{"id":1081,"date":"2023-02-20T10:00:00","date_gmt":"2023-02-20T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1081"},"modified":"2023-01-23T10:28:57","modified_gmt":"2023-01-23T09:28:57","slug":"i-vinili-jazz-piu-rari-e-pregiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/i-vinili-jazz-piu-rari-e-pregiati\/","title":{"rendered":"I vinili jazz pi\u00f9 rari e pregiati"},"content":{"rendered":"\n<p>Da qualche anno \u00e8 tornato alla ribalta il vecchio&nbsp;<strong>vinile<\/strong>. Abbiamo quindi rispolverato i nostri giradischi, o quelli dei nostri genitori, e iniziato a riscoprire un modo di ascoltare la musica molto diverso da quello di oggi. Di pari passo va la ricerca delle&nbsp;<strong>rarit\u00e0<\/strong>, che non investe solo i collezionisti pi\u00f9 accaniti, ma anche semplici appassionati, vogliosi di avere sui propri scaffali qualche perla dei loro artisti preferiti. Nell\u2019articolo di oggi andremo alla scoperta di tre album che fanno parte del repertorio jazz e blues, tra i pi\u00f9 rari e pregiati: Kind of Blue di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=miles+davis&amp;Artista=davis%20miles\">Miles Davis<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=1&amp;q=hank+mobley\">Hank Mobley<\/a>&nbsp;dell\u2019omonimo jazzista, e, infine, Me and the Devil Blues di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=robert+johnson&amp;Artista=johnson%20robert\">Robert Johnson<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Kind of Blue di Miles Davis<\/h2>\n\n\n\n<p>Sicuramente trovare&nbsp;<strong>Kind of Blue<\/strong>&nbsp;di Miles Davis in qualsiasi negozio o mercatino non \u00e8 un\u2019impresa tra le pi\u00f9 ardue. Il disco \u00e8 infatti&nbsp;<strong>il pi\u00f9 venduto<\/strong>&nbsp;tra quelli jazz, diventato una pietra miliare della storia della musica ed elemento imprescindibile di ogni collezione, anche per chi ascolta tutt\u2019altro genere. L\u2019album, uscito nel 1959, fu accolto da subito con grandi apprezzamenti, sia dagli appassionati che dagli addetti ai lavori. Con molta probabilit\u00e0 Kind of Blue rappresenta il punto pi\u00f9 alto della carriera di Davis. L\u2019album fu registrato in due sessioni, senza che fossero previste prove. Infatti, il trombettista di Alton port\u00f2 alla band che doveva accompagnarlo solo delle sintetiche indicazioni per ogni brano. Quindi, non c\u2019erano spartiti da seguire, ma delle&nbsp;<strong>linee melodiche su cui improvvisare<\/strong>. Il risultato, come detto, fu travolgente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo album, come detto, non \u00e8 di per s\u00e9 una rarit\u00e0. Tuttavia, la&nbsp;<strong>stampa originale<\/strong>&nbsp;pu\u00f2 oggi valere anche&nbsp;<strong>1000 dollari<\/strong>. Quindi, se \u00e8 facile poter trovare una qualsiasi edizione di Kind of Blue, per i veri collezionisti o appassionati del genere, avere in casa l\u2019originale pu\u00f2 valere una piccola fortuna.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hank Mobley, una vera rarit\u00e0 per intenditori<\/h2>\n\n\n\n<p>Diverso il discorso per il secondo disco che andiamo a scoprire:&nbsp;<strong>Hank Mobley<\/strong>. L\u2019album si intitola proprio come l\u2019artista che lo ha prodotto, sassofonista tenore dalla lunga carriera, di cui la prima parte passata nelle sale di registrazione della Blue Note di New York. Il disco, nella sua versione originale, \u00e8 uno dei pi\u00f9 difficili da trovare: la casa discografica ne stamp\u00f2 infatti un numero non ben precisato, oscillante tra le 300 e le 1000 copie: una vera e propria caccia al tesoro per gli amanti del jazz. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. E quindi, girando per negozi e mercatini, o cercando su internet, aguzziamo la vista alla ricerca della&nbsp;<strong>prima edizione<\/strong>, che possiamo individuare grazie a un preciso segno distintivo. Infatti, si nota una&nbsp;<strong>differenza nella scrittura dell\u2019indirizzo<\/strong>&nbsp;della casa discografica: se su un lato si indica la citt\u00e0 con l\u2019acronimo \u201cNYC\u201d, sull\u2019altro viene invece riportato \u201cNew York 23\u201d. La rarit\u00e0 del disco \u00e8 dovuta anche alla mancata ristampa da parte della Liberty Records, che nel frattempo aveva acquisito la Blue Note. Il prezzo di Hank Mobley \u00e8 quindi aumentato negli ultimi anni, arrivando a sfiorare i 5 000 dollari, se non di pi\u00f9: nel 2015, un acquirente ha sborsato ben&nbsp;<strong>11 000 dollari<\/strong>&nbsp;per poter avere una copia del disco nella propria collezione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Robert Johnson, un patto col diavolo per il successo<\/h2>\n\n\n\n<p>Viriamo ora leggermente, cambiando direzione alla nostra rotta, spostandoci su un altro genere, molto affine al jazz: il&nbsp;<strong>blues<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro viaggio ci porta negli Stati Uniti del&nbsp;<strong>delta del Mississippi<\/strong>. Qui, in un desolato crocevia, leggenda vuole che&nbsp;<strong>Robert Leroy Johnson<\/strong>&nbsp;abbia stretto il suo patto faustiano con il diavolo, il quale gli dona la capacit\u00e0 di suonare la chitarra come nessun altro. Il prezzo da pagare? La sua anima, ovviamente!<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 stranota tra chi \u00e8 sa un po\u2019 di storia della musica, ed \u00e8 stata alimentata negli anni da testimonianze che raccontavano di come Johnson, dopo un anno in cui sembrava scomparso, riapparve in grande stile, suonando la chitarra come non aveva mai fatto, e rivoluzionando il modo di fare blues. Probabilmente, nel suo girovagare tra gli Stati del sud degli Stati Uniti, aveva incontrato un bluesman, Ike Zimmerman, il quale gli aveva fatto da mentore, insegnandoli tutta la sua arte. Ma anche su questo personaggio, come del resto sullo stesso Johnson, i dati biografici e le documentazioni restano piuttosto vaghe e indefinite. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che il musicista di Hazlehurst&nbsp;introdusse una&nbsp;<strong>tecnica<\/strong>&nbsp;<strong>innovativa<\/strong>, la quale, abbinata alla voce, all\u2019armonica e ai suoi testi, lo ha reso un artista leggendario,&nbsp;<strong>modello<\/strong>&nbsp;per molti altri dopo di lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Me and the Devil Blues, ormai un classico per gli appassionati del genere, fu registrato nel giugno del 1937, e rappresenta l\u2019ultima sessione di registrazione prima della morte dell\u2019artista, avvenuta a soli 27 anni. Un pezzo raro, per il quale tuttavia sarebbe necessario fare fronte ai propri risparmi: anche in questo caso la cifra si aggira intorno ai\u00a0<strong>10 000 dollari<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli visti oggi sono solo tre album jazz e blues che rappresentano, ognuno a suo modo, delle rarit\u00e0 nell\u2019attuale mercato musicale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche anno \u00e8 tornato alla ribalta il vecchio&nbsp;vinile. Abbiamo quindi rispolverato i nostri giradischi, o quelli dei nostri genitori, e iniziato a riscoprire un modo di ascoltare la musica molto diverso da quello di oggi. Di pari passo va la ricerca delle&nbsp;rarit\u00e0, che non investe solo i collezionisti pi\u00f9 accaniti, ma anche semplici appassionati, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1082,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1081","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vinili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1081"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1083,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1081\/revisions\/1083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}