{"id":1034,"date":"2022-12-12T09:00:00","date_gmt":"2022-12-12T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/?p=1034"},"modified":"2023-07-07T10:30:09","modified_gmt":"2023-07-07T08:30:09","slug":"la-copertina-di-born-in-the-usa-un-jeans-e-un-berretto-per-fare-la-storia-del-rock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/la-copertina-di-born-in-the-usa-un-jeans-e-un-berretto-per-fare-la-storia-del-rock\/","title":{"rendered":"La copertina di Born in the Usa: un jeans e un berretto per fare la storia del rock"},"content":{"rendered":"\n<p>Continuiamo oggi il nostro viaggio alla scoperta delle&nbsp;<strong>storie delle copertine degli album<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 iconiche di sempre. Oggi vi proponiamo quella di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/0888750987921_born-in-the-u-s-a-springsteen-bruce\"><strong>Born in the Usa<\/strong><\/a>&nbsp;di Bruce Springsteen. Un album con cui il Boss ci ha regalato alcuni tra i suoi brani pi\u00f9 celebri e notevoli, tra cui la title track, Dancing in the Dark, I\u2019m on fire, My Hometown, e altri ancora. Ma il disco viene ricordato anche per la sua cover, una delle pi\u00f9 famose della storia del rock:&nbsp;<strong>un jeans, un berretto da baseball, e una bandiera<\/strong>&nbsp;americana sullo sfondo. Tre immagini che rappresentano gli Stati Uniti, ognuna con la sua portata simbolica, che, insieme al titolo dell\u2019album e dell\u2019omonima canzone, contribuirono a generare fraintendimenti sull\u2019interpretazione data al disco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non anticipiamo altro, e andiamo insieme alla scoperta della storia della copertina di Born in the Usa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Born in the Usa: un album frainteso<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando nel 1984&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=springsteen&amp;Artista=springsteen%20bruce\">Bruce Springsteen<\/a>&nbsp;pubblic\u00f2&nbsp;<strong>Born in the Usa<\/strong>, tornando contestualmente alle esibizioni live dopo un periodo di uscita dalle scene, l\u2019album fu accolto positivamente dal pubblico, raggiungendo la&nbsp;<strong>vetta delle classifiche<\/strong>&nbsp;di mezzo mondo, dagli Stati Uniti all\u2019Inghilterra, dall\u2019Australia al Canada. Nel nostro Paese scal\u00f2 la classifica fino al secondo posto. Ma non tutti capirono subito, o finsero di non capire, quale fosse il vero significato del disco. Del resto, bisogna essere sinceri, a uno sguardo superficiale, il titolo poteva anche indurre a&nbsp;<strong>incomprensioni<\/strong>. \u201cNato negli Stati Uniti\u201d poteva infatti essere interpretato come una invocazione fortemente&nbsp;&nbsp;e orgogliosamente patriottica, di esaltazione dell\u2019America, della sua storia e di ci\u00f2 che era e rappresentava in quel momento. La politica cerc\u00f2 di appropriarsene a fini propagandistici ed elettorali.&nbsp;<strong>Ronald Reagan<\/strong>&nbsp;dichiar\u00f2 che il brano era da considerare alla stregua di un inno di speranza per il futuro degli Stati Uniti. Il presidente era intenzionato a utilizzarlo durante la campagna elettorale per la rielezione, ma Springsteen rifiut\u00f2, perch\u00e9 riteneva che se ne sarebbe fatto un utilizzo distorto rispetto al messaggio originale (e anche perch\u00e9, aggiungiamo noi, il Boss \u00e8 stato sempre dichiaratamente democratico).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il Boss aveva tutt\u2019altre intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1080\" data-id=\"1036\" src=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1036\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa.jpg 1080w, https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.discotecalaziale.