Records, etichetta discografica specializzata in bootleg, ha pubblicato Day by Day, una serie di 38 CD che contengono tutte le registrazioni integrali effettuate durante quelle session.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La pubblicazione del disco<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta registrati tutti i nuovi pezzi, i Beatles, insoddisfatti del risultato, nei primi giorni di marzo lasciarono il missaggio delle tracce all&#8217;ingegnere della EMI Glyn Johns, presentando un acetato al gruppo che, ormai disinteressato al progetto, lasci\u00f2 cadere la proposta. Successivamente le registrazioni furono affidate al produttore statunitense Phil Spector, conosciuto per il suo &#8220;muro del suono&#8221; che decise di applicare i suoi metodi con una postproduzione accentuata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fu causa dell&#8217;ennesimo litigio in seno al gruppo: McCartney vide infatti pubblicato il disco con alcuni suoi brani stravolti (soprattutto&nbsp;<strong>The Long and Winding Road<\/strong>&nbsp;che fu infatti modificata da Spector con l&#8217;aggiunta di violini e cori celestiali), mandandolo su tutte le furie. L&#8217;album fu comunque pubblicato l&#8217;8 maggio 1970, quando oramai il gruppo non esisteva pi\u00f9: il disco, in edizione deluxe, venne abbinato a un lussuoso volume con testi e foto di Ethan Russel.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 18 novembre 2003 venne pubblicata la versione remixata dell&#8217;album intitolata&nbsp;<strong>Let It Be&#8230; Naked<\/strong>&nbsp;contenente anche brani inediti. Oltre a missaggi diversi dei vari brani, sono state eliminate&nbsp;<strong>Dig It<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Maggie Mae<\/strong>&nbsp;sostituite dall\u2019 aggiunta di&nbsp;<strong>Don&#8217;t Let Me Down<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 15 ottobre 2021 la Apple Records ha pubblicato una nuova versione stereo remixata dell&#8217;album, nel cofanetto box set<strong>&nbsp;Let It Be: 50th Anniversary Edition<\/strong>, ad opera di Giles Martin, il figlio del produttore dei Beatles George Martin.<\/p>\n\n\n\n<p>I brani definitivi, contenuti nell\u2019album, sono:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Two of Us<\/strong>\u00a0\u2013 3:37 (Lennon-McCartney)<br><strong>Dig a Pony<\/strong>\u00a0\u2013 3:55 (Lennon-McCartney)<br><strong>Across the Universe<\/strong>\u00a0\u2013 3:48 (Lennon-McCartney)<br><strong>I Me Mine<\/strong>\u00a0\u2013 2:26 (Harrison)<br><strong>Dig It<\/strong>\u00a0\u2013 0:50 (Lennon-McCartney-Harrison-Starkey)<br><strong>Let It Be<\/strong>\u00a0\u2013 4:03 (Lennon-McCartney)<br><strong>Maggie Mae<\/strong>\u00a0\u2013 0:40 (Trad. arr. Lennon-McCartney-Harrison-Starkey)<br><strong>I&#8217;ve Got a Feeling<\/strong>\u00a0\u2013 3:38 (Lennon-McCartney)<br><strong>One After 909<\/strong>\u00a0\u2013 2:54 (Lennon-McCartney)<br><strong>The Long and Winding Road<\/strong>\u00a0\u2013 3:38 (Lennon-McCartney)<br><strong>For You Blue<\/strong>\u00a0\u2013 2:32 (Harrison)<br><strong>Get Back<\/strong>\u00a0\u2013 3:09 (Lennon-McCartney)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 l\u2019anniversario di uno degli album che ha fatto la storia della musica e non solo:\u00a0Let It Be\u00a0da cui l\u2019omonima canzone, diventata un messaggio di speranza ed un inno alla vita. Pubblicato l\u20198 maggio del 1970, \u00e8 il dodicesimo e ultimo album dei Beatles, realizzato prima del loro scioglimento avvenuto lo stesso anno. 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