{"id":1056,"date":"2023-01-09T09:00:00","date_gmt":"2023-01-09T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1056"},"modified":"2023-01-03T13:50:43","modified_gmt":"2023-01-03T12:50:43","slug":"i-dischi-piu-costosi-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/i-dischi-piu-costosi-della-storia\/","title":{"rendered":"I dischi pi\u00f9 costosi della storia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Quanto costa realizzare un disco?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una bella domanda, a cui non \u00e8 certo facile rispondere. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che dipende sicuramente dal\u00a0<strong>tipo di prodotto finale<\/strong>\u00a0che si ha in mente, dalla sua\u00a0<strong>qualit\u00e0<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>complessit\u00e0<\/strong>, ma anche da possibili\u00a0<strong>scelte artistiche<\/strong>\u00a0che necessitano di un grande sforzo economico per essere realizzate. Insomma, una serie di fattori che si combinano determinando il costo di realizzazione di un album.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo di oggi risaliremo scopriremo la\u00a0<strong>top ten dei dischi pi\u00f9 costosi della storia<\/strong>\u00a0a livello realizzativo, partendo dagli anni Sessanta e arrivando fino a oggi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dagli anni Sessanta agli anni Settanta tra sergenti e regine<\/h2>\n\n\n\n<p>Cominciamo la nostra carrellata alla scoperta dei dieci dischi pi\u00f9 costosi della storia con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602567098348_sgt-pepper-s-lonely-hearts-club-band-50th-anniversary-edt-beatles-the\">Sgt.\u00a0Pepper\u2019s Lonely Hearts Club Band<\/a>\u00a0dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?q=%22beatles%20the%22\">Beatles<\/a>, uscito nel 1967.\u00a0Si tratta di uno degli album pi\u00f9 famosi della storia, con una delle copertine pi\u00f9 iconiche, ma anche di uno dei pi\u00f9 costosi. I quattro di Liverpool stavano cercando di creare effetti particolari, un obiettivo che port\u00f2 a sedute infinite di registrazione (55 ore solo per <em>Strawberry Fields<\/em>,\u00a0sei mesi totali). Come sempre, fu fondamentale l\u2019opera di George Martin, uno dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/i-produttori-discografici-piu-influenti-dagli-anni-sessanta-a-oggi\/\">produttori pi\u00f9 influenti di sempre<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno dopo, anche un\u2019altra band britannica entr\u00f2 in studio decisa a creare il proprio capolavoro, girando ben sei studi di registrazione diversi (usati anche in contemporanea), e arrivando a un costo totale di\u00a040.000 sterline\u00a0(circa 500.000 attuali). Si trattava dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=Queen&amp;Artista=queen\">Queen<\/a>, e del loro disco del 1975\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602547202697_a-night-at-the-opera-queen\">A Night At The Opera<\/a>. I risultati furono incredibili, sia per qualit\u00e0 (pensiamo a un pezzo come <em>Bohemian Rhapsody<\/em>) e di incassi, arrivando subito alle prime posizioni delle classifiche di tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimaniamo ancora in Inghilterra, questa volta parlando dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=Flettwood+Mac&amp;Artista=fleetwood%20mac\">Flettwood Mac<\/a>, che con il loro disco\u00a0<em>Tusk<\/em>\u00a0del 1979 arriv\u00f2 a raggiungere la cifra di\u00a01,4 milioni di dollari. Certo, il disco super\u00f2 i quattro milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti, ma il paragone con il precedente <em>Rumors<\/em> (20 milioni di vendite) fu drammatico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I dischi pi\u00f9 costosi di sempre: anni Ottanta e Novanta<\/h2>\n\n\n\n<p>Facciamo un salto avanti di un paio di anni, entrando negli anni Ottanta, decennio che videro il nascere di molte nuove tendenze musicali, e l\u2019affermazione di altre nate in precedenza. \u00c8 il caso degli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=AC%2FDC&amp;Artista=ac\/dc\"><strong>AC\/DC<\/strong><\/a>, che confermarono il successo ottenuto negli anni Settanta. Dopo <em>Back in Black<\/em>, disco tra i pi\u00f9 amati e venduti di sempre, la band dei fratelli Young entr\u00f2 in studio per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099751076612_for-those-about-to-rock-ac-dc\"><strong>For Those About To Rock (We Salute You)<\/strong><\/a>, uscito nel 1981. I costi dell\u2019album lievitarono per la ricerca quasi maniacale della perfezione da parte del\u00a0produttore\u00a0Mutt Lunge: per fare un esempio, spese <strong>dieci giorni per ottenere un\u00a0determinato suono del rullante<\/strong>. In totale, le sessioni di registrazione durarono\u00a0<strong>tre mesi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul gradino successive troviamo i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=Def+Leppard+&amp;Artista=def%20leppard\">Def Leppard<\/a>\u00a0con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602557560923_hysteria-def-leppard\">Hysteria<\/a>, del 1987. Non ci sono dati certi sul costo finale, ma lo stesso chitarrista Phil Collen afferm\u00f2 che, per andare in pari, avrebbero dovuto vendere 5 milioni di copie. In questo caso, le spese aumentarono molto probabilmente a causa della maniacalit\u00e0 del produttore Mutt Lange (sempre lui!), che pass\u00f2 <strong>tre mesi a mixare un solo brano<\/strong>, <em>Armageddon It<\/em>. Bisogna dire per\u00f2 che i risultati furono soddisfacenti, sia per qualit\u00e0 che per incassi (pi\u00f9 di 25 milioni di copie vendute).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il costo e i tempi di realizzazione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0887830015950_loveless-deluxe-my-bloody-valentine\">Loveless<\/a>\u00a0dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?q=%22my%20bloody%20valentine%22&amp;Artista=my%20bloody%20valentine\">My Bloody Valentine<\/a>\u00a0aumentarono per il perfezionismo maniacale, stavolta del leader della band di Dublino. Partito per rimanere in sala cinque giorni, il gruppo <strong>cambi\u00f2 19 studi di registrazione<\/strong> per raggiungere i suoni desiderati. Alla fine, le spese ammontarono a\u00a0250.000 sterline. I risultati furono decisamente notevoli, ma anche lo sforzo economico, trattandosi di una\u00a0piccola etichetta indipendente, la Creation Records.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I dischi pi\u00f9 costosi di sempre: un salto nel nuovo millennio<\/h2>\n\n\n\n<p>Un altro salto nel tempo, questa volta di circa dieci anni, ci porta negli anni Duemila. Partiamo con i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=Korn&amp;Artista=korn\">Korn<\/a>, il cui\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/5099750177020_untouchables-korn\">Untouchables<\/a>, quinto album in studio uscito nel 2002, cost\u00f2 ben\u00a0<strong>4 milioni di dollari<\/strong>. Un costo record, che fu dovuto non solo, o non tanto, dalla lunghezza delle sessioni di registrazioni, ma dalle spese attribuibili a spostamenti, affitto di studi di registrazione diversi, e anche di abitazione (ben 5, con un costo medio di 10.000 $ mensili per casa). Oltretutto, i risultati in termini di copie non furono eccezionali, come si aspettava la band, e soprattutto la casa discografica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2005 usciva\u00a0<em>One Way Ticket To Hell\u2026\u00a0And Back<\/em>\u00a0dei\u00a0Darkness, che avevano sfondato con il disco di esordio <em>Permission to Land<\/em>. Il secondo lavoro fu decisamente caratterizzato dall\u2019eccesso. Innanzitutto, la band decise di avvalersi della collaborazione di\u00a0Roy Thomas Baker, il produttore dei Queen. Inoltre, furono registrate quasi 40 canzoni, tutte su nastro, alcune delle quali contenevano 160 tracce separate di chitarra. Il costo totale si aggir\u00f2 intorno al\u00a0<strong>milione di sterline<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudiamo la nostra panoramica sui dischi pi\u00f9 costosi di sempre in fase di realizzazione con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0602517906075_chinese-democracy-guns-n-roses\">Chinese Democracy<\/a>, ultimo album dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?q=%22guns%20n%20roses%22&amp;Artista=guns%20n%20roses\">Guns N\u2019 Roses<\/a>\u00a0uscito nel 2008. In quel periodo, della formazione originale che li aveva portati al successo planetario rimaneva solamente Axl Rose. La produzione del disco dur\u00f2 <strong>ben\u00a014 anni<\/strong>, e cost\u00f2 nel complesso circa\u00a0<strong>13 milioni di dollari<\/strong>. Un esborso veramente notevole, dato dai costi per l\u2019affitto dello studio (50.000 $ al mese), per i salari dei tecnici delle chitarre e degli ingegneri del suono (rispettivamente 5.000 e 25.000 $ mensili), a cui vanno aggiunti le \u201cconsulenze\u201d del guru di Axl, che doveva approvare ogni scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Che sia per motivi artistici, per \u201ccapricci\u201d del gruppo o manie perfezioniste del produttore, alcuni album hanno raggiunto cifre record per quel che riguarda la produzione. A volte i risultati furono eccezionali, sia per il livello della musica realizzata, sia per il successo del pubblico; altre molto meno. Di certo, quando un gruppo entra in una sala di registrazione, sa bene quello che ha in mente, ma meno quanti soldi ci vorranno per concretizzare i propri sogni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto costa realizzare un disco? Una bella domanda, a cui non \u00e8 certo facile rispondere. 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