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-born-in-the-usa-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Born in the Usa: un inno per l\u2019America dimenticata<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019album \u00e8 infatti incentrato su tematiche che mettono in risalto le forti contraddizioni degli Stati Uniti, e tutti i suoi problemi, a partire da quello della&nbsp;<strong>guerra del Vietnam<\/strong>. Un momento tragico per il Paese, che segn\u00f2 la fine di una presunta \u201cinnocenza\u201d degli Usa, dimostrando allo stesso tempo la loro fallibilit\u00e0. E cosa dire di tutti quei giovani andati a morire per qualcosa che in fondo, forse, nemmeno comprendevano; e di tutti quelli tornati e segnati indelebilmente da ci\u00f2 che avevano visto, e fatto, in guerra, e che continuavano a faticare a trovare il loro spazio nella societ\u00e0.&nbsp;<strong>I reduci, e le fasce pi\u00f9 povere<\/strong>, due volti dell\u2019America, a volte sovrapposti, che Springsteen erge a&nbsp;<strong>protagonisti<\/strong>&nbsp;dell\u2019album (e di molta della produzione del Boss), mentre sono ai margini della vita del Paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Springsteen canta proprio di questo: di un&nbsp;<strong>sogno americano spezzato<\/strong>, forse mai esistito, di una nazione arrivata a un punto della sua storia in cui fare i conti con s\u00e9 stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma attenzione, ci\u00f2 non significa che il Boss non sia fieramente americano: ma questo non significa restare inermi davanti alle storture del sistema, accettarle passivamente. Americani s\u00ec, orgogliosi di esserlo, ma non per questo ciechi. Una linea di pensiero che guida e ha guidato molti altri cantautori statunitensi, cantori dell\u2019America, delle sue bellezze e delle sue contraddizioni, a partire da Woody Guthrie fino a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.discotecalaziale.com\/cerca?qc=0&amp;q=Bob+Dylan&amp;Artista=dylan%20bob\">Bob Dylan<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La copertina di Born in the Usa: storia e significato<\/h2>\n\n\n\n<p>A creare i fraintendimenti intorno all\u2019album non fu solo il titolo, ma contribu\u00ec anche la copertina. La foto fu scattata da\u00a0<strong>Annie Leibovitz<\/strong>, e immortala Springsteen di spalle, ritratto con indosso una maglietta e dei jeans, dalla cui tasca posteriore destra penzola un berretto da baseball (lo sport americano per antonomasia). Sullo sfondo, sono ben riconoscibili le classiche strisce della bandiera americana. Anche gli indumenti riprendono i colori della bandiera degli Stati Uniti: il bianco della t-shirt, il blu dei pantaloni e infine il rosso del cappellino. Proprio questa\u00a0<strong>evidente simbologia<\/strong> aliment\u00f2 i qui pro quo intorno all\u2019interpretazione dell\u2019album e della title track, facendola percepire intuitivamente come una celebrazione acritica degli Usa, elidendo in questo modo per\u00f2 tutti gli aspetti pi\u00f9 politici presenti nel testo di Born in the Usa, e in generale di tutto l\u2019album. Ma non si tratta nemmeno di una provocazione fine a s\u00e9 stessa (mettere il proprio fondoschiena in evidenza potrebbe anche apparire tale), tantomeno di una mancanza di rispetto. Springsteen afferm\u00f2 che la scelta non fu intenzionale, che furono scattate un gran numero di fotografie e, alla fine, la foto del suo lato B era meglio della foto della sua faccia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scelta oculata e ponderata, o occasionale<\/strong>? Ai posteri l\u2019ardua sentenza, direbbe qualcuno. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la copertina rimane una delle pi\u00f9 iconiche di tutti i tempi, combinando perfettamente immagine e contenuto del disco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuiamo oggi il nostro viaggio alla scoperta delle&nbsp;storie delle copertine degli album&nbsp;pi\u00f9 iconiche di sempre. Oggi vi proponiamo quella di&nbsp;Born in the Usa&nbsp;di Bruce Springsteen. 